Fao: nei Paesi in guerra aumenta la fame. El Niño aggrava l’insicurezza alimentare in Sud Africa

Ma le prospettive di produzione di cibo a livello mondiale sono buone

[9 marzo 2016]

Fao fame 2016

Secondo la nuova edizione, del rapporto trimestrale “Crop Prospects and Food Situation” della Fao, pubblicato oggi dalla Fao, «34 Paesi, di cui 27 in Africa, hanno attualmente bisogno di assistenza alimentare esterna a causa della siccità, delle inondazioni e dei conflitti civili,  I paesi sono diventati 34, rispetto ai 33 registrati nel dicembre scorso, dopo l’aggiunta dello Swaziland».

La Fao sottolinea che «La siccità associata a El Niño ha “drasticamente ridotto” le prospettive produttive in Africa meridionale per il 2016, mentre le aspettative per i raccolti in Marocco e in Algeria sono state ridimensionate a causa della scarsità delle precipitazioni.  Anche nelle zone dell’America Centrale e dei Caraibi, le condizioni di siccità legate al El Niño potrebbero influenzare le semine delle principali colture stagionali per il terzo anno consecutivo».

A questo si devono purtroppo aggiungere i conflitti che continuano in Iraq, Siria, Yemen, Somalia e nella Repubblica Centrafricana che «hanno gravato pesantemente sul settore agricolo, peggiorando ulteriormente la crisi umanitaria in quei Paesi – dice il rapporto Fao –  Nella maggior parte dei casi, l’impatto dei conflitti si estende nei Paesi vicini come nel caso del Camerun e della Repubblica Democratica del Congo, che ospitano popolazioni di rifugiati».

Inoltre, secondo il Sistema mondiale d’informazione e preavviso rapido nei settori agricolo e alimentare della Fao (GIEWS), in diversi Paesi dove era già necessaria assistenza alimentare esterna, negli ultimi tre mesi le condizioni sono peggiorate, soprattutto nella sub-regione del Sudafrica, dove i prezzi alimentari hanno ha raggiunto livelli record.

Il rapporto avverte anche che «La produzione ridotta dello scorso anno avrà un impatto negativo sulla situazione della sicurezza alimentare nella Corea del Nord, dove “si stima che la maggior parte delle famiglie abbiano un consumo di cibo borderline o molto povero».

La Fao però conclude delineando una prospettiva globale più confortante: «Altrove, le prospettive per i raccolti 2016 già seminati, per lo più cereali invernali nell’emisfero settentrionale, sono generalmente favorevoli. Le prime previsioni indicano per il 2016 ampi raccolti di grano nella maggior parte dei paesi asiatici».