Eolico: la Sicilia lo affonda, la Gran Bretagna inaugura l’impianto offshore più grande del mondo

Nuova moratoria mascherata della Regione Sicilia. assoRinnovabili: il Decreto è uno scandalo

[5 febbraio 2016]

Danimarca eolico

Mentre la Gran Bretagna dà il via libera  all’Hornsea Project One, il parco eolico offshore più grande al mondo – da 1,2 GW, che fornirà energia a un milione di persone, e che la multinazionale danese Dong Energy realizzerà in un’area di oltre 400 Kmq a 120 chilometri dalla costa dello Yorkshire – in un’isola più a sud, che fa parte della stessa Unione europea (ovvero la Sicilia), l’eolico non se la passa per niente bene.

Infatti, come denuncia assoRinnovabli, «con l’approvazione del Decreto Dirigenziale 13/2016 la Regione Siciliana ha di fatto introdotto l’ennesima moratoria sull’eolico, sospendendo i procedimenti per l’autorizzazione di impianti di potenza superiore a 20 kW, accampando la scusa della necessità di individuare preventivamente le aree non idonee all’installazione di impianti rinnovabili. Peccato che la Regione fosse tenuta alla mappatura del territorio già dal 2003!»

Secondo Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili, «il Decreto rappresenta uno scandalo per tutti quei produttori con istanze pendenti da diversi anni presso gli uffici regionali competenti. Ci sono imprenditori che aspettano l’autorizzazione a costruire dal 2006! Non è più ammissibile che la Regione continui ad utilizzare il pretesto della mappatura per mettere i bastoni tra le ruote agli operatori, bloccando quindi tutti i progetti».

L’associazione dei produttori, dell’industria e dei servizi per le energie rinnovabili sottolinea che «peraltro, non è nemmeno la prima volta che la Regione Siciliana impone uno stop forzato alle iniziative imprenditoriali green: già nel 2013 la Giunta Regionale aveva sospeso i procedimenti autorizzativi in corso, in attesa che l’Assessorato per l’energia elaborasse una proposta di aree non idonee. Tale deliberazione era poi stata annullata dal Giudice Amministrativo che aveva ammonito l’Amministrazione sulla illegittimità di consimili moratorie. Tuttavia questa volta la decisione dell’Amministrazione Siciliana ha lo sgradevole sapore della farsa, dato che, non più tardi di un mese e mezzo fa, sia gli uffici regionali sia l’Assessore dell’Energia dott.ssa Contrafatto avevano personalmente rassicurato l’Associazione circa la prosecuzione delle istruttorie in corso. L’azione della Regione, inoltre, è stata adottata in spregio all’avvertimento del suo stesso Ufficio Legislativo e Legale che, con il recentissimo parere del 21 dicembre 2015, ha stigmatizzato l’illegittimità della moratoria perché in contrasto con la disciplina sia nazionale sia europea in materia di fonti rinnovabili, tanto da chiederne la disapplicazione agli uffici competenti».

Insomma, mentre la Regione Sicilia dice no alla moratoria sulle trivellazioni petrolifere e non aderisce alla coalizione delle reioni per il referendum No-Triv, si inventa una moratoria per l’eolico.

assoRinnovabili ha scritto una lettera alle istituzioni siciliane nella quale chiede con estrema decisione «Il ritiro immediato del Decreto in oggetto e il riavvio dei procedimenti autorizzativi. L’Associazione è pronta a reagire con tutti gli strumenti legali a sua disposizione per tutelare i legittimi interessi dei suoi Soci e avverte che i propri iscritti riterranno personalmente responsabili, per danno da ritardo, i dirigenti che dovessero ulteriormente rallentare il rilascio dei provvedimenti autorizzatori e non mancheranno di valutare ogni eventuale ulteriore responsabilità anche di natura penale».

E pensare che, mentre in Italia l’eolico onshore affonda nelle nebbie della burocrazia e della politrica furbesca, in Europa l’eolico offshore naviga a vele spiegate nonostante il calo del prezzo del petrolio e la diminuzione degli incentivi. Ma l’Europa sembra sempre più lontana da una giunta siciliana nata con promesse di cambiamento, e che invece galleggia senza vento ed energia.

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