Ma la destra Usa attacca il Papa: «Si occupi di morale, non di scienza»

Con Papa Francesco i cattolici sono diventati più ambientalisti. Il 33% disposto a cambiare stile di vita

Jeffrey D. Sachs: «La crisi climatica del mondo è stata aggravata dalla crisi democratica americana»

[4 maggio 2015]

Secondo un recente sondaggio su povertà e cambiamenti climatici, realizzato da YouGov in Gran Bretagna, l’enciclica papale sull’ambiente che Papa Francesco dovrebbe rendere nota a  giugno, potrebbe spingere più del 33% dei cattolici ad avere comportamenti ambientalmente più sostenibili.

Se più di un terzo dei cattolici britannico si dice pronto a diventare ambientalista ed a cambiare stile di vita, rendendolo se il Papa farà una dichiarazione ufficiale sul cambiamento climatico da il senso del grande impatto che questo papato sta avendo sul sentire comune dei cattolici, anche in Paesi opulenti e secolarizzati come il Regno Unito.  Il sondaggio è stato pubblicato dall’Ong Cafod, vicina a Caritas International e nota per le sue posizioni ambientaliste.

Il sondaggio evidenzia anche che il 72% dei cattolici di Inghilterra e Galles sono preoccupati per le conseguenze  devastanti del cambiamento climatico nei Paesi più poveri del mondo e il 76% sente e l’obbligo morale di aiutare le popolazioni più colpite.

L’enciclica di Papa Francesco, che si annuncia forte e “rivoluzionaria” potrebbe spingere un terzo dei cattolici britannici (e speriamo anche italiani) ad avere compoertamenti quotidiani più sostenibili, come aumentare la raccolta differenziata, rinunciare all’auto per i mezzi pubblici.

Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, che ha dato notizia del sondaggio in Italia,  ha detto che «Si tratta di un importante intervento che ci auguriamo possa influenzare in senso ambientalista non solo tutti i cattolici credenti  ma soprattutto i capi di governo che per l’autorità morale da cui proviene il messaggio in questione».

Jeffrey D. Sachs, direttore dell’Earth Institute alla Columbia University ed inviato special del segretario generale dell’Onu per i Millennium Development Goals, ricorda però che «Papa Francesco chiede al mondo di agire contro il riscaldamento globale e molti conservatori negli Stati Uniti sono sul piede di guerra. Il papa dovrebbe attenersi alla morale, dicono, e non avventurarsi nella scienza. Ma, dato che sul dibattito sul clima si svolgerà  quest’anno, la maggior parte dell’umanità troverà il messaggio di Francesco avvincente: abbiamo bisogno sia la scienza che della la morale per di ridurre i rischi per il nostro pianeta».

Sachs fa notare che «La stragrande maggioranza degli americani è d’accordo con l’appello di Francesco per un’azione per il clima. Purtroppo, il loro pareri non sono rappresentati nel Congresso Usa, che difende i Big Coal e le Big Oil, non il popolo americano. L’industria dei combustibili fossili spende pesantemente in campagne di lobbying per i membri del Congresso, come si enatori Mitch McConnell e James Inhofe.  La crisi climatica del mondo è stata aggravata dalla crisi democratica americana».

Un sondaggio condotto a gennaio negli Usa ha rivelato che ben il  78% pensa che se non on si fa nulla per ridurre il riscaldamento globale le conseguenze per gli Usa saranno piuttosto gravi  o molto gravi, il 74% crede che se non si interviene le generazioni future ne subiranno le conseguenze. Il  66% ha detto che preferirebbe votare per un candidato che dice che il cambiamento climatico è una realtà e che è favorevole alle energie rinnovabili.

A marzo un altro sondaggio ha esaminato gli atteggiamenti dei cristiani statunitensi – cattolici, protestanti non-evangelici ed  evangelici –  il 71% degli americani. Il 69% dei cattolici e il 62% dei protestanti ha risposto che il cambiamento climatico è una realtà e anche il 51% degli evangelici è d’accordo. Le maggioranze di ogni sono d’accordo sul fatto che l riscaldamento globale danneggia l’ambiente e le generazioni future, e che la sua mitigazione potrebbe aiutarli.

