Entro due settimane la decisione. Si teme grimaldello anche per economia circolare

Eco-desing, a rischio norme per l’efficienza energetica? La Commissione Ue ci pensa

Legambiente: «Questa direttiva fa risparmiare mediamente 400 euro all’anno di elettricità a famiglia»

[26 ottobre 2016]

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A chi spetta la titolarità delle norme europee in fatto di eco-design ed eco-label, agli uffici tecnici o alla politica? La Commissione europea ha fatto sapere di aver scelto la seconda ipotesi, e in questo caso l’ultima parola sull’implementazione spetterebbe allo stesso collegio dei commissari Ue. Novità in merito sono attese a breve: la Commissione prevede infatti di «presentare una decisione sulla strada da seguire entro due settimane».

La tecnica propone, la politica decide. Sarebbe una bella lezione di democrazia non fosse che la politica comunitaria sembra puntare al ribasso, nel disinteresse degli stessi cittadini. Secondo quanto raccolto dall’Ansa, per evitare di apparire come un’entità oppressiva la svolta della Ue ricadrebbe sugli… elettrodomestici. Mentre a Roma infuria quello che è già stato ribattezzato il “frigorifero-gate”, a Bruxelles si pensa che in fatto di eco-design «per alcuni prodotti individuali i regolamenti giudicati troppo intrusivi e che non hanno un grande potenziale di risparmio energetico, il Collegio debba dare istruzioni ai servizi di interrompere il lavoro o di proseguire con un approccio meno intrusivo, per esempio solo con le etichette energetiche». In pratica, dunque, abbassare la guardia sull’eco-design.

Ovvero quella direttiva entrata in vigore nel 2005 che fissa standard minimi minimi per l’introduzione sul mercato dei nuovi elettrodomestici, in modo da «incrementare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale negativo dei propri prodotti durante tutto il loro ciclo di vita».

«Non ha veramente alcun senso indebolire la norma energetica di maggiore successo dell’Unione europea – dichiara Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente –, una disposizione che, senza alcuna spesa per i cittadini e per gli Stati, ci fa risparmiare mediamente 400 euro all’anno di elettricità a famiglia». Senza quella direttiva, stimano da Legambiente,  i frigoriferi e tutti gli altri elettrodomestici ad essa soggetti non avrebbero avuto quella spinta a migliorare le prestazioni che ora li vedono consumare il 50% rispetto ai modelli dell’epoca. Vale per tutti gli elettrodomestici principali della casa: lavatrice, asciugatrice, lavastoviglie, condizionatore. A livello macro, secondo i dati della stessa Commissione Europea, complessivamente la norma vale 170 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti.

«Juncker – prosegue Sabbadin – indebolisce una norma che prevede, tra l’altro, che le innovazioni prese in considerazione per definire gli standard minimi siano solo ed esclusivamente quelle che si ripagano nella corso della vita utile del prodotto. Non è mai stata presa in considerazione, nella normativa eco-design, l’efficienza energetica che non si traduce anche in risparmio economico per il consumatore».

In attesa che la Commissione Ue ufficializzi la sua posizione sulla faccenda, il timore è che una retromarcia sull’eco-design sia a preludio di ulteriori passi indietro anche su altro, tanto che Legambiente parla di «pericoloso precedente per minare il pacchetto economia circolare». Ovvero quella proposta legislativa presentata dalla Commissione Ue nel dicembre scorso, e ancora al vaglio degli organismi competenti, elaborata già in partenza su obiettivi al ribasso.

«È questo – conclude Sabbadin – il segnale che arriva dall’Europa dopo la ratifica dell’Accordo di Parigi e alla vigila della Cop22? Se non riesce a imporre nemmeno le norme di successo che hanno portato solo benefici ai cittadini e all’ambiente, non si capisce come possa sperare di essere leader mondiale nella lotta ai cambiamenti climatici».