In città una delegazione da Bruxelles, in arrivo una cabina di regia

Firenze, la tramvia extralarge a caccia di risorse: si presenta all’Ue

La linea 1 evita già l’immissione in atmosfera di 2mila tonnellate/anno di CO2

[28 ottobre 2015]

tramvia firenze tranvia

Con l’ampliamento dei cantieri, negli ultimi lunghi mesi tramvia è sinonimo di traffico nella cronaca fiorentina: lavori a rilento e viabilità congestionata. Questo però è solo un lato della medaglia. Dall’altra parte c’è la realtà già operativa di un mezzo pubblico che ogni anno trasporta 12,8 milioni di persone (la linea 1 è in esercizio dal 2010), aiutando la città a liberarsi di auto private e smog. L’infrastruttura, come noto, è in espansione: la linea 2 (aeroporto-piazza della Libertà) e la linea 3.1 (Firenze Santa Maria Novella-Careggi) sono in costruzione, e si prevede che i lavori finiscano nel 2018. E le prospettive future di sviluppo non finiscono qui, con particolare riferimento all’ipotesi di estensione della tramvia verso Sesto Fiorentino (6 km) e Campi Bisenzio (6.1 km).

Un progetto ambizioso, ma anche dai costi rilevanti: 245 milioni di euro per la linea 1 Firenze SMN-Scandicci, 385 milioni per la linea 2 e per la linea 3.1, con la Regione che ha già previsto lo stanziamento di 1 ulteriore milione di euro per uno studio di fattibilità del prolungamento. Progettualità e investimenti dove un ruolo fondamentale è rivestito dall’Unione europea, che oggi era presenta a Firenze per dei sopralluoghi al cantiere della linea 2.

Sul posto erano presenti il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco di Firenze Dario Nardella e due membri della direzione generale della Politica regionale e urbana della Commissione europea, la direttrice Charlina Vitcheva e il capo unità Willebrordus Sluijters: obiettivo della visita, far conoscere meglio ai due rappresentanti Ue il sistema tramviario fiorentino e l’inserimento dell’estensione dell’infrastruttura tra le opere da finanziare all’interno del ciclo di programmazione europea 2014