Dopo le dimissioni di Hulot, in Francia risorge il movimento ambientalista ed è anti-Macron

Claire Nouvian: «Con Macron, le lobby hanno cambiato era. Non sono più la sede del potere. Sono al potere»

[7 settembre 2018]

L’8 settembre è la giornata mondiale di azione per il clima e la coalizione Rise For Climate ha organizzato migliaia di manifestazioni in tutto il mondo per chiedere ai leader locali di «Impegnarsi a costruire un mondo senza fossili che metta le persone e la giustizia prima dei profitti. Niente più stallo, niente più ritardi: è il momento di una transizione rapida ed equa verso il 100% di energia rinnovabile per tutti».

La giornata si preannuncia particolarmente calda e partecipata in Francia dove è stata organizzata dalle associazioni ambientaliste la Marche – Journée mondiale pour le climat a Parigi e un centinaio di altre manifestazioni e azioni in tutto il paese.  Infatti, il movimento ambientalista francese ha ripreso forza dopo le dimissioni di Nicolas Hulot da ministro dell’ecologia del governo di Emmanuel Macron che, da quella che sembrava una resa, sono diventate il catalizzatore di manifestazioni spontanee e organizzate di cittadini che non tollerano più la politica “dei piccoli passi” dei governi  di destra e di sinistra che si sono succeduti fino al macronismo tecnocratico accusato di non rendersi conto della «gravità senza precedenti della crisi del vivente alla quale siamo di fronte». Gli ambientalisti francesi dicono che «Per guardare al futuro con fiducia, c’è bisogno di un cambiamento di rotta. Le soluzioni esistono, ma i politici glissano. Dobbiamo essere in molti a dire che prendiamo sul serio il collasso del mondo naturale e aspettiamo la piena mobilitazione del governo e dei eletti».

Uno dei manifesti del rinato movimento ambientalista francese  è la lettera aperta  a Nicolas Hulot di Claire Nouvian, fondatrice e presidente di Bloom editorialista di L’Obs, e premio Goldman per l’ambiente, che è anche un potente atto di accusa contro il macronismo. Ecco cosa scrive la Nouvian:

 

Nicolas, grazie per aver finalmente rotto

Caro Nicolas,

Grazie per esserti liberato e per averci liberati nello stesso tempo da una menzogna indegna di te e dei francesi.

Da più di un anno assistiamo con sconcerto, impotenza e ansia alla messa in scena di una politica che tenta di mascherare, dietro dei discorsi, la sua vera natura liberista e ipercapitalista, profondamente incompatibile con le decisioni a lungo termine che ci impone l’imperativo della sopravvivenza della biosfera.

Questi discorsi non hanno per un solo istante ingannato gli esperti, siano essi scienziati o associazioni che lottano contro la distruzione degli standard sociali, umanitari, climatici o ambientali …

Emmanuel Macron potrebbe credersi Giove, ma non è uscito dalla sua coscia!

Aveva già impresso la sua firma durante il suo passaggio al Ministero dell’Economia nel governo Hollande: Si era pronunciato a favore dell’estrazione di oro in Guyane da parte di una multinazionale russo-canadese;

Aveva firmato il decreto di estrazione delle sabbie a Lannion Bay (in prossimità di aree protette Natura 2000);

Aveva dato un parere sfavorevole alla pubblicazione in modo trasparente delle sovvenzioni pubbliche versate al settore della pesca (e monopolizzato principalmente dalle lobby della pesca industriale);

Aveva mostrato la sua vicinanza ai lobbies al tempo della sua “legge Macron”;

Sosteneva già i trattati di libero scambio che facilitano la presa delle multinazionali sulle nostre vite e sottomettono al loro giogo le nostre giurisdizioni nazionali o europee.

Quindi, Nicolas, la mia domanda è: su quali basi hai pensato che Emmanuel Macron avrebbe condotto una politica favorevole all’ambiente? Cosa ti ha fatto scegliere di offrire la tua credibilità a questo governo, piuttosto che a un altro, nonostante il fatto che il candidato Macron abbia accuratamente evitato di prendere impegni concreti e ambiziosi per la transizione ecologica?

I presidenti succedutisi dopo Chirac ti avrebbero dato la luna per contare su di te nel loro governo, quel che si dice è che tra loro, in ecologia, che tu avresti fatto il dono del tuo nome e quello che avesse sincerità e costanza per la protezione del vivente, degli ecosistemi, del clima e delle vittime delle nostre deregulation…

Nel campo della protezione ambientale, dei diritti umani, delle associazioni che lottano contro la corruzione e dell’evasione fiscale, il flusso di notizie negative seguito all’elezione di Emmanuel Macron non ha nulla di sorprendente. Al contrario, è assolutamente coerente con il suo credo neoliberista con il quale questo governo sta agendo.

Le tue rivelazioni sulla presenza del lobbista dei cacciatori, Thierry Coste nei primi cerchi del potere, hanno permesso di strappare il velo su ciò che noi, ecologisti alle prese con queste lobby conosciamo e denunciamo fin dall’inizio di questo governo:

Con Macron, le lobby hanno cambiato era. Non sono più la sede del potere. Sono al potere.

Quando si nomina l’ex capo delle relazioni pubbliche di Areva alla carica di Primo Ministro, non sorprende la rinuncia del governo agli impegni della transizione energetica sul nucleare. Affidando il ministero dell’Agricoltura ad un membro della famiglia FNSEA, avendo pensato di affidarlo direttamente al suo presidente, raccogliamo ciò che abbiamo seminato: la fine degli aiuti all’agricoltura biologica, gli stati generali dell’alimentazione trasformati in una mascherata di consultation citoyenne, pilotati dalle lobby e dei quali il governo ha in gran parte ignorato i risultati.

