Finanziamenti climatici: ecco come arrivare ai 100 miliardi di dollari promessi

Con le scelte giuste possibili 155 miliardi anche con una crescita economica medio/bassa

[3 giugno 2015]

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Secondo la  nuova analisi Getting to $100 Billion: Climate Finance Scenarios and Projections to 2020 del World Resources Institute (Wri), i Paesi del mondo sono in grado di raggiungere, entro il 2020, l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno di finanziamenti internazionali per il clima e che «L’obiettivo può essere raggiunto attraverso molteplici vie e richiederà di ottenere finanziamenti da varie fonti, tra cui il settore pubblico e privato.

Il rapporto del Wri una delle prime analisi quantitative degli scenari di finanziamento per arrivare all’obiettivo dio 100 miliardi di dollari che si è dato la comunità internazionale, ma l’istituto internazionale sottolinea che occorre che ci sia maggiore chiarezza ed impegno per raggiungere questo obiettivo del finanziamento, ma aggiunge che «Se vengono considerate  tutte le fonti comprese, i finanziamenti per il clima potrebbero arrivare in totale da  109 a 155 miliardi di dollari nel 2020», anche con proiezioni di crescita  medio-bassa  della leva finanziaria.

Athena Ballesteros, direttrice della Sustainable finance initiative del Wri, sottolinea che «Un accordo internazionale sul clima alla COP21, compreso un accordo sul finanziamento, dipende  dal fatto che i Paesi sviluppati forniscano un percorso credibile per  onorare i propri impegni con forti accantonamenti per finanziamenti per il clima prevedibili ed adeguati. Mentre 100 miliardi dollari non sono di per sé sufficienti per creare una trasformazione low-carbon, si tratta di un importante obiettivo politico per segnalare che i Paesi sviluppati si sono impegnati a incrementare i finanziamenti climatici».

Il rapporto raggruppa in  potenziali scenari di finanziamento,  per il periodo  2012-2020, quattro fonti di finanziamento pubbliche e private che possono contare per circa la meta dei 100 miliardi dollari richiesti ed utilizza vari tassi di crescita ed ipotesi su quanto potrebbe essere incrementato l’investimento privato sfruttando la leva del denaro pubblico. Infatti: «Per raggiungere l’obiettivo di  100 miliardi dollari entro il 2020, tutti e quattro i possibili percorsi richiedono un aumento costante delle finanze pubbliche e l’inclusione di nuove fonti di finanziamento »

Ecco gli scenari proposti dal rapporto Wri:

Scenario 1, comprende solo i finanziamenti climatici dei soli Paesi sviluppati e  non raggiungerebbero i 100 miliardi dollari entro il 2020, a meno che non crescano ad un tasso annuo del 25%. Scenario 2,  il finanziamento del settore privato come leva dei finanziamenti per il clima, ma potrebbe raggiungere l’obiettivo solo con una forte crescita economica. Scenario3, comprende i finanziamenti climatici dei Paesi sviluppati e gli investimenti del settore privato, sfruttando entrambe queste fonti si potrebbe raggiungere l’obiettivo 100 miliardi dollari con un crescita media. Scenario 4, mette insieme i finanziamenti climatici dei paesi sviluppati  e del settore privato e i possibili incentivi e  potrebbe raggiungere il 100 miliardi dollari anche con un tasso di crescita economica basso.

Secondo il principale autore del rapporto, Michael Westphal, «Realizzare un accordo per arrivare ai 100 miliardi di dollari  è essenziale per costruire la fiducia e portare Paesi uniti in vista della conferenza sul clima di Parigi di dicembre. Esortiamo i negoziatori ad utilizzare le raccomandazioni del rapporto come un mezzo politico per far muovere il mondo verso la meta dei 100 miliardi di dollari».

Ma per arrivare a quel traguardo attraverso un percorso credibile e politicamente praticabile,  il Wri  delinea tre raccomandazioni essenziali: Fino al 2020, le nazioni sviluppate dovrebbero impegnarsi ad aumentare tutti i flussi di finanziamento pubblico di sopra dei livelli attuali – a partire dal 2012 il finanziamento specificatamente climatico è pari a 17 miliardi dollari. Per mobilitare finanziamenti per il clima, i  Paesi industrializzati dovrebbero prendere in considerazione l’utilizzo di nuove e innovative fonti di finanziamento, tra cui il reindirizzamento dei sussidi ai combustibili fossili, le entrate del carbon market, la tassazione delle operazioni finanziarie, i crediti all’esportazione, e la riduzione del debito, molti dei quali sono stati finora sottoutilizzati. Le parti dovrebbero chiarire la definizione e lo sviluppo di metodologie dei finanziamenti per il clima, compresi quelli per il calcolo e l’attribuzione di investimenti per far leva sugli investimenti del settore privato, migliorare i sistemi contabili e di reporting.

Pascal Canfin, senior advisor per gli  international climate affairs del Wri, conclude: «Come ha dichiarato il presidente Hollande, non possiamo garantire un accordo a Parigi senza un accordo sulla finanza. Pertanto, indicare  un percorso credibile ed equilibrato verso l’obiettivo dei 100 miliardi dollari è una questione di importanza strategica per il prossimo vertice del G7».