Più dell'errore colpisce però la solita disattenzione nei confronti dell'economia ecologica

E il Sole24Ore scoprì le centrali nucleari a carbone

[29 gennaio 2014]

Premessa: tutti sbagliano, noi per primi. E per fortuna che abbiamo lettori attenti che ci segnalano i nostri refusi. Tuttavia quando gli erroracci finiscono sulle pagine di quelli “bravi” fanno più notizia e se poi fanno pure sorridere lo fanno ancor di più. Purtroppo però in questo caso si ride, ma alla fine solo a denti stretti come nella mitica rubrica della Settimana enigmistica.

Di cosa stiamo parlando? Dell’articolo pubblicato oggi dal Sole24Ore in pagina dieci a firma di Jeffrey D. Sachs copia-incollato con qualche taglio da Project Syndacate che lo aveva messo on line sia in inglese sia tradotto in italiano. Un articolo dal titolo “Le tre fasi della transizione energetica e ambientale”, francamente non esaltante nemmeno nella forma originale, ma stravolto dalla traduzione e tagliato in modo poco comprensibile nella versione cartacea, mentre è originale in quella on line.

Ma veniamo alle dabbenaggini: dopo aver confermato la sua predilezione per le fonti non fossili ma mettendo nel calderone di quelle necessarie anche il nucleare, a patto di ridurne le emissioni di CO2, Jeffrey D. Sachs dà prima per pronta e poi in fase di sperimentazione la tecnologia della cattura di CO2, continuano poi a discuterne parlando della sua successiva iniezione “sottoterra o sotto il suolo dell’oceano”. Queste possono essere idee dell’autore, al massimo forzate per necessità di argomentare il suo appello alla riduzione di C02 per frenare i cambiamenti climatici, ma come spiegare quando testualmente si afferma: «Il mondo deve smetterla di costruire nuove centrali nucleari alimentate a carbone»? Come è di dominio pubblico ormai da decine di anni, le centrali nucleari di certo non sono alimentate a carbone, e neanche emettono CO” da catturare.

Il motivo di questa colossale svista del Sole è semplice. Nella traduzione di Project Syndacate – forse fatta con l’aiuto di Google? – si compie lo stesso errore, e chi ha passato la pagina del Sole non se ne è accorto, e lo ha lasciato così. Non quello che cura la pagina on-line, che lo ha cambiato nella tarda mattinata di stamani, forse su segnalazione di qualche lettore. Ma non è tutto. L’errore – che fa fare anche brutta figura al povero  Sachs – sarebbe niente se non dimostrasse la pochissima attenzione che si ha nel tradurre e nel proporre questi pezzi, ovvero in pagine poco curate, quasi per dare il contentino. Evidente che chi legge si fa un’idea della serie “questi ambientalisti sono proprio dei fessi”.

Non solo, nella versione cartacea sono stati tolti i nomi e i cognomi di coloro che Sachs indica come i responsabili della lotta delle lobby petrolifere contro gli ambientalisti: ovvero ExxonMobil e Koch Industries. Si dirà: motivi di spazio, qualcosa andava tagliata, peccato che si tagli due volte questi nomi (che di certo non occupano troppe battute) cosa che invece non si fa sull’on-line. Un caso, senz’altro, diciamo sfortunato. Ma anche una catena di errori che fa tutto tranne che aiutare a elevare il dibattito, relegando l’ambiente alle solite diatribe su chi le spara più grossa.