Crollo temperature in Toscana, 9mila ettari di colture a rischio

[19 gennaio 2016]

fiori ghiaccio agricoltura

Dopo il paventato rischio siccità, quello per il gelo: il new normal climatico investe ormai in pieno anche l’agricoltura toscana, con la Coldiretti regionale che osserva il brusco calo delle temperature -passate in dieci giorni da 12 a 3 gradi con minime che sono scese sotto lo zero negli ultimi giorni -, una picchiata che sta mandando in tilt la campagna toscana.

Il sali e scendi della colonnina di mercurio, con le temperature che all’inizio dell’anno avevano toccato anche i 17 gradi, manda in confusione il ciclo. L’attenzione per gli agricoltori è rivolta a verdure e ortaggi coltivati in pieno campo che stanno vivendo una condizione di stress anomala: una fetta molto ampia, visto che la coltivazione all’aria aperta è, in Toscana, una pratica agricola molto diffusa (circa 9mila ettari). Il timore maggiore – sottolineano da Coldiretti – è appunto per le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, radicchio e broccoli. Ma, ancora più grave, sono in pericolo anche le gemme di piante da frutto i cui effetti saranno visibili sui raccolti.  Nella prima decade di gennaio – spiega Coldiretti – si è infatti registrata in Toscana una temperatura massima superiore di +1,6 gradi la media e minima di ben +3,7 dopo un mese di dicembre con una anomalia di +2,6 gradi, secondo i dati Ucea.

Che fare, dunque? Per far fronte all’ondata di neve e freddo sono già entrati in azioni, in molti comuni toscani, i trattori-spazzaneve e spargisale per garantire strade sicure ad automobilisti e pedoni ed evitare l’isolamento delle località interne e montane. Decine, in tutta la regione, dal Mugello alla Garfagnana passando per la montagna pistoiese ed in particolare nelle aree più facilmente soggette alla neve e alle temperature rigide, i trattore-spazzaneve di Coldiretti che le amministrazioni comunali, enti ed aziende possono utilizzare, grazie alla legge di orientamento, per lo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione e manutenzione del territorio. Contro il cambiamento climatico nel suo complesso – fenomeno alla base di tali sconquassi in agricoltura e non solo – l’adattamento e soprattutto le politiche di contrasto devono però, ovviamente, potersi basare su un approccio ben più vasto per potersi dire efficaci.