Nuova crisi finanziaria se non si estraggono le riserve di idrocarburi?

Cosa ci aspetta nel 2014: le 15 minacce e opportunità per la salvaguardia del pianeta

I ricercatori avvisano: il fotovoltaico al carbonio sostituirà quello al silicio

[23 dicembre 2013]

Un folto gruppo di ricercatori internazionali ha presentato su Trends in Ecology & Evolution  il nuovo rapporto “A horizon scan of global conservation issues for 2014″ che espone le 15 maggiori minacce ma anche le opportunità emergenti  per la salvaguardia del nostro pianeta e per il benessere dell’umanità.

Il team di scienziati e ambientalisti – provenienti da Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Olanda, Svezia, Svizzera, Usa e Venezuela e guidato da William Sutherland, dell’università di Cambridge – che ha condotto questo e i precedenti esercizi horizon-scanning, ha discusso le 81 questioni emergenti nel mondo e ha selezionato le 15 ritenute più urgenti, alcune delle quali con aspetti sorprendenti:  la risposta dei mercati finanziari al carbonio non bruciabile; l’estesa perdita di terre in Asia per la subsidenza delle torbiere; le celle solari al carbonio come fonte alternativa di energia rinnovabile; la rapida espansione geografica di coltivazione di macroalghe per i biocarburanti; la ridistribuzione degli aumenti della temperatura globale tra gli ecosistemi; il monitoraggio ad alta frequenza del cambiamento della copertura del suolo; la riaccelerazione della perdita di rinoceronti ed elefanti selvatici; il  livello crescente di eradicazione di mammiferi non-autoctoni sulle isole; i sistemi genetici autosufficienti per il controllo delle specie invasive alloctone; la terapia probiotica per gli anfibi; l’emergere della malattia fungina nei serpenti; il poliisobutilene come tossico marino; lo sfruttamento dell’Antartide; l’espansione dell’ecosystem red listing; la “resurrezione” di specie estinte.

Gli argomenti identificati sono il risultato di un tentativo di individuare le minacce alla conservazione della natura, le opportunità e gli sviluppi che attualmente non sono ben riconosciuti dagli scienziati e hanno bisogno di ulteriori ricerche. L’idea dietro “A horizon scan of global conservation issues for 2014″  è quella di individuare i problemi abbastanza presto da poter ridurre le probabilità che si possano trasformare in futuro in grossi problemi, dato che avremo il tempo di prendere gli opportuni provvedimenti..

La più grossa preoccupazione è quella incestuosa tra inquinamento e l’attuale sviluppo economico: le attuali valutazioni del mercato azionario dell’industria dei combustibili fossili sono incompatibili con gli impegni dei governi di  impedire che la temperatura media globale salga più di  2 gradi centigradi. I ricercatori spiegano che «le stime suggeriscono che a livello mondiale ci siano ancora riserve di carbone, petrolio e gas imprigionate nel sottosuolo, per un valore per circa 4 trilioni di dollari. Le compagnie petrolifere investono circa 650 milioni dollari all’anno per esplorare queste riserve. Ma il loro valore potrebbe scendere drasticamente se non verranno bruciate per via delle normative sulle emissioni che entrano in vigore, il che potrebbe potenzialmente condurre a una crisi finanziaria».

Gli autori dello studio avvertono che «se gli investitori e le autorità di regolamentazione non affrontano questi compromessi, i governi possono essere costretti a scegliere tra il prevenire ulteriori cambiamenti climatici, con il rischio di una crisi finanziaria, o il prevenire una crisi finanziaria, ma rischiando ulteriori cambiamenti climatici». Sutherland aggiunge: «Il nostro sistema finanziario, incluse le pensioni ed il risparmio,  è fortemente dipendente dall’industria dei combustibili fossili e  sarebbero colpiti tutti».

Un altro problema che preoccupa gli scienziati è il recente, enorme, aumento del bracconaggio per l’avorio, che sta portando ad una sorprendente perdita di elefanti e rinoceronti in Africa e in Asia. Un bracconaggio che negli ultimi 10 anni è aumentato in maniera intollerabile, soprattutto a causa del crescente prezzo e della domanda di avorio in Cina. Ormai in Asia il corno di rinoceronte ancora costa più dell’oro  e gli ambientalisti temono che la crescente ricchezza possa far salire il suo prezzo ancora di più, alimentandone ulteriormente il commercio.

Ma c’è anche una nota positiva: i ricercatori dicono che le celle solari al carbonio potrebbero superare quelle  fotovoltaiche a base di silicio come promettente fonte di energia rinnovabile. La produzione di massa potrebbe portare a celle a basso costo che potrebbero essere installate a terra, in acqua o addirittura essere indossate dalle persone. Inoltre, dato che sono completamente a base di carbonio, si ridurrebbe anche la necessità di estrarre ed utilizzare metalli rari.

Sutherland sottolinea che «un certo numero di temi ambientali individuati da precedenti horizon scans, come la vita artificiale, la carne sintetica e la fratturazione idraulica sono ora ampiamente discussi e meglio compresi. I biocarburanti una volta erano al punto di essere una grande alternativa green ai combustibili fossili, ma quando la foresta pluviale ha iniziato ad essere eliminata per far posto a piantagioni di palme e ad altre colture per utilizzarle come biocarburanti ci siamo resi conto che, dopo tutto,  non erano la risposta. Se avessimo speso più tempo ad esaminare le potenziali minacce poste dai biocarburanti, forse saremmo stati preparati meglio alle conseguenze».