Cop24 Unfccc, cartellino giallo di Greenpeace alla presidenza polacca

La Polonia non firma il documento pro-clima proposto dai 4 precedenti presidenti delle Cop Unfccc

[3 dicembre 2018]

Poco prima dell’inaugurazione della 24esemima Conferenza delle parti dell’United Nations framework convention on climate change (Cop24 Unfccc) in corso a Katowice, in Polonia, i presidenti dei quattro vertici climatici precedenti, Manuel Pulgar Vidal (Cop20 in Perù), Laurent Fabius (Cop 21 in Francia), Salaheddin Mezouar (Cop22 in Marocco), Frank Bainimarama (Cop23 Bonn/Figi hanno ufficialmente chiesto un’azione urgente e ambiziosa per lottare contro la crisi climatica. Un documento che si basa sul rapporto speciale sugli 1,5* C dell’Ipcc  e che invita i partecipanti alla Cop24 Undccc a intraprendere azioni ambiziose e a proseguire quanto realizzato a Parigi nel 2015, al fine di fermare l’aumento della temperatura media globale a 1,5 gradi Celsius. Pulgar Vidal, Fabius,  Mezouar e Bainimarama  hanno anche chiesto di fissare obiettivi nazionali più ambiziosi entro il 2020 e il sostegno finanziario per i Paesi in via di sviluppo.

Greenpeace Polska sottolinea che «Lo hanno fatto senza la partecipazione della Polonia: è il risultato di una crescente impazienza con la passività della presidenza polacca». Secondo Robert Cyglicki, direttore programmi i Greenpeace per l’Europa centrale e orientale, «Già all’inizio  del vertice sul clima, la presidenza polacca ha ricevuto un cartellino giallo. Sempre più Paesi sono impazienti e persino delusi. Mentre molti delegati vogliono parlare qui non solo di questioni tecniche, ma soprattutto delle loro ambizioni nella lotta contro la crisi climatica, la Presidenza polacca non solo non aderisce, ma addirittura blocca tale discussione. La dichiarazione senza precedenti delle quattro precedenti presidenze parla chiaramente: secondo le più attuali conoscenze scientifiche, si deve agire rapidamente e con coraggio. Il fatto che una tale dichiarazione sia apparsa senza la partecipazione della Polonia è un chiaro segnale che il mondo si aspetta maggiore lavoro e ambizione da parte nostra. La presidenza polacca può ancora recuperare questi ritardi. Tuttavia, per farlo, deve concentrarsi sugli obiettivi e sui passi decisivi che la scienza richiede per fermare la catastrofe climatica. La presidenza deve raggiungere un accordo valido e trasparente che consenta l’attuazione dell’accordo di Parigi».

Ma la Polonia è uno dei Paesi del mondo più dipendenti dal carbone e nella settimana precedente la Cop24 Unfccc gli attivisti di Greenpeace Polska hanno scalato il camino della centrale a carbone di Bełchatów, la più grande centrale elettrica europea, per attirare l’attenzione sul fatto che «I cambiamenti climatici non sono statistiche ma tragedie per migliaia di persone». Un’azione simile si è svolta in Spagna  mentre in  Slovacchia un gruppo di attivisti ha appeso uno striscione pro-clima sulla torre mineraria di una miniera di lignite e 12 persone sono state arrestate e sono ancora detenute e rischiano pene fino a 5 anni di prigione. La Slovacchia e la Polonia fanno parte di quell’Unione europea che si dichiara leader climatico del mondo, mentre dalla spagna viene Miguel Arias Cañete il commissario europeo per l’azione per il clima e l’energia che alla Cop24 dovrebbe essere alla testa dei Paesi che vogliono uscire dal carbone.