Fao: «Il settore agroforestale offre benefici per clima e sostenibilità»

Le opportunità degli antichi sistemi di utilizzo della terra che combinano silvicoltura con allevamento e agricoltura

[29 novembre 2016]

agroforestale-fao

Dall’evento “Climate Change and Agroforestry” organizzato dalla Fao e dalla Rappresentanza d’Italia presso le Agenzie Onu a Roma  e dal Centro per un futuro sostenibile, è emerso che «Il settore agroforestale può giocare un ruolo chiave nell’aiutare il mondo ad adottare un’agricoltura sostenibile e a contrastare il cambiamento climatico».

L’evento di alto livello ha visto interventi di esperti su diversi temi: da modelli agricoli a zero emissioni al cosiddetto approccio- paesaggistico per valutare e modificare i cicli del carbonio.

L’evento rientra in una serie di incontri che la Fao proporrà dopo la Cop22 Unfccc di Marrakech per discutere e meglio comprendere il contributo che l’agricoltura può fornire per l’adattamento ma anche per mitigare gli effetti del cambio climatico.

Secondo il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, «Un approccio che vede l’utilizzo efficiente della terra in combinazione con raccolti e allevamento, è una componente essenziale della transizione verso il nuovo paradigma per un’agricoltura sostenibile” Il settore agroforestale, un metodo che unisce silvicoltura e agricoltura in campo aperto, offre una serie di benefici di tipo sociale, economico ed ambientale che includono cibo sano, energia rinnovabile, acqua pulita e sostegno alla biodiversità. Serve un migliore coordinamento della gestione delle risorse agricole e non».

La vicedirettice generale della Fao, Maria Helena Semedo, ha aggiunto che «L’ approccio diversificato all’utilizzo della terra proposto dal settore agroforestale rappresenta un esempio ideale di come l’agricoltura possa contribuire allo sforzo globale per ridurre le emissioni di gas serra. In agricoltura, adattamento e mitigazione del cambio climatico sono due facce della stessa medaglia. Dobbiamo esplorare più a fondo i mutui benefici che adattamento, mitigazione e sviluppo offrono».

Mentre la maggior parte dei paesi riconoscono che l’agricoltura è uno dei fattori che maggiormente contribuisce alle emissioni di gas serra, nel 2014 solo il due per cento degli investimenti per far fronte ai cambiamenti climatici sono destinati al settore agricolo, ittico o forestale. «Una quantità sproporzionatamente bassa», ha sottolineato Graziano da Silva.

Per Francesco Rutelli, presidente del Centro per un futuro sostenibile, Fondazione che promuove iniziative politiche ed istituzionali su questioni legate ai cambiamenti climatici e all’ambiente, «La sostenibilità è una sfida continua e il settore agroforestale è uno degli strumenti migliori che abbiamo. Dobbiamo assolutamente lasciare che gli alberi ci salvino. Le foreste sane sono uno strumento potente nel mitigare il cambio climatico».