Elezioni Usa, il caldo farà la differenza tra Donald Trump e Hillary Clinton?

I due candidati divisi su clima, energia e biodiversità, ma d’accordo sul nucleare

[2 novembre 2016]

Mentre l’apertura dell’inchiesta dell’Fbi ha messo nuovamente nei guai Hillary Clinton e riportato Donald Trump pericolosamente sotto (qualche sondaggio dice addirittura sopra) nella corsa per la presidenza Usa, la National oceanic and atmospheric administration (Noaa) prevede che le temperature insolitamente calde che interessano gran parte degli Usa continueranno fino al  giorno delle elezioni.

Per votare alle presidenziali gli elettori americani di solito devono  sfidare il freddo e le intemperie che sono la norma a novembre, e che tengono molte persone a casa,  per questo in molti votano in anticipo. Ma quest’anno il giorno delle elezioni diovrebbero esserci temperature quasi ideali. Joe Romm è fondatore ed editore di ClimateProgress scrive che «Questo è particolarmente importante in quanto ” quasi la metà degli americani vive in collegi elettorali  dove le lunghe file per votare sono state un problema nelle elezioni del 2012».

La cosa potrebbe avvantaggiare la Clinton, ma è difficile che i media statunitensi negli ultimi giorni di campagna elettorale diano l’attenzione necessaria al riscaldamento globale. «La più grave minaccia evitabile per la salute e il benessere degli americani – dichiara amaramente Romm – Ma mentre i media possono ignorare il problema del riscaldamento globale, il riscaldamento del pianeta causato dall’uomo non accenna a diminuire. Infatti, è ormai chiaro che 2016 sarà l’ anno più caldo mai registrato, polverizzando il precedente record, stabilito nel 2015, che a sua volta ha polverizzato il record precedente del 2014».

Nonostnte lo scetticismo di Trump,  gli americani  sanno bene che il 2016 è stato caldissimo, il secondo periodo gennaio-settembre più caldo mai registrato negli Usa e la Noaa prevede che il caldo anomalo che sta colpendo gli Usa continuerà nei prossimi 5 -9 giorni, con l’abbattimento di nuovi record della temperatuira locali. Secondo la Noaa, a partire dal 29 ottobre ci sono già stati localmente  53.000 record delle temperature giornaliere livello nazionale: 21,160 del record massimo di caldo diurno e  32,220 notturne. Questo di fronte a meno di 12.000 dati di temperature più fresche della media, un rapporto caldo –freddo di 4,4 a 1. In confronto, il rapporto per l’ultimo decennio (gli anni 2000) era di circa 1,9 a 1. Come ha spiegato il climatologo Gerald Meehl, i record delle temperature calde e fredde annuali dovrebbero essere all’incirca alla pari. Invece, le variazioni delle temperature giornaliere a livello locale sono così grandi che sarà difficile vedere record freddi per un lungo periodo.

È per questo che i climatologi guardano soprattutto all’aggregazione statistica dei dati in tutti gli Usa per lungo periodo di tempo. Nello studio “The relative increase of record high maximum temperatures compared to record low minimum temperatures in the U.S.”, pubblicato nel 2009 su Geophysical Research Letters Meehl avvertiva che i record di caldo «Sono destinati ad aumentare notevolmente nei prossimi decenni, se le emissioni di gas serra continuano a salire». E l’ottobre appena passato negli Usa è stato terribilmente caldo, il rapporto tra i record di caldo (5.490) e i record di freddo (500) è stato quasi 11 a 1.

Quindi, se gli elettori Usa guardassero alle temperature non avrebbero scuse per votare Trump e, come ha chiesto Al Gore, non dovfrebbero disperdere il voto su un terzo candidato, ma votare Hillary Clinton, se sono davvero preoccupati per la crisi climatica.

