L’Italia coordina i progetti Ue Micore e Thesus

Come proteggere le coste europee dalle inondazioni

[26 settembre 2014]

Due progetti finanziati dall’Unione europea, Micore e Thesus, puntano a garantire la sicurezza di chi vive sulle coste grazie alla creazione di un sistema di allerta per le tempeste costiere e le inondazioni e di un sistema per aiutare le amministrazioni locali, i costruttori e i progettisti a realizzare una pianificazione intelligente.

In una nota la Commissione Ue spiega che «Le zone costiere sono particolarmente a rischio di inondazioni, a causa dell’impatto delle elevate densità di popolazione, dell’erosione e dell’innalzamento del livello del mare dovuto ai cambiamenti climatici che accrescono la probabilità di una risalita delle acque. Il danno può tuttavia essere contenuto se le comunità sono in grado di prepararsi in anticipo in caso di maltempo e potenziali inondazioni e se tale rischio è tenuto in considerazione durante la progettazione e costruzione delle infrastrutture e delle abitazioni».

Il progetto Micore, ha ricevuto 3,5 milioni di euro dall’Ue per partner provenienti da Italia, Belgio, Bulgaria, Francia, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Gran Bretagna,  ha creato un sistema di allerta tempestiva simulando i pericoli causati dalle ondate delle tempeste che erodono le coste ed ha lo scopo di contribuire a «migliorare i metodi di previsione e di reazione alle catastrofi, aumentando così la sicurezza pubblica». Si tratta di un sistema è basato su un codice open source che fornisce informazioni sulle condizioni delle onde e della marea oltre ad informazioni morfologiche più dettagliate su luoghi specifici, da Ravenna   a Varna, nel Mar Nero, e dalla costa baltica della Polonia alla costa del Mare del Nord in Belgio e comprende le coste dell’Atlantico lungo la parte meridionale della Spagna (Cadice) e del Portogallo (Algarve) e le coste del Mare d’Irlanda. Durante o svolgimento del  progetto, conclusosi nel settembre 2011, sono stati messi a disposizione prototipi gratuiti in linea con informazioni in tempo reale.

Il coordinatore di Micore, Paolo Ciavola dell’Università di Ferrara spiega che «Il sistema di allerta tempestiva è abbastanza flessibile per poter essere utilizzato in zone costiere diverse. “Riteniamo che l’approccio che abbiamo sviluppato sia esportabile. Ad esempio, in Italia lo abbiamo inizialmente sperimentato su una spiaggia, ma adesso lo stiamo applicando ai 130 km della regione Emilia-Romagna dove, con l’appoggio delle autorità locali, è diventato uno degli esempi più riusciti di trasferimento delle conoscenze dagli scienziati agli utenti finali. Abbiamo collaborato con la società United States Geological Survey che sta applicando un metodo analogo in California, quindi l’impostazione è applicabile su larga scala.”

Alcuni dei precedenti partner di M icore stanno collaborando ad un altro progetto finanziato dall’Ue, Ric-Kit, per migliorare il software.

Il l progetto Tehesus, che è stato finanziato dall’Ue con 6,5 milioni e riunisce partner di Italia, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Olanda, Polonia, Spagna e Gran Bretagna, Ucraina, Russia, Cina, Messico, Taiwan ed Usa,  ha  invece  raccolto orientamenti e consulenze per aiutare i costruttori e le autorità locali a mantenere sicure le abitazioni e le infrastrutture indipendentemente dalle caratteristiche fisiche o geografiche della regione. «Questo pacchetto di programma – spiega ancora la Commissione Ue –  include un sistema di supporto per l’adozione di decisioni. I responsabili politici devono semplicemente indicare le condizioni cui devono far fronte».

Anche Thesus ha un coordinatore italiano, Barbara Zanuttigh dell’Università di Bologna che sottolinea: «Gli effetti a breve, medio e lungo termine della costruzione o dello sviluppo delle comunità costiere possono quindi essere identificati. Il manuale del progetto intende aiutare i gestori delle zone costiere ad applicare la metodologia Thesus e a scegliere le migliori opzioni per attenuare gli impatti ed è integrato da una serie di note strategiche che permettono ai responsabili delle decisioni di individuare i punti forti e deboli delle politiche in vigore, oltre alle principali sfide che essi devono affrontare».

La commissaria europea per la ricerca, l’innovazione e la scienza, Máire Geoghegan-Quinn, conclude: «Le inondazioni colpiscono migliaia di europei ogni anno e, con i cambiamenti climatici in corso, potrebbero colpirne molti di più in futuro. La ricerca dell’Ue, finanziata nell’ambito del programma Orizzonte 2020, aiuta a tutelare i cittadini e il benessere economico dell’Europa».

 

Per ulteriori informazioni

Micore: https://www.micore.eu/

Thesus: http://www.theseusproject.eu/