Diluvio in Serbia, dichiarato lo stato di emergenza

[16 maggio 2014]

Il primo ministro della Serbia, Aleksandar Vučić, ha dichiarato lo stato di allarme in tutto il territorio del Paese balcanico a causa delle alluvioni che hanno sommerso  molte città e paesi. Secondo Vučić «Questa misura permette di coinvolgere tutte le risorse possibili per lottare contro le conseguenze delle intemperie».

Le piogge torrenziali che hanno battuto la Serbia tra mercoledì e giovedì hanno costretto ad evacuare più di 4.000 persone nell’ovest e nel sud-ovest del Paese e 18 municipalità, tra le quali Valjevo, Sabac, Loznica,  Ljig e Gornji Milanovac, sono state particolarmente colpite, mentre decine di migliaia di persone sono ancora senza elettricità, dopo che dopo che i fiumi in piena hanno inondato strade,  distrutto ponti e ferrovie e interrotto le linee elettriche e telefoniche. A Belgrado il quartiere di ad Obrenovac è completamente allagato, le scuole sono chiuse e nella capitale serba in 40 ore è piovuto quanto di solito piove in due mesi. Le vittime accertate sarebbero 2, una donna a Belgrado che si era rifiutata di lasciare la sua abitazione e un vigile del fuoco deceduto durante un’operazione di soccorso nella Serbia centrale.

«La situazione è critica per le vite delle persone – ha detto il premier  Vučić, rivolgendosi alla popolazione dagli schermi televisivi– Prego i cittadini di non rifiutare l’aiuto delle squadre addette ai soccorsi, e di non costringerci all’uso della forza, perché vogliamo solo salvarli».

«Quella che stiamo affrontando è la peggiore catastrofe d’acqua nella storia della Serbia»,  ha detto Vučić, ma il  diluvio serbo, il peggiore alluvione che si ricordi nel Paese, si è fatto sentire anche nei Paesi vicini: ci sono problemi per il traffico automobilistico  in Croazia ed allagamenti nelle Romania occidentale. Ma, al di fuori della Serbia,  la situazione più critica sembra quella della Bosnia Erzegovina, dove le precipitazioni sono state le più forti da 120 anni a questa parte: è allarme per il livello dei fiumi nella capitale Sarajevo, mentre Maglaj è isolata e stanno intervenendo elicotteri militari per portare soccorsi alla popolazione.

Si teme che il fronte di eccezionale maltempo che ha colpito i Balcani  possa spostarsi sulle nostre regioni adriatiche e meridionali, dove si segnalano già fortissimi temporali.