Le differenze tra il terrificante Trump e “l’antipatica” Clinton ci sono ed emergono in pieno dalle domande che Scientific American ha posto come tradizione ai candidati alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

Sul cambiamento climatico la Clinton ha risposto che «Quando si parla di cambiamenti climatici, la scienza è cristallina. Il cambiamento climatico è una minaccia urgente e una sfida che definisce il nostro tempo, e le sue conseguenze si fanno già sentire sia a livello nazionale che in tutto il mondo. Ecco perché, come Presidente, lavorerò a livello nazionale e internazionale per garantire che nei prossimi anni si prosegua sulla linea dei recenti progressi e si continui a tagliare l’inquinamento da gas serra, come la scienza ha chiaramente detto che dobbiamo fare. Intendo stabilire tre obiettivi da raggiungere entro dieci anni dall’insediamento, che renderanno l’America la superpotenza dell’energia pulita del XXI secolo:  produrre metà della nostra energia elettrica da fonti pulite, con mezzo miliardo di pannelli solari installati entro la fine del mio primo mandato.  tagliare di un terzo gli sprechi energetici nelle case, nelle scuole, negli ospedali e negli uffici e rendere l’industria manifatturiera americana la più pulita ed efficiente al mondo. – ridurre di un terzo il consumo americano di petrolio grazie a combustibili più puliti e ad automobili, caldaie, navi e camion più efficienti. Per arrivarci, la mia amministrazione attuerà e svilupperà quella gamma di standard di inquinamento e di efficienza e di incentivi fiscali a favore delle energie pulite che hanno reso gli Stati Uniti un leader globale nella lotta contro i cambiamenti climatici. Questi standard sono essenziali anche per la tutela della salute dei nostri figli, per far risparmiare alle famiglie e alle aziende americane miliardi di dollari in costi energetici, e per la creazione di migliaia di posti di lavori ben pagati. Questi standard devono avere basi concrete e non essere campati per aria. Come Presidente, lancerò  un programma Clean Energy Challenge da 60 miliardi di dollari per sostenere la collaborazione con quegli stati, città e comunità rurali in tutto il paese che sono pronti a prendere l’iniziativa in materia di energia pulita ed efficienza energetica, dando loro la flessibilità, gli strumenti e le risorse di cui hanno bisogno per avere successo».

Visto il contesto, Trump ha preferito essere più prudente, evitando le imbarazzanti uscite sul cambiamento climatico inventato dai cinesi o le sparate contro scienziati ed energie rinnovabili: « C’è ancora molto da studiare nel campo del “cambiamento climatico”. Forse il modo migliore di usare le nostre limitate risorse finanziarie dovrebbe essere quello di preoccuparci che ogni persona nel mondo disponga di acqua potabile. Forse dovremmo concentrarci sull’eradicazione di malattie che, come la malaria, continuano ad affliggere il mondo. Forse dovremmo concentrarci su sforzi per aumentare la produzione di cibo così da tenere il passo con una popolazione mondiale in continua crescita. Forse dovremmo concentrarci sullo sviluppo di fonti di energia che riducano la dipendenza dai combustibili fossili. Dobbiamo decidere quale sia il modo migliore di procedere per rendere la vita migliore, più sicura e più prospera».

L’intervista collettiva di Scientific American ha avuto anche il pregio di sollevare questioni ignorate nei dibattiti televisivi, come la  biodiversità e anche qui la democratica si è dimostrata nettamente più consapevole e preparata (e meglio consigliata) del repubblicano: «La conservazione della biodiversità è essenziale per mantenere la nostra qualità della vita – ha detto la Clinton – I terreni sani forniscono la base per la produttività agricola e contribuiscono ad assorbire il carbonio; le zone umide assorbono le acque alluvionali e le sostanze inquinanti e proteggono le nostre comunità; le foreste filtrano la nostra acqua e la mantengono pulita; le api e gli altri impollinatori sono essenziali per il nostro approvvigionamento alimentare; e le barriere coralline e le paludi costiere sono vivai per le nostre attività di pesca. Anche se abbiamo fatto notevoli progressi nella protezione del nostro ambiente e nella conservazione delle risorse naturali, i cambiamenti climatici, l’inquinamento, la distruzione degli habitat, le pratiche di gestione insostenibili, l’introduzione di specie infestanti e altri fattori rappresentano una seria minaccia per la biodiversità e il nostro modo di vivere. Abbiamo bisogno di collaborare in tutti i settori e a tutti i livelli per conservare le nostre risorse naturali e mantenere la vitalità dei nostri ecosistemi. Credo che, per esempio, dovremmo fare di più per rallentare e invertire il declino delle specie selvatiche a rischio prima che arrivino sull’orlo dell’estinzione. Ecco perché lavorerò per raddoppiare il programma State and Tribal Wildlife Grants  per aiutare gli stati, le nazioni tribali, e le comunità locali a conservare prioritariamente la fauna selvatica prima che siano minacciate o in pericolo. Il centenario del varo del nostro sistema di parchi nazionali è anche l’occasione per rivitalizzare l’orgoglio americano per le sue tradizioni di conservazione del territorio e della fauna selvatica. Io istituirò un American Parks Trust Fund per aumentare e modernizzare il modo in cui proteggiamo e accresciamo i nostri tesori naturali, e per proteggere meglio gli habitat della fauna selvatica in tutto il paese. A livello internazionale, abbiamo bisogno di una maggiore cooperazione per affrontare la biodiversità in declino. La mia amministrazione lavorerà in collaborazione con le altre nazioni per far progredire la scienza della biodiversità, e la nostra comprensione delle cause della perdita di biodiversità, e per agire per ridurla. Condivideremo le informazioni sui nostri successi nella conservazione, fra l’altro, dei nostri parchi nazionali e dei sistemi di santuari per la fauna selvatica, e delle riserve marine, in modo da aiutare le altre nazioni che lavorano per proteggere le loro risorse naturali e la conservazione della biodiversità. E collaboreremo per porre fine al traffico di fauna selvatica e alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che minaccia i nostri oceani».

