Eolico offshore, la Germania supera la Gran Bretagna per impianti collegati alla rete

[2 febbraio 2015]

Dopo che gli operatori energetici hanno smantellato una serie di progetti previsti per le acque del Regno Unito, quest’anno, per la prima volta,  la Germania collegherà alla rete di distribuzione più nuovi impianti eolici offshore della Gran Bretagna.

Pur avendo più capacità offshore installata rispetto al resto del mondo messo insieme, la mancata realizzazione di nuovi parchi eolici in Gran Bretagna nel 2015 comporterà il sorpasso della Germania, un Paese con acque territoriali che si estendono su meno di un decimo di quelle delle isole britanniche del Regno Unito.

L’industria dell’eolico britannica accusa il governo liberal-conservatore di Londra di aver tolto il sostegno (che invece ha incrementato per il nucleare) ad una serie di grandi progetti offshore che avrebbero dovuto essere collegati alla rete elettrica entro quest’anno, ma che sono stati ritenuti finanziariamente troppo rischiosi.

Nel 2014 la Gran Bretagna ha allacciato più della metà dei  nuovi impianti eolici hoffshore europei, anche se l’industria eolca ha subito una contrazione complessiva di nuova energia installata dopo che il mercato si era stabilizzato con le cifre record del 2013. Nel 2014 sono state allacciate alla rete elettrica europea 408 nuove turbine off-shore, aggiungendo 1,483 GW. La capacità totale installata in Europa è ora pari al 8,045 GW in 74 parchi eolici offshore presenti in 11 Paesi europei.

Secondo Justin Wilkes, vice direttore generale dell’European Wind Energy Association, «non è sorprendente aver assistito ad un livellamento delle installazioni in 2014, dopo un anno record nel 2013. Il settore ha visto una crescita esponenziale nella prima parte di questo decennio e questa è una naturale stabilizzazione di quel progresso. L’eolico offshore svolgerà una parte monumentale nella sicurezza energetica dell’Ue,  ma è solo la volontà politica che aiuterà l’Europa a sbloccare il suo potenziale eolico offshore».

Nel 2014 il 54% dei nuovi impianti offshore è stato realizzato dalla Gran Bretagna, seguita dalla Germania (35,7%) e, a molta distanza, dal Belgio (9,5%). Ma per il 2015 saranno i tedeschi   dominare, e Wilkes sottolinea: «La  Germania quest’anno è avviata ad invertire il trend; il Regno Unito ha più capacità offshore installata del resto del mondo messo insieme, ma quest’anno dimostra che altri Paesi dell’Ue stanno facendo seri investimenti nel settore. Le nove offerte finanziarie chiuse nel 2014, di cui quattro erano progetti per miliardi di euro, suggeriscono che l’attività riprenderà sostanzialmente quando nel 2017 si cominceranno a realizzare questi progetti».

I più grandi parchi eolici ad essere completamente ultimati saranno il RWE Gwynt y Mor (576 MW) nel  Galles del Nord, seguito da Global Tech 1 (400 MW) nel Mare del Nord tedesco.

Wilkes conclude: «La tecnologia e i finanziamenti ci sono, ma abbiamo bisogno co che i politici si facciano avanti  con piani stabili a lungo termine per spingere la crescita di questa industria e per evitare stop-go ed inconsistenti quadri politici per l’eolico offshore».