Fao, i droni aiutano gli agricoltori nelle Filippine a prepararsi ai disastri climatici

Le nuove tecnologie consentono un monitoraggio rapido e dettagliato delle aree agricole a rischio

[26 aprile 2016]

droni

Con l’intento di fronteggiare gli impatti negativi del cambiamento climatico, delle alluvioni e dei tifoni sulla sicurezza alimentare, il governo delle Filippine e la Fao hanno iniziato ad utilizzare droni aerei per localizzare le aree agricole più esposte al rischio di disastri ambientali e valutare rapidamente i danni a seguito di una catastrofe.

Per la fase-pilota del progetto – ancora in stadio embrionale e finanziato dal Ministero dell’Agricoltura filippino e dalla Fao – due droni sono stati inviati a perlustrare le province del paese maggiormente colpite dal fenomeno de El Niño. Dopo aver effettuato un training di tre settimane su come pilotare i droni e aver appreso una serie di metodi per effettuare valutazioni di immagini aeree, 25 esperti tecnici della FAO e del governo filippino sono ora pronti ad essere dislocati in tutto l’arcipelago per coadiuvare le missioni dei droni.  Questi sono dotati di attrezzature di navigazione e fotogrammetriche che possono generare mappe dettagliate e ricche di dati a partire da fotografie aeree, incluso l’Indice di Vegetazione della Differenza Normalizzata (NDVI), una formula usata per valutare la salute della vegetazione e delle piante.

I dati raccolti possono essere usati per capire dove i sistemi agricoli sono particolarmente esposti al rischio di calamità naturali e per individuare i modi per contrastare tali rischi, ad esempio rimodellando le terre, costruendo muri di contenimento o piantando vegetazione protettiva. Essendo in grado di coprire fino a 600 ettari al giorno, i droni dovrebbero permettere una notevole accelerazione del processo di analisi del rischio, secondo Chrisopehr Morales, direttore delle operazioni sul campo del dipartimento per l’Agricoltura filippino: «È un modo efficiente, che risparmia tempo, e che ci consente di usare delle fonti attendibili di dati in modo da poter pianificare e fornire interventi e risposte appropriate ai nostri agricoltori in tempi di disastri e calamità». Le immagini ottenute dai sopralluoghi dei droni, inoltre, Jose ha spiegato Luiz Fernandez, rappresentante della Fao nelle Filippine, possono «rivelare dove i progetti di costruzione di infrastrutture agricole, di servizi quali l’irrigazione o di strutture di stoccaggio possano esser meglio situati a beneficio degli agricoltori locali. La tecnologia può anche potenzialmente esser d’aiuto nella valutazione delle aree costiere e forestali».

Le Filippine sono uno tra i paesi maggiormente esposti al rischio di tempeste tropicali ed altre calamità naturali. Nello scorso decennio, terremoti, tifoni ed alluvioni hanno causato la perdita di migliaia di vite umane, e hanno periodicamente devastato parti consistenti delle infrastrutture e dell’economia dell’arcipelago. Tali disastri hanno un impatto pesante sulle fattorie e i sistemi alimentari, lasciando le persone senza cibo nell’immediato e compromettendo la capacità produttiva alimentare negli anni a venire. Circa 20 violenti tifoni colpiscono l’area di responsabilità delle Filippine ogni anno. Nel 2013, il Tifone Haiyan, da solo, ha devastato 600.000 ettari di coltivazioni, causando oltre 700 milioni di dollari di danni al settore agricolo. Inoltre, il paese è anche altamente vulnerabile ad altri rischi di calamità naturali quali siccità, alluvioni ed eruzioni vulcaniche.

La vulnerabilità del settore agricolo ai rischi naturali è altrettanto evidente nel resto del mondo in generale. Studi Fao hanno dimostrato che circa un quarto di tutti i danni causati da calamità naturali quali siccità, inondazioni o tsunami nei paesi in via di sviluppo sono assorbiti dal settore agricolo. Prepararsi a tali eventi e prendere misure volte a diminuire i rischi per gli agricoltori e per i sistemi agricoli può contribuire notevolmente a ridurre i danni subiti ed evitare di dover ricostruire il settore agricolo ex-novo in seguito a un disastro.