Per Trump la biodiversità sembra essere una cosa esotica e misteriosa e l’ha buttata in polemica e ne ha approfittato per far balenare la possibilità di sfruttare le terre pubbliche: «Per troppo tempo, i presidenti e il ramo esecutivo del nostro Governo federale hanno continuato a espandere il loro raggio d’azione e il loro impatto. Oggi, abbiamo agenzie piene di funzionari non eletti che hanno scritto regole e regolamenti utili a interessi particolari e che minano il concetto fondamentale del nostro sistema di governo che dovrebbe rispondere alle persone. I nostri rappresentanti eletti hanno fatto poco per sostenere il loro giuramento e hanno abrogato le proprie responsabilità. Quando si verificano queste circostanze, c’è uno squilibrio che premia interessi particolari e punisce le persone che dovrebbero beneficiare maggiormente della protezione delle specie e degli habitat negli Stati Uniti. In una amministrazione Trump, la gestione delle nostre terre pubbliche sarà condivisa, consentendo ai governi statali e locali di proteggere la nostra fauna selvatica. Le leggi che fanno pendere la bilancia in favore di interessi particolari devono essere modificate per tener conto delle esigenze della società, con la conservazione delle nostre preziose risorse biologiche. La mia amministrazione cambierà questo equilibrio, portando allo stesso tavolo tutte le parti interessate. Così da stabilire quale sia l’approccio migliore per cercare e definire un equilibrio».

Abissali le differenze sull’energia , con la Clinton che vuole che gli Usa siano la superpotenza dell’energia pulita del XXI secolo e  Trump che vuole raggiungere l’indipendenza energetica nel più breve tempo possibile, esplorando e sviluppando ogni possibile fonte di energia: eolica, solare, nucleare e biocombustibili, ma non rinunciando certo a petrolio, carbone e gas.

La cosa preoccupante è che i due avversari sembrano andare molto d’accordo quando si parla di energia nucleare: «Affrontare la sfida del clima è troppo importante per limitare gli strumenti disponibili. L’energia nucleare, che rappresenta oltre il 60 per cento della nostra produzione di energia a carbonio zero, è uno di quegli strumenti. Lavorerò per garantire che i benefici per il clima delle nostre centrali nucleari esistenti che possono operare in sicurezza siano adeguatamente valutati e aumenterò li investimenti in ricerca, sviluppo e diffusione del nucleare avanzato. Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a investire nella sicurezza dei nostri materiali nucleari, e migliorare il coordinamento tra autorità federali, statali e locali. Dobbiamo anche cercare di ridurre la quantità di materiale nucleare in tutto il mondo, lavorando con altri paesi, in modo minimizzare l’uso nei programmi nucleari civili di materiale che potrebbe essere utilizzato per fabbricare ordigni». Per Trump  «L’energia nucleare è una fonte energetica preziosa e dovrebbe essere parte di un programma per fornire energia al nostro paese ancora a lungo in futuro. Possiamo rendere l’energia nucleare più sicura, e i suoi risultati sono straordinari dato l’investimento che dovremmo fare. L’energia nucleare deve essere parte integrante dell’indipendenza energetica dell’America». Evidentemente Chernobyl, Fukushima e i continui incidenti e la crisi economica delle centrali nucleari statunitensi non hanno insegnato niente a repubblicani e democratici.