El Niño spinge il record della CO2 in atmosfera. Il 2016 supererà la soglia di 400 ppm

Le emissioni di origine antropica sono il 25% in più dell’ultimo grande El Niño del 1997/98

[14 giugno 2016]

El Niño

La crescente concentrazione di anidride carbonica atmosferica è passata una soglia simbolica presto a causa della veloce incremento annuo mai registrato, di rapporto gli scienziati.

Lo studio  “El Niño and a record CO2 rise”, pubblicato su Nature Climate Change da un team di ricercatori dell’università britannica di Exeter e della Scripps Institution of Oceanography dell’università della California – San DiegoU,  conferma che l’aumento della concentrazione atmosferica di CO2 di origine antropica quest’anno ha avuto una “spinta” in più da un fenomeno  naturale come El Niño, che nel 2015/2016 è stato particolarmente intenso. «Come risultato – dicono all’università di Exeter – il 2016 sarà il primo anno con concentrazioni superiori a 400 parti per milione durante tutto l’anno» secondo i dati raccolti dalla stazione di rilevamento della National oceanographic and atmospheric administration Usa di Mauna Loa, alle Hawaii.

Il principale autore dello studio, Richard Betts, del Met Office Hadley Centre e dell’università di Exeter, ha spiegato che «La concentrazione di anidride carbonica atmosferica è in aumento di anno in anno a causa delle emissioni antropiche, ma quest’anno sta avendo una spinta in più a causa del recente evento di El Niño, che cambia la temperatura superficiale dell’Oceano Pacifico tropicale.  Questo riscalda e inaridisce gli ecosistemi tropicali, riducendo il loro assorbimento di carbonio e aggravando gli incendi boschivi Dal momento che le emissioni umane sono ormai del  25% in più rispetto all’ultimo  grande El Niño nel 1997/98, tutto questo si va a sommare, fino aa arrivare all’aumento record di CO2 di  quest’anno».

Il trend all’aumento della CO2 è stato scoperto da Charles David Keeling quando ha iniziato ad analizzare i dati sulla CO2 raccolti a Mauna Loa, nelle Hawaii, dal 1958. Quando Keeling effettuò le sue prime misurazioni la CO2 atmosferica era a circa 315 parti per milione (ppm), per i quasi 60 anni successivi è aumentata ad un tasso medio di 2,1 ppm,  ma utilizzando un modello climatico previsionale e  facendo una relazione statistica con le temperature del mare, Betts e il suo tem prevedono che quest’anno l’aumento toccherà il record di  3,15  (+ – 0,53) parti per milione.

Quindi «La concentrazione media di CO2 nell’atmosfera terrestre nel 2016 dovrebbe salire a 404,45  ( + -0.53) parti per milione, scendendo a 401,48  (+ – 0,53 nel mese di settembre)  prima di riprendere la sua ascesa corso del prossimo anno». Gli scienziati avevano già previsto, azzeccandoci, che a maggio la concentrazione massima di CO2 in atmosfera avrebbe raggiunto le 407 ppm.

Le concentrazioni di CO2 hanno alti e bassi stagionali: in primavera ed estate diminuiscono con la crescita della vegetazione, in autunno e in inverno risalgono. Betts sottolinea che «L’anidride carbonica a Mauna Loa è attualmente superiore a 400 parti per milione, ma avrebbe dovuto scendere di nuovo al di sotto di questo livello a settembre Tuttavia, si prevede che questo non accadrà, perché il recente El Niño ha riscaldato e prosciugato gli ecosistemi tropicali e portato incendi boschivi, aggiungendo un  aumento di CO2».

Visto che i processi naturali rimuovere la CO2 dall’atmosfera gradualmente, i livelli rimangono elevati anche se le emissioni antropiche stanno cominciando a diminuire. Gli scienziati si aspettano che le concentrazioni di CO2 resteranno sopra le 400 ppm almeno per un tempo equivalente alla durata della vita media  umana.

Un altro degli autori dello studio, Ralph Keeling della Scripps Institution of Oceanography,  rivela che «Già nel settembre dello scorso anno, avevamo il sospetto che stessimo misurando concentrazioni di CO2 l di sotto di 400 parti per milione per l’ultima volta. Ora vediamo che era vero»

Un altro scienziato del  Met Office Hadley Centre, Chris Jones, che ha partecipato allo studio, conclude: «Studiare come questi cicli naturali interagiscono con le influenze umane è una parte importante della scienza del clima Fare e testare previsioni  come questa ci aiuta a costruire e sviluppare ulteriormente la nostra comprensione dei modelli climatici».