Cop19 sul cambiamento climatico, l’Ue chiede «impegni concreti da tutto il mondo»

[8 novembre 2013]

La 19esima Conferenza delle parti (Cop19) dell’ United Nations Framework Convention on Climate Change  (Unfccc), che si terrà a Varsavia dall’11 al 22 novembre, si concentrerà sui negoziati per aiutare i Paesi in via di sviluppo a rispondere al cambiamento climatico. Sarà anche l’occasione per preparare la Conferenza “Parigi 2015”, dove sarà negoziato un nuovo accordo internazionale sul clima per tutti i Paesi dopo il 2020.  In Polonia l’obiettivo dei 192 Paesi che parteciperanno alla Cop19  dovrebbe avere un solo obiettivo: diminuire le emissioni di carbonio entro il 2020.  Come ricorda  anche il Parlamento europeo «Gli studi dimostrano che la temperatura dell’aria e il livello del mare continuano a salire. Durante la plenaria di ottobre, il Parlamento europeo ha sottolineato l’importanza di trovare una soluzione a questa crescita allarmante».  Anche per questo oggi il sito dell’europarlamento pubblica l’infografica che vi proponiamo qui a fianco.

L’Unione europea produce l’11% delle emissioni di gas serra, l’obiettivo è quello di diminuirle del 20% entro il 2020, anno in cui scadrà il protocollo internazionale di Kyoto, un obiettivo già praticamente raggiunto dall’Ue. Il Parlamento europeo  ha rilanciato la proposta di ridurre le emissioni del 30%  nell’Ue entro il 2020, un obiettivo che pone grandi problemi per altri Paesi, soprattutto per quelli emergenti, gli Usa, il Canada, la Russia e il Giappone e che ancora una volta a Varsavia rischia di rendere difficile muovere passi concreti  verso un nuovo accordo internazionale.

A guidare la delegazione del Parlamento europeo alla Cop 19  Unfccc sarò il socialdemocratico tedesco Matthias Groote, che spiega: «Il compito della delegazione del Parlamento europeo è quello di discutere con il maggior numero possibile di attori (organizzazioni non governative, delegazioni). Abbiamo già un accordo sulla riduzione delle emissioni delle automobili e per ridurre le emissioni del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020. Vogliamo impegni concreti in tutte le regioni del mondo. Vogliamo ottenere dei risultati ora e non nel 2018 o nel 2020. L’appuntamento di “Parigi 2015” si avvicina e dobbiamo ottenere degli impegni vincolanti anche per i paesi in via di sviluppo. Certamente i paesi sviluppati dovranno fornire un maggior sostegno finanziario».

Ma quali sono i risultati della Cop19  Unfccc che l’Ue riterrebbe soddisfacenti?  Groote sottolinea che «A Varsavia ci prepareremo per Parigi, dove dovremo decidere delle nuove misure per il dopo 2020. Varsavia sarà la conferenza delle promesse e degli impegni chiari. Mi piacerebbe che i Paesi sviluppati dimostrino in quest’occasione una volontà forte per la costituzione del Fondo verde per il clima. Altrimenti i paesi sottosviluppati perderanno la fiducia. Sarà una settimana difficile. Ci aspettiamo delle discussioni fino a tarda notte, ma dobbiamo trovare una soluzione».