Danni economici legati alle catastrofi climatiche: 151% in più in 20 anni

L’Italia settima tra i Paesi del mondo con le maggiori perdite. I Paesi poveri 6 volte più minacciati

[11 ottobre 2018]

Secondo il nuovo rapporto Economic Losses, Poverty and Disasters 1998-2017” dell’United Natoins Office for Disaster Risk Reduction (Unisdr) e del Centre for Research on the Epidemiology of Disasters (Cred), «Gli ultimi 20 anni hanno coosciuto un aumento spettacolare del 151% delle perdite economiche dirette causate dalle catastrofi legate al clima».  L’Unisdr dice «Le perdite economiche legate ai disastri climatici hanno raggiunto circa 2.245 miliardi di dollari, cioè il 77% dell’ammontare dei 2.908 miliardi di dollari dei danni registrati tra il 1998 e il 2017».

Il principale autore dello studio, Débarati Guha-Sapir dell’Université catholique de Louvain in Belgio, spiega che «I sisma e gli tsunami sono la principale causa dei decessi, mentre il cambiamento climatico non cessa di far aumentare le perdite economiche dovute alle catastrofi».

Le catastrofi legate al clima rappresentano il 91% dei circa 7.200 eventi catastrofici maggiori  registrati negli ultimi 20 anni: le inondazioni con il 43,4% e le tempeste con il 28,2% sono le due catastrofi naturali più frequenti.

Sono proprio gli Stati Uniti del negazionista climatico Donald Trump il Paese del mondo che ha subito i danni economici più importanti: 944,8 miliardi di dollari, seguiti da vicino dalla Cina  con (492,2 miliardi di dollari, dal Giappone (376,3 miliardi). Dopo vengono l’India (79,5 miliardi) e il territorio Usa di Puerto  Rico (71,7 miliardi).

Nella top ten dei Paesi che hanno subito I danni climatici più costosi c’è anche l’Italia, settima con 56,6 miliardi di dollari di danni, subito dopo la Germania (57,9 miliardi) e prima di Thailandia (54,4), Francia (49,3) e Messico (46,5).

Il rapporto fa notare che «Anche se i Paesi ricchi subiscono il 535 delle perdite economiche, nei paesi a basso e medio reddito l’impatto dei disastri è sproporzionato. Le persone nei Paesi poveri sono 6 volte più minacciate di perdere i loro beni o di soffrire per i danni rispetto alle persone nei Paesi ricchi».

Inoltre, il rapporto dimostra che un solo territorio a reddito elevato . Puerto Rico che negli Usa è considerato a basso reddito – si è classificato tra i primi dieci per perdite annuali media rispetto al prodotto interno loro. Infatti a Puerto Rico le perdite economiche dovute ai disastri climatici rappresentano il 12,2% del Pil. Va molto peggio nella poverissima Haiti (17,5% del PIl), ma i danni sono rilevanti anche in Honduras (7%) e a Cuba (4,6%).  Le perdite annue sono rilevanti anche nella misteriosa Repubblica popolare democratica di Corea. Alla quale, secondo Unisdr e Cred le catastrofi legate al clima costano ben il 7,4% del Pil della sua economia autarchica tenuta in piedi dalla Cina.

Guha-Sapir evidenzia che «Durante questo periodo, sono rimaste uccise 1,3 milioni di persone e più di 3 milioni sono state ferite, sfollate o hanno avuto bisogno di assistenza».

I terremoti e gli tsnami che ne sono seguiti verificatisi in 20 anni hanno causato più del 56% del totale dei decessi, cioè più di 747.000 morti.

L’Unsidr conclude: «L’analisi del rapporto indica chiaramente che le perdite economiche dovute a dei fenomeni metereologici estremi non sono sostenibili e che impediscono l’eradicazione della povertà».