Il deserto sta inghiottendo l’India, il secondo più popoloso paese al mondo

Un quarto del territorio del Paese è stato colpito, ma l’avanzata «può essere fermata»

[19 giugno 2014]

Il nuovo ministro dell’Ambiente, delle foreste e del cambiamento climatico dell’India, Prakash Javadekar, ha detto che «circa un quarto delle terre dell’India si sta trasformando in deserto e il degrado delle zone agricole sta diventando un problema grave».

Per l’esponente del Bharatiya Janata Party (Bjp), il Partito della destra induista che ha stravinto le recenti elezioni indiane, la situazione ambientale dell’India è potenzialmente pericolosa per la sicurezza alimentare nel secondo Paese più popoloso del mondo che è destinato a diventare il primo, superando la Cina.

L’India si estende su solo il 2% delle terre emerse, ma ospita il 17% della popolazione mondiale ed è caratterizzata da un utilizzo eccessivo s dei suoli e dei pascoli che, insieme al cambiamento dei modelli delle precipitazioni prodotti dai cambiamenti climatici, sono le principali cause della desertificazione.

Prakash Javadekar  ha sottolineato: «La terra sta diventando sterile, il degrado sta avvenendo. Molte  aree sono sul punto di diventare deserti, ma questo può essere fermato». Il degrado dei suoli dell’India, in gran parte definito come perdita di produttività, è stimato in 105 milioni di ettari, che costituiscono il 32% del territorio totale.

Secondo l’Indian Space Research Organization (Isro), che nel 2007 aveva redatto un rapporto sull’avanzata del deserto per il precedete governo di centro-sinistra dominato dal Partito del Congresso, circa il 69% del territorio dell’India è arido o semi-arido e quindi vulnerabile all’erosione idrica ed eolica, alla salinizzazione ed alla carenza di acqua. L’emungimento delle falde idriche e la creazione di grandi dighe hanno solo aggravato il problema.

Gli Stati indiani più aridi e a rischio desertificazione sono Rajasthan, Gujarat, Punjab, Haryana, Karnataka e Andhra Pradesh, che sono anche  le maggiori aree produttive per il cotone e la colza dell’India.