Nel frattempo, un terzo dei nostri agricoltori sta cercando di sopravvivere con un reddito di 350 euro al mese. Di fronte a questa inumana precarietà, a un futuro senza speranza, un giorno sì e uno no si suicida un contadino.

Che Emmanuel Macron non abbia fatto di tutto per adempiere alla sua promessa di assicurare un “giusto prezzo” ai contadini in modo che possano “vivere degnamente” del loro lavoro, è di una brutalità insostenibile.

Questo è il volto senza fard del capitalismo sfrenato, che ha perso la misura delle cose, che opera nella sola  logica del profitto divoratrice dell’uomo e del vivente. Quando 15.000 scienziati avvertono l’umanità che “grandi miserie umane” ci attendono se non cambiamo radicalmente la nostra gestione della Terra e della vita, quando gli insetti non maculano più i nostri parabrezza in estate perché sono scomparsi dalle nostre campagne, quando i pescherecci industriali sono dotati di elettrodi per sloggiare l’ultimo pesce, questo è il segno che siamo in guerra con la natura. E tu lo sai meglio di chiunque altro. Sai che non è una politica di compromesso più debole, una politica di compromesso ai margini che può evitare il crack degli ecosistemi e degli esseri umani con loro.

Mentre ci si interroga sulle tue motivazioni, i tuoi obiettivi … Probabilmente siamo lontani dall’immaginare quel che la tua presenza ha permesso di impedire o limitare.

Ci aspettiamo che tu  ne renda conto con sincerità, perché vederti inghiottire così tanti rospi per noi è stato un dolore.

Tutto questo non ci ha davvero aiutato. La tua presenza nel governo gli ha dato una cauzione, la tua garanzia, e ci ha fatto sembrare estremisti. Criticare l’azione di un uomo apparentemente così “ragionevole” secondo cui Macron ha messo nella scatola dei “radicali” le associazioni ambientaliste, i protagonisti della trasformazione agricola, i pescatori artigianali schiacciati da quelli industriali, i difensori dei diritti umani, tutti coloro che lavorano per una transizione verso un mondo più giusto e sostenibile. Dici di non aver avuto truppe dietro di te. Ma è sorprendente? Questo si negozia! La politica non è altro che un equilibrio di potere in ogni istante! E’ battersi per la composizione del suo ministero, non accettare che di farsi imporre dei  segretari di Stato o dei membri del gabinetto. E’ difendere con le unghie e con i denti gli arbitrati interministeriali. E’ denunciare i colpi bassi, l’immoralità di certe decisioni. E’ rifiutare il regime dittatoriale di Macron verso la stampa. E’ emanciparsi, mettere sotto pressione, andare a cercare la propria legittimità nell’opinione pubblica. Con il pretesto di evitare il clamore del quinquennato di Hollande, Macron ha reinventato le regole del gioco politico e porta dei colpi al cuore stesso della democrazia. In un eccesso di autoritarismo, ha costretto i ministri e i deputati in una regressione soffocante della libertà di parola.

Non sei abbastanza tignoso, Nicolas, hai troppa cultura del compromesso per far fronte a uno staff politico il cui ego, autorità e arroganza sono esplosi con l’ascesa al potere.

Quando dici che hai immensa ammirazione per Emmanuel Macron e Edouard Philippe, di cosa stai parlando? Del loro carisma? Della loro capacità di lavorare? Della loro naturale propensione a guidare gli uomini? Bisognerà fare l’epilogo Nicolas, perché aspettiamo che tu scinda le relazioni amichevoli che possono legarti a coloro con cui hai interagito per mesi dalla valutazione intransigente dei loro atti.

Ciò che conta per noi, che dovrebbe contare unicamente per i francesi, sono i fatti, ed è ora possibile giudicare sulla base delle cose. L’elenco è lungo e, senza voler essere esaustivi, siamo partiti dal sito Web di BLOOM . Dimentichiamo i discorsi, giudichiamo gli atti.

La République en Marche si è affrettata a scrivere ai suoi simpatizzanti e donatori per dir loro che tutto andava bene, che il bilancio ecologico del governo era “all’altezza delle sfide”.  Non mancano di risorse  per elevare queste cortine fumogene destinate a minimizzare il terremoto politico e ideologico che provoca la tua partenza. Ma spero che i francesi sapranno trarre le conseguenze elettorali del tuo atto e punire un partito che ci ha tradito, che ha tradito i suoi militanti più giovani e più mobilitati facendo credere loro che il modo potrebbe proseguire con  gli stessi modelli di pensiero, di successo, di produzione e consumo, mentre è una menzogna che minaccia le fondamenta della nostra stabilità, della nostra democrazia e che potrebbe costarci la nostra libertà e il nostro futuro,

Nicolas, grazie per aver finalmente rotto. Grazie per aver permesso questo momento tanto atteso di grandi chiarimenti prima delle elezioni europee. Ormai le cose sono altrettanto nette di un voto su un emendamento: lo adottiamo, lo rifiutiamo o ci asteniamo. I francesi non potranno dire che non lo sapevano. Se scelgono la credulità piuttosto che la conoscenza, se scelgono i discorsi di abbellimento del governo contro la sua bruta realtà, lo faranno con l’anima e in coscienza.

di Claire Nouvian