L’analisi di SosTariffe

Condizionatori d’aria e classi energetiche, ecco quali sono i consumi in Italia

Le differenze nell’utilizzo di un apparecchio A++ e uno di classe G

[5 agosto 2015]

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In tempi di domanda di energia elettrica assai ridotti dalla crisi economica, l’Italia ha registrato il suo nuovo record di consumi lo scorso 8 luglio, a causa del caldo (anch’esso da record, come testimonia il Cnr). Un picco cui ha contribuito in modo determinante l’utilizzo di condizionatori d’aria e apparecchiature refrigeranti, dato che – come dichiarato da Terna – a «ogni grado in più sopra i 25 gradi, i tecnici stimano un aumento della domanda elettrica tra gli 800 e i 1.000 megawatt».

Ma qual è, in dettaglio, il costo dei consumi elettrici legati ai condizionatori d’aria, in Italia? Al quesito prova a rispondere oggi l’osservatorio di SosTariffe.it, che ha analizzato i consumi per il condizionatore nel 2013 e 2014 nelle diverse regioni italiane e stimato quanto si andrà a spendere nel 2015, differenziando anche l’incidenza tra un condizionatore di classe energetica superiore (A++) e uno di classe inferiore (G).

Secondo le rilevazioni di SosTariffe.it, nell’estate 2013 – caratterizzata da molte giornate di caldo in quasi tutto lo Stivale – la Regione nella quale l’utilizzo del condizionatore è stato maggiore è l’Umbria. Qui il 9,18% dei consumi medi annui di una famiglia è stato indirizzato ad alimentare il climatizzatore. Il Molise è, invece, la regione dove l’incidenza è stata minore: qui solo lo 0,91% dei consumi è stato utilizzato per l’aria condizionata. A parte la Basilicata, dove l’incidenza è dell’1,3%, nelle altre regioni italiane le percentuali di consumi destinati all’aria condizionata vanno dal 5% al 9% circa. Queste le incidenze calcolate tenendo come riferimento l’utilizzo di un condizionatore di classe energetica A++, mentre utilizzando un condizionatore di classe G (tra i più dispendiosi) l’incidenza aumenterebbe dal 20% al 28% (quasi un terzo dei consumi annui, dunque, sarebbero destinati a rinfrescare la casa con un condizionatore di classe G).

Anche per quanto riguarda invece l’estate 2014, l’incidenza massima del condizionatore sui consumi annui è stata del 9% circa. L’anno scorso, la Regione che ha consumato più energia per il condizionatore è stata l’Emilia Romagna con il 9,11% dei consumi energetici destinati a questo utilizzo. Ancora una volta Basilicata e Molise sono le regioni dove non è stato così necessario utilizzare sistemi di raffreddamento della casa in quanto l’incidenza calcolata è stata dello 0,3% e 0,4%. Molte regioni del Nord (Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Valle d’Aosta) hanno avuto invece un forte calo di questa incidenza rispetto al 2013 in quanto la percentuale è sotto il 5%.

E per quanto riguarda invece il 2015? Le stime, a estate in corso, non possono che farsi più ballerine. Dato il forte caldo che sta attraversando l’Italia in questi giorni, però, l’incidenza dell’utilizzo del condizionatore sta risalendo rispetto al 2014 in tutte le regioni. «Anche per quest’anno – affermano da SosTariffe.it – la regione dove si avrà la maggiore percentuale di consumi destinata all’uso del condizionatore è l’Emilia Romagna, con Basilicata e Molise in coda come per le altre annate. Utilizzare un condizionatore in Italia costa dai 56 euro ai 93 euro l’anno in base alla regione se si è ancora in regime di maggior tutela. In ogni regione sottoscrivendo una buona tariffa del mercato libero si possono abbattere questi costi: i risparmi vanno dal 36% all’89%».