Approvato lo stop delle vendite all’asta di quote di emissione CO2

Emissions trading system (Ets), l’Europarlamento fa dietrofront e dice sì alla Commissione Ue

[4 luglio 2013]

La proposta di congelare la vendita all’asta di un certo numero di quote di emissione CO2, il cosiddetto “backloading”, per incoraggiare le imprese a investire nell’innovazione low carbon oggi è stata approvata dal Parlamento europeo che ha così ribaltato la bocciatura di misura del provvedimento ad aprile. Ma anche questo voto ha avuto margini ridottissimi: La risoluzione legislativa è tata approvata con 344 sì, 311 no e 46 astensioni che sono risultate determinanti per ribaltare gli equilibri. Questa volta, gli eurodeputati hanno introdotto condizioni più rigorose per il congelamento.

In un comunicato il Parlamento europeo spiega che «La misura mira a ripristinare l’effetto d’incentivazione del sistema di scambio di emissioni, progettato per diminuire le emissioni di gas serra e contrastare i cambiamenti climatici. Il crescente surplus di quote di emissione – a causa di un eccesso di offerta e del rallentamento economico – ha visto la caduta del prezzo del carbonio ben al di sotto dei livelli stimati quando è stato creato l’Eu Emissions Trading System (Ets)». L’Europarlamento, sulla base di proposte della Commissione ambiente, ha dato il suo consenso affinché la Commissione Ue possa rinviare la tempistica di una quota di crediti di CO2 da mettere all’asta.

L’Ets, il mercato del carbonio creato nel 2005, stabilisce un massimale complessivo di emissioni permesse che è gradualmente ridotto nel lungo termine. Entro il 2020, le emissioni permesse dei settori coperti dal sistema Ets saranno del 21% inferiore a quelle del 2005. Le industrie ricevono o acquistano i crediti messi all’asta dagli Stati membri. Un credito corrisponde a una tonnellata di emissioni di CO2. Le aziende possono anche vendere i crediti non utilizzati. Limitare la fornitura di crediti ne garantisce il valore e ricompensa le aziende che investono per limitare le emissioni

Il relatore, il socialdemocratico tedesco Matthias Groote, ha sottolineato: «Ora abbiamo un mandato, poiché il Parlamento ha approvato le nostre proposte. Inizieremo i negoziati con i ministri Ue il prima possibile per cercare una soluzione comune che permetterà all’Ets di raggiungere il suo scopo. In tutti i continenti, l’esperienza europea di un sistema basato sul mercato per la riduzione delle emissioni di CO2 è presa in considerazione e vista come un’opzione credibile, come è avvenuto recentemente in Cina. Noi non dobbiamo lasciare che l’Ets sia vittima di preoccupazioni a breve termine. Una riforma strutturale del sistema seguirà, per assicurare che resti la pietra angolare della politica climatica dell’Ue».

Negli emendamenti approvati presentati dalla commissione ambiente, i deputati dicono che «La Commissione può, in circostanze eccezionali, adattare il calendario delle aste, se una valutazione d’impatto dimostra che i settori interessati non dovranno subire un rischio “significativo” di delocalizzazione di imprese al di fuori dell’Ue. La Commissione non potrà fare più di un adattamento di questo tipo, e per un massimo di 900 milioni di quote».

Il ministro lituano dell’ambiente Valentinas Mazuronis, ha detto che la Presidenza di turno dell’Ue assunta due giorni fa dal suo Paese «Prende atto dei risultati della votazione in plenaria ed è pronta a impegnarsi con il Parlamento europeo in un dialogo costruttivo con vista ad un accordo in prima lettura. La presidenza è fiduciosa che i due co-legislatori saranno all’altezza del compito e affronteranno il problema efficacemente e rapidamente, migliorando così la stabilità e il buon funzionamento del mercato del carbonio»

Sulla questione “backloading” dell’Ets si era impegnato direttamente in aula il presidente della Commissione Ue Manuel Barroso ed è  soddisfatta la commissaria all’azione climatica Connie Hedegaard: «Con il voto di oggi, il Parlamento europeo ha inviato un messaggio chiaro: l’Europa ha bisogno di un Ets efficace  e di una politica climatica autenticamente europea. Io naturalmente accolgo questo voto positivamente perché dimostra che anche il Parlamento europeo condivide la politica della  Commissione. Dobbiamo avere del mercato europeo del carbonio ben funzionante per incrementare le tecnologie innovative low carbon in Europa. Il passo successivo spetta ora al Consiglio che dovrà  prendere una decisione. Quanto prima, tanto meglio, in modo da poter passare alla riforma strutturale del sistema Ets nel più breve tempo possibile».

Ripubblichiamo oggi per coloro che ieri non hanno potuto leggere l’articolo a causa della presenza di malware