Sachs  si chiede quale sia la minoranza degli statunitensi cristiani che si oppone ad un’azione climatica e risponde: «Ci sono tre gruppi principali. I primi sono i conservatori del libero mercato, che più che il cambiamento climatico. sembrano temere l’intervento del governo. Alcuni seguono la loro ideologia al punto di negare la scienza consolidata: dato che  l’intervento del governo è un male, dicono che la scienza semplicemente non può essere vera. Il secondo gruppo comprende i fondamentalisti religiosi. Negano il cambiamento climatico perché rifiutano completamente la scienze della terra, credendo che il mondo sia di recente costituzione, in contrasto con le prove schiaccianti della fisica, della chimica e della geologia. Ma è il terzo gruppo che è di gran lunga il più potente politicamente: gli interessi del petrolio e del carbone che hanno contribuito con centinaia di milioni di dollari alla campagna elettorale del 2014. David e Charles Koch, i più grandi finanziatori della campagna elettorale americana, sono semplicemente petrolieri che  vogliono moltiplicare la loro gigantesca ricchezza, nonostante i costi per il resto dell’umanità. Forse non sono nemmeno veri negazionisti climatici», fanno tutto e solo per soddisfare la smodata fame di denaro».

La destra nemica di Papa Francesco proviene da tutti e tre i gruppi, ma è tutta finanziata dal terzo gruppo. Quando la Pontificia accademia delle scienze ha convocato pochi giorni fa un workshop  sul cambiamento climatico,  l’Heartland Institute, uno dei covi della destra liberatarian Usa finanziato dai fratelli Koch ha organizzato una inutile protesta a Piazza San Pietro . Ma gli scienziati riuniti in Vaticano non se ne sono curati ed hanno sottolineato che la scienza e la politica climatica si devono basare sui principi fondamentali di fisica, chimica, geologia, astronomia, ingegneria, economia e sociologia.

«Ma i critici di destra del papa sono in errore nella loro teologia come lo sono nella loro scienza – conclude il cristiano  Sachs – L’affermazione che il papa dovrebbe occuparsi di a morale tradisce un equivoco di fondo sul cattolicesimo romano. I campioni Chiesa e  il matrimonio tra fede e ragione. Almeno dopo la pubblicazione della Summa Theologica (1265-1274) di Tommaso d’Aquino, la legge naturale e la Regola aurea sono stati visti come i pilastri fondamentali degli insegnamenti della Chiesa. La maggior parte delle persone sanno che la Chiesa si oppose alla difesa della teoria copernicana di Galileo, cosa per la quale il Papa Giovanni Paolo II ha chiesto scusa nel 1992. Ma molti non sono consapevoli del sostegno della Chiesa alla scienza moderna, tra cui molti importanti contributi alla biologia, alla chimica e ala fisica di leader mondiali del clero cattolico. Infatti, la fondazione della Pontificia Accademia delle Scienze ha le sue origini a più di 400 anni fa, è stata l’Accademia di Lincei ad introdurre Galileo nel 1611. Lo scopo di Francesco, ovviamente, sta nello sposare la scienza moderna, sia naturale che sociale, con la fede e la morale. Le nostre conoscenze scientifiche conquistata a fatica devono essere utilizzate  per promuovere il benessere umano, proteggere i più vulnerabili e i poveri, preservare i fragili ecosistemi della Terra e mantenere la fede nelle generazioni future. La scienza può rivelare i pericoli ambientali causati dall’umanità; l’ingegneria è in grado di creare gli strumenti per proteggere il pianeta; e la fede e ragionamento morale sono in grado di fornire la saggezza pratica (come avrebbero detto Aristotele e Tommaso d’Aquino) per scegliere virtuosamente per il bene comune».

Il summit in Vaticano di aprile hanno partecipato notissimi scienziati  ma anche leader religiosi protestanti, indù, ebrei, buddisti, musulmani e di altre fedi e Sachs è fiducioso: «Come Francesco, i leader religiosi delle maggiori religioni tutto il mondo ci stanno spingendo a prendere la saggezza dalla fede e la scienza climatica, al fine di adempiere alle nostre responsabilità morali per l’umanità e per il futuro della Terra. Dobbiamo ascoltare la loro chiamata».