Legambiente agli europarlamentari: «Approvate nuovo regolamento»

Condizionatori e gas refrigeranti, rinfreschiamoci senza riscaldare il pianeta

Le imprese green italiane dominano il mercato europeo dei condizionatori e delle celle frigorifere

[19 giugno 2013]

Oggi la Commissione Ambiente del parlamento europeo è chiamata a votare il nuovo regolamento sui gas refrigeranti, che contribuiscono fortemente all’effetto serra, e Legambiente chiede agli europarlamentari italiani di appoggiare l’ambizioso testo, pur se emendato, e di sostenere «Tutti i faticosi compromessi raggiunti finora dal relatore, il verde olandese Bas Eickout, per dare forza alla fase finale del negoziato con il consiglio dei ministri europei in autunno, che varerà il testo definitivo».

Il Cigno Verde ricorda che «Il tema è dei più centrali nella lotta ai cambiamenti climatici: se non verrà modificata l’attuale situazione normativa, infatti,  al ritmo di impiego che questi gas hanno oggi,  potrebbero arrivare a rappresentare, nel 2050, il 40% delle emissioni climalteranti europee. Una sterzata verso il riciclo di questi gas, presenti nel campo della refrigerazione e del condizionamento e diffusi in tutte le case e aziende europee, e la loro sostituzione con alternative naturali nel medio periodo, rappresenterebbe un forte segnale contro il cambiamento climatico».

Inoltre Legambiente sottolinea un’altra ragione tutta “nazionale” per votare il nuovo regolamento: «A differenza dei gas refrigeranti Hfc, prodotti e brevettati fuori dall’Europa, i gas naturali loro sostituti hanno fatto crescere in Italia decine di aziende manifatturiere innovative e green, che oggi dominano il mercato europeo dei condizionatori e delle celle frigorifere a basso impatto ambientale. I frigoriferi di molti supermercati inglesi ed i condizionatori delle stazioni svizzere, per esempio, parlano italiano grazie a brevetti e know how che rimangono nel nostro paese e che vanno quindi sostenuti».

Davide Sabbadin, del direttivo nazionale di Legambiente, conclude: «In tempi di crisi appare evidente come la parte migliore della nostra industria, quella che ricerca ed innova nel rispetto dell’ambiente, deve essere sostenuta affinché non perda la possibilità di conquistare importanti fette di mercato e aiutare il Pil. Chiediamo quindi ai parlamentari italiani di aiutarli, favorendo il prima possibile la creazione di una filiera di recupero, riciclo e rigenerazione dei gas esausti ed il passaggio ai gas refrigeranti naturali con la messa al bando degli Hfc, sul modello di quanto già fatto per i gas responsabili del buco nell’ozono».