Dal primo gennaio 2016 tutta l’elettricità di Parigi sarà “verde”

Gli impressionanti impegni della Capitale francese. Tutti i sindaci a Parigi… meno quello di Roma

[13 novembre 2015]

Parigi 1

Sul suo profilo Facebook , Anne Hidalgo, la sindaca socialista di Parigi, scrive: «A quelche settimana dalla Conferenza climatica  COP21, che riunirà tutto il mondo a Parigi, la nostra città v deve dare l’esempio. Sono fiera di presentare oggi il formidabile lavoro fatto a Parigi in materia di transizione energetica. A partire dal primo gennaio 2016, 100% di elettricità verde a Parigi».

La Hidalgo si fa forte delle azioni avviate e realizzate negli ultimi 10 anni nella capitale francese e dice che «Parigi accelererà la sua transizione energetica e la promuoverà a livello internazionale».

In una nota che spiega le sue politiche energetiche, il Comune di Parigi sottolinea che «Più nessuno ignora l’obiettivo mondiale di una limitazione a 2°C del riscaldamento climatico entro la fine del secolo. Dopo più di 20 anni di negoziati e all’interno del prolungamento diretto del Protocollo di Kyoto, un accordo internazionale ambizioso può essere trovato tra gli Stati durante la Conferenza mondiale sul clima (COP21) che si terrà dal  30 novembre all’11 dicembre a Parigi. A fianco degli Stati, le città hanno un ruolo determinante da svolgere. Mentre il 70% delle emissioni di gas serra  mondiali sono prodotte nei loro territori, è lor dovere elaborare e mettere in atto delle politiche di riduzione del loro impatto sull’ambiente».

Dal 2004, Parigi si è impegnata a far questo realizzando un primo bilancio dei gas serra. Forte di questa analisi, nel 2007 l’Amministrazione di sinistra della città ha adottato un Plan climat énergie territorial, aggiornato nel 2012, che in particolare prevede di ridurre del 25% le emissioni di gas serra e i consumi energetici entro il 2020. Parigi ha poi sviluppato numerose iniziative concrete per mettere in atto le sue politiche energetiche in tutti gli arrondissements.

L’impegno di Parigi si basa su 4 pilastri: sviluppo della produzione di energie rinnovabili e  recupero energetico; esemplarità dei servizi e delle attrezzature pubbliche; una politica urbanistica ambiziosa verso la smart city ( o meglio la ville intelligente),  un sostegno  a mobilitare il settore privato.

L’amministrazione della captale francese assicura che <Per l’insieme delle azioni che saranno prese, Parigi diventerà un esempio mondiale di responsabilità sociale, ambientale e politica, dove le innovazioni sono viste come altrettante possibilità di reinventare e dove la transizione si fa prima di tutto a vantaggio degli abitanti». Viene da piangere pensando alla nostra di Capitale, alla Roma della spazzatura per le strade, dei trasporti pubblici in tilt, alla città eterna dove i servizi esemplari erano u in mano a Mafia Capitale.

La Francia ha sicuramente i suoi problemi, a cominciare dalla crescita della destra neofascista e xenofoba del Front National, dalla crisi del Partito Socialista e della sinistra in generale e dalla sua dipendenza dal nucleare, e Parigi ha tutti i grandi problemi delle grandi metropoli europee e delle loro problematiche periferie multietniche e multireligiose, ma nella capitale francese si parla di «Fornitura di elettricità 100% rinnovabile alle attrezzature pubbliche a partire da primo gennaio  2016» oppure «la reintroduzione delle funzioni produttive in città».

La Hidalgo ha sottolineato: «Abbiamo identificato 25 luoghi, dei quali diversi sono stati messi in cantiere quest’anno, per accogliere delle attrezzature geotermiche, dei pannelli solari o ancora dei dispositivi di recupero del calore delle acque reflue». Fra questi luoghi ci sono l’Hôtel de Ville (il municipio di Parigi), la piscina di Butte aux Cailles, l’area di gestione di Chapelle International.

Parigi eliminerà anche tutto l’olio combustibile fino ad oggi utilizzato per riscaldare i suoi locali tecnici e ha investito 65.000 milioni di euro per la modernizzazione delle sue 2.000 caldaie entro il 2020, cosa che permetterà di ridurre il consumo energetico e di sostituire, dove possibile, le energie fossili con quelle rinnovabili e con il recupero di energia.

Intanto, la città di Parigi ha avviato un progetto di supervision énergétique dei centri termici degli edifici pubblici, che, insieme alla modernizzazione, permetterà un calo del 10% dei consumi e un risparmio di 2 milioni di euro all’anno.

La priorità va al rinnovamento termico degli edifici pubblici e privati. Parigi raddoppierà i suoi sforzi per il rinnovamento termico delle scuole: adeguamenti in questo senso saranno fatti su 200 istituti scolastici tra il  2015 et 2020 e già il precedente sindaco socialista ne aveva rinnovato 100.

Parigi assicurerà il rinnovamento termico di 4.500 case popolari all’anno, riducendo in media del  30%  il loro consumo di energia e facendo risparmiare agli inquilini circa 400 euro all’anno in bolletta.

La capital francese sosterrà anche l’iniziativa private, assistendo gratuitamente le co-proprietà nei loro cantieri di ristrutturazione degli immobili e sostenendo la ricerca di finanziamenti.

30.000 case beneficeranno del piano “1.000 immeubles” in tutta Parigi, il  XIX arrondissement ospiterà un’operazione programmata di miglioramento termico dell’habitat urbano che ha come target 55.000 abitazioni.

Questa volontà di accelerare la transizione energetica sarà riaffermata durante il  Sommet des Elus locaux pour le Climat, che si terrà il 4 dicembre à l’Hôtel de Ville, co-presieduto da Anne Hidalgo e Michael Bloomberg, inviato special dell’Onu per le città a il cambiamento climatico e che riunirà amministratori  comunali provenienti da tutto il mondo. «Una opportunità unica di impegnarsi insieme per l’accelerazione della transizione energetica», conclude la sindaca socialista di Parigi. Ma ad ascoltarla non ci sarà il sindaco di una grande capitale europea, visto che il suo amico Ignazio Marino è stato spedito a casa dal PD.