Tra due settimane (11-13 novembre) la conferenza con interventi da tutto il mondo

Dall’alluvione di Firenze alla Carta di Roma per la resilienza delle città d’arte

Quest’anno si celebra il 50esimo anniversario del disastro: ai Lincei i vertici accademici internazionali per salvare il patrimonio artistico di tutti

[27 settembre 2016]

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Ricorre quest’anno il 50esimo anniversario dell’alluvione che colpì Firenze nel 1966, un evento che ha segnato la storia non solo toscana ma internazionale: i cosiddetti Angeli del fango, volontari che accorsero per soccorrere la Culla del Rinascimento, arriveranno a frotte da ogni angolo d’Italia, Europa e del mondo. Senza il loro impegno e costanza moltissimi tesori d’arte sarebbero andati perduti oppure distrutti a seguito dei drammatici fatti del 4 novembre 1966.

In tempi di cambiamenti climatici e rischio idrogeologico crescenti, è lecito e importante che cosa abbiamo imparato mezzo secolo dopo l’alluvione. Il progetto Firenze2016 nasce per questo, ovvero promuovere tramite «raccolta di materiali, attività di ricerca, progetti-intervento, iniziative imprenditoriali ed eventi che consentano di ricavare dall’esperienza dell’alluvione del ’66 concreti risultati per la prevenzione di futuri eventi calamitosi, migliori prassi per la protezione delle persone, dei beni culturali, economici e ambientali».

In questo contesto, l’apice della riflessione accademica si svolgerà a Roma, a due settimane esatte da oggi, nel corso della conferenza internazionale Florence 1966-2016, – Resilience of art cities to natural catastrophes: the role of academies.

Dall’11 al 13 ottobre 2016, presso l’Accademia nazionale dei Lincei in Palazzo Corsini (Via della Lungara 10), si dipanerà un’analisi non soltanto ambientale ma anche socio-economica sui disastri ambientali che non di rado affliggono il nostro Paese, e per contrastare i quali è oggi più che mai necessario investire in prevenzione. Dal Giappone al mondo islamico ai vertici dell’Unesco, durante la 3 giorni romana si affolleranno i vertici accademici internazionali (qui il programma dell’evento), alla presenza dei quali sarà presentata la Carta di Roma per la resilienza delle città d’arte.

Pur occupando appena lo 0,2% della superficie mondiale, l’Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista Unesco dei patrimoni dell’umanità, ed è nell’interesse di tutti che sappia averne cura. A causa dei cambiamenti climatici alcuni preziosissimi siti – in primis Venezia, ma anche la stessa costa toscana – rischiano prima o poi di affogare a causa dell’innalzamento del livello del mare. I moderni Angeli del fango sono chiamati a fare pressione per una politica climatica adeguata ai rischi che abbiamo di fronte, o ai nostri nipoti non rimarrà niente da salvare.