Conferenza Crpm a Firenze, sicurezza e ambiente al centro per le regioni periferiche

Rossi: « più attenzione ai problemi sociali e ambientali su cui costruire sviluppo e coesione dell’Ue»

[6 novembre 2015]

CRPM

Si conclude oggi a Firenze, con la dichiarazione finale, la 43esima Assemblea generale della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM) che ha affrontato temi come  migrazioni e di migranti, politiche di coesione e  futuro dei fondi europei, autostrade del mare ed energia, collegamenti ferroviari e stradali, clima e finanza. Si è parlato anche di isole e dei problemi che le accomunano a tutte le latitudini e «di tutto quello che si muove e fa muovere chilometri di territori europei lambiti dal mare, distese di costa che disegnano i margini di un continente e spesso lo identificano, costituendone la principale porta di accesso, da Sud come dall’estremo Nord, dalle Orcadi a Creta, dal mar Baltico all’Egeo».

La CRPM riunisce 160 regioni europee di 28 Stati, membri e non dell’Ue, nelle quali vivono circa 200 milioni di abitanti e «svolge la sua opera per favorire uno sviluppo più equilibrato del territorio comunitario».

L’organizzazione della CRPM si articola in 6 commissioni geografiche (Isole, Atlantico, Mediterraneo, Baltico, Mare del Nord, Balcani/Mar Nero), e promuove progetti di cooperazione tra le regioni su problematiche comuni, puntando a favorire lo sviluppo regionale e la coesione territoriale in Europa.

La Toscana fa parte della Commissione Inter-Mediterranea (CIM) che rappresenta gli interessi delle regioni mediterranee all’interno delle principali negoziazioni europee. Dopo la dichiarazione di Barcellona del 1995, la missione della Commissione si è estesa alle problematiche dell’insieme delle regioni del Mediterraneo. Oggi fanno parte della CIM una cinquantina di regioni di Cipro, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Portogallo, Tunisia.

invoca il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha chiesto «Più politica in Europa per salvare l’Europa. Ma una politica con pensieri e visioni lunghe e più  attenzione ai problemi sociali e ambientali su cui costruire sviluppo e coesione. Più attenzione, ad esempio, sulla disoccupazione di lunga durata che è l’anticamera della povertà. Dall’inizio del 2008 e da quanto la crisi è iniziata 4 milioni e 100 mila ci sono cadute in Italia, lo dice l’Istat. E molte di più sono state in Europa. Poveri assoluti e misurabili scientificamente, a cui potrebbe essere destinato un fondo da 1,5 miliardi l’anno alimentato dalla tassa sulle case di lusso».

Secondo Rossi, «La politica deve prendersi cura dei destini di questa comunità di oltre cinquecento milioni di persone che è l’Europa. Ma lo deve fare in modo unito ed ha la forza di farlo. Per costruire, la vera sicurezza, che non è quella che si costruisce con i muri. Se non comprendiamo l’importanza della disoccupazione o della povertà o l’importanza di tanti altri problemi che riguardano i cittadini abbiamo fallito. L’Europa ha fallito. La povertà, oltre a violare fondamentali diritti umani, impedisce lo sviluppo e la crescita. Se non affrontiamo in maniera adeguata la questione, rischiamo di annullare il fondamento stesso su cui si basa l’idea di Europa, ovvero l’idea di inclusione. Invece come Crpm siamo convinti che coesione e collaborazione producano sviluppo».

Per questo, per Rossi, «Serve più coesione e integrazione. Serve un’Europa consapevole e condivisa a partire dai cittadini. E dunque più Europa per affrontare i problemi che stringono il continente e l’Unione dall’interno e dell’esterno».

Rossi ha ricordato ai suoi colleghi della CRPM: «Non siamo un sindacato di categoria, quello delle regioni periferiche e marittime appunto, tutto intento ad ottenere maggiori benefici per i nostri associati   Noi siamo una libera associazione di Regioni che sono convinte che nella coesione e nella collaborazione fra le nostre comunità  possano venire motivi di sviluppo e benessere per l’intera Europa e che dalle nostre diversità e specificità possa venire un contributo all’unità dell’interno continente. Ed è per questo che la voce della Crpm è stata ascoltata in tanti momenti cruciali».

Per quanto riguarda l’emergenza immigrazione, Rossi ha sottolineato che «L’Europa è un continente che può essere unito e, con 500 milioni di abitanti, può tranquillamente affrontare i problemi che ci vengono posti dalla guerra, dalla fame e da chi fugge da situazioni drammatiche. Il tema dei migranti può essere affrontato non solo in termini di accoglienza ma anche di politiche.Se in Europa ci fosse davvero un’unica politica estera, se ci fosse un esercito per affrontare i problemi della pace e della guerra, sarebbe un modo per far pesare di più l’Europa nel mondo e per dare ai cittadini sicurezza vera, non quella sicurezza che si crea alzando muri. Le regioni periferiche marittime, proprio perché periferiche e marittime, sono particolarmente esposte al fenomeno dei migranti e dei profughi. Nel mio intervento introduttivo ai lavori della Conferenza ho sottolineato la necessità di non di alzare muri, ma di farsi carico di questi problemi in una di dimensione continentale e di unità europea».

Il presidente toscano ha evidenziato l’importanza della CRPM nella difesa degli interessi’ delle Regioni e dell’Europa: «Se ci sono corridoi che riguardano anche il mare, se ci sono fondi specifici per le zone marittime, questo si deve anche al lavoro di questo gruppo di Regioni. Diciamo che si tratta di una “lobby” importante nel quadro della Commissione Europea».