Dissesto idrogeologico il ministro dell’ambiente incontra le Regioni e annuncia un “Piano Marshall”

Bonaccini: «Confronto proficuo e costruttivo». Continua la polemica sui fondi Bei

[8 novembre 2018]

Oggi, in occasione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il ministro dell’ambiente Sergio Costa ha incontrato i presidenti delle Regioni «per un confronto sulle misure necessarie per far fronte al dissesto idrogeologico, anche a seguito dei recenti tragici eventi calamitosi».

Costa ha annunciato che «E’ iniziata la fase operativa del ‘Piano Marshall’ con le Regioni. Ho ritenuto importante incontrare i Governatori non solo per ribadire che abbiamo i fondi per contrastare il dissesto idrogeologico, oltre sei miliardi e mezzo a disposizione, ma anche per manifestare la volontà del Ministero dell’Ambiente di essere al loro fianco affinché queste risorse vengano spese subito e bene».

Il ministero dell’ambiente ha ricordato che «Ammontano a oltre sei miliardi e mezzo (6.543,97 milioni di euro) le risorse per contrastare il dissesto idrogeologico: 3.110,87 milioni derivanti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC); 3.482,600 milioni il totale delle risorse assegnate al ministero a valere su stanziamenti pluriennali».

Cpsta ha sottolineato che «Tutti i progetti in cantiere hanno copertura finanziaria, ma bisogna velocizzare la progettazione, Per questo abbiamo proposto un tavolo tecnico che partirà già lunedì prossimo, insieme con le Regioni, e garantendo loro il massimo sostegno».

Il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, è soddisfatto per i risultati del confronto con il ministro Costa: «Si è trattato di un incontro proficuo e costruttivo e come Regioni diamo atto al Ministro della disponibilità. Abbiamo ribadito che la lotta al dissesto idrogeologico che purtroppo interessa gran parte del territorio nazionale deve essere una priorità e diventare un tema centrale per il Paese. Rispetto alla quale, però, ci deve essere la consapevolezza da parte del Governo che occorrono più risorse. E’ questo l’appello che abbiamo rivolto al Governo durante l’incontro con il Ministro Costa, Abbiamo preso alcuni impegni operativi fondati su una collaborazione fattiva per la velocizzazione degli interventi e la sburocratizzazione. Inoltre, c’è un’intesa corale delle Regioni sulla necessità di fare ricorso ai fondi Bei per anticipare le risorse necessarie agli interventi cantierabili. Infine, abbiamo concordato con il Ministro l’istituzione di un gruppo di lavoro ristretto tecnico per lavorare da subito sulle soluzioni immediatamente percorribili per velocizzare l’uso delle risorse disponibili e partiranno dei Tavoli bilaterali con il Ministero e ogni singola Regione per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori e per far fronte a specifiche difficoltà territoriali».

Proprio sui fondi Bei citati da Bonaccini  ieri Costa si era tolto qualche sassolino dalla scarpa dopo la polemica dei Verdi che lo accusano di aver rinunciato a fondi sul dissesto idrogeologico: «Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante il question time di oggi non avrebbe potuto essere più chiaro – ha detto il ministro dell’ambiente – Speriamo che le voci fantasiose che si rincorrono sui media finiscano qui. Fare speculazione su un tema così importante pur di inventare posizioni e riposizionamenti è  davvero da sciacalli.  Come anche il premier ha sottolineato, in questo momento non stiamo sottoscrivendo alcun mutuo Bei. Ancora una volta dobbiamo precisarlo: nessuna rescissione, semplicemente perché quel mutuo non era stato acceso. Presso il Mef  esiste da anni un’interlocuzione con Bei per il mutuo, interlocuzione che come abbiamo detto fin dall’inizio non è stata interrotta, ma che non significa stipulare il mutuo. In questo momento quel prestito non serve perché, per la progettualità esistente presentata dalle regioni, quei fondi non servono. Tutti i progetti presentati per il contrasto al dissesto idrogeologico possono essere coperti dai fondi esistenti. Per il futuro, non escluderemo il mutuo se dovesse essercene bisogno. Ma, per citare una frase già detta che così tanto ha fatto scalpore, agendo come farebbe un buon padre di famiglia, in questa fase il mutuo Bei è ridondante».

Sulla questione è intervenuta anche la sottosegretario allì’ambiente Vannia Gava (Lega – Salvini premmier) che, durante l’incontro con i presidenti delle Regioni, ha confermato: «Siamo contrari ad accendere un mutuo a queste condizioni.  Abbiamo bisogno di lavorare insieme per semplificare e spendere le risorse che ci sono. Dobbiamo invece attivare un confronto con l’Europa perché interventi sul dissesto sono investimenti infrastrutturali. Chiedere risorse, comprarle dalla Banca europea degli investimenti, e poi non utilizzarle è sbagliato. La realtà è che il Mutuo BeiI non sarebbero soldi aggiuntivi ma anticipazioni.  Se non semplifichiamo, siamo sicuri di spendere tutto insieme in un solo anno? Noi no».

Anche Donatella Spano, coordinatrice della Commissione ambiente ed energia della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e assessore all’ambiente della regione Sardegna, da un giudizio positivo dell’incontro: «Il ministro Costa ha risposto positivamente alle nostre sollecitazioni offrendo una piena collaborazione. Le Regioni già il 26 luglio, nel primo incontro con il ministro hanno sottoposto all’attenzione del Governo un preciso dossier nel quale si evidenziavano le principali problematiche di carattere ambientale. Oggi abbiamo ricevuto delle risposte concrete e l’istituzione di un tavolo congiunto di lavoro con il ministero dell’ambiente. Abbiamo condiviso il fatto che il contrasto al dissesto idrogeologico debba rappresentare ormai una priorità per il Paese. E’ un’urgenza divenuta emergenza in questi ultimi tempi, e a questo punto dobbiamo chiarire quali siano gli strumenti e le risorse su cui possiamo contare per la messa in sicurezza dei nostri territori. E’ questo un dovere istituzionale e politico, oltreché un dovere morale. La nostra parola d’ordine deve essere la prevenzione strutturale. In tal senso vanno attivati tutti i percorsi più semplici ed efficaci per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. A questo devono servire le sinergie tra tutte le istituzioni. Così come è fondamentale avere le garanzie sulle risorse disponibili per gli interventi, soprattutto capire quante siano per la messa in sicurezza del territorio. Lavoriamo sulla forte condivisione delle procedure e sulla prosecuzione del buon lavoro predisposto nel passato da “Italia Sicura”.  In particolare c’è la necessità di una nuova politica della prevenzione, in cui diventi sempre più strategico il ruolo della pianificazione. Occorre maggiore consapevolezza per decidere come, dove e se intervenire e quindi scegliere la migliore combinazione di misure per gestire i problemi di dissesto. E’ indispensabile poi disporre di un unico quadro conoscitivo solido, puntuale e aggiornato della pericolosità e del rischio. Nel contempo vi deve essere la garanzia del reperimento delle ulteriori risorse finanziarie per combattere seriamente il problema del dissesto idrogeologico. Si prevedeva un fabbisogno di 1,5 miliardi all’anno, ma ora servono più risorse per avviare i programmi di intervento già definiti, approvati e finanziati e per procedere a siglare i nuovi accordi, al fine di realizzare anche gli altri progetti già inseriti dalle Regioni e dalle Province autonome nella piattaforma Rendis».