Energia, il ministro Galletti ne combina un’altra e Greenpeace lo bacchetta

[4 marzo 2014]

«Assolutamente insoddisfacenti» è il lapidario commento di Greenpeace Italia riguardo alle dichiarazioni rilasciate dal neo ministro Gian Luca Galletti durante il consiglio dei ministri UE.

Galletti ha dichiarato che «l’Italia accoglie con favore la proposta della Commissione Europea» che prevede la riduzione del 40 per cento delle emissioni di CO2 ed una quota di energia da fonti rinnovabili pari al 27 per cento, obiettivo non vincolante a livello nazionale e quindi poco efficace.

«La storia ci insegna- dichiara Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia – che gli obiettivi non vincolanti non vengono raggiunti. Un obiettivo del 27 per cento per le energie rinnovabili è assolutamente miope e rischia di bloccare tutti gli investimenti in un settore che già oggi assicura circa 120 mila posti di lavoro. Inoltre un target così modesto indebolisce la capacità dell’Europa di trasformare il proprio sistema energetico per un uso più efficiente delle rinnovabili».

Venerdì le associazioni ambientaliste e del settore delle rinnovabili, riunite a Piazza Montecitorio, avevano chiesto al Ministro di pronunciarsi in favore di tre target ambiziosi e vincolanti quali taglio CO2, rinnovabili, efficienza energetica.

«Abbiamo chiesto all’Italia, con il nuovo governo, di essere leader in Europa nelle politiche in tema di clima ed energia, ed invece siamo ancora una volta di fronte a dichiarazioni vaghe e poco significative. Il nuovo Ministro ha inoltre tradito gli impegni presi dall’ex Ministro Orlando, firmatario insieme ai colleghi di altri 7 Stati Membri, di una lettera d’impegno per tre target vincolanti a livello nazionale. Un pessimo segnale in vista del semestre di presidenza italiana dell’UE ormai alle porte» conclude Onufrio.