Ets, a che punto siamo in Europa e nel mondo? La risposta dal gruppo di ricerca R4S

Pubblicato per Springer il volume "The European Emission Trading System and Its Followers"

[3 giugno 2016]

ets r4s

Il più vasto mercato del carbonio esistente al mondo spegne quest’anno la sua undicesima candelina. Per il mercato Europeo dei permessi di emissione (European union emissions trading scheme, l’Eu-Ets) la maggiore età rimane ancora lontana, anche se finora ha dimostrato coraggio e innalzato primati a contrasto dei cambiamenti climatici nel mondo. Le fondamenta dell’Eu-Ets sono semplici e basate sull’efficienza: una volta stabilito un tetto massimo (cap) nelle emissioni di gas serra consentite, le allocazioni dei permessi a immettere CO2eq in atmosfera sono lasciate ai meccanismi di mercato, in modo da ottimizzare la riduzione delle emissioni. L’impresa inquadrata nel meccanismo dell’Ets può scegliere se impiegare risorse economiche per migliorare l’efficienza dei propri impianti oppure comprare permessi di emissione da imprese più virtuose.

Dove ha portato l’edificio costruito su tali fondamenta? Il volume The European Emission Trading System and Its Followers, appena pubblicato per Springer, si inerpica per ogni piano, indagando i dettagli. In poco più di 100 pagine sono riassunti anni di lavoro e analisi condotti sull’Ets dal gruppo di ricerca R4S (Regulation for sustainability), nato in seno all’università di Siena e che in buona parte oggi è orgogliosamente ospitato anche all’interno del think tank di greenreport, Ecoquadro.

Con prosa agile ma rigorosa, il più possibile libera da tecnicismi, in questo libro si affronta un’analisi interdisciplinare del sistema Ets europeo, affrontandolo sia dalla prospettive giuridiche sia da quella economica, costruendo un ponte tra virtuosismi teorici e problemi concreti. Ormai il meccanismo dell’Eu-Ets abbraccia più di 11mila impianti produttivi in tutto il Vecchio continente, ma non è scevro da difetti. A causa di notevoli squilibri tra domanda ed offerta, e prezzi del carbonio decisamente troppo bassi, l’allocazione dei permessi risulta ad oggi non ottimale. Nonostante elementi che si prestano a miglioramenti sostanziali, l’esempio dell’Ets europeo si è già diffuso – e si amplierà ancora – nel mondo.

Gli autori Simone Borghesi, Massimiliano Montini e Alessandra Barreca non si limitano dunque ad approfondire l’Ets originario, ma mettono a confronto quello europeo con gli altri maggiori sistemi attualmente esistenti (Rggi, California e Quebec) e si soffermano a delineare le prospettive di sviluppo di questo prezioso meccanismo: un’occasione per professionisti, studiosi e anche decisori politici per dare uno sguardo a quanto potrebbe delinearsi (in meglio) in un prossimo futuro, che per essere sostenibile richiede di agire con decisione, già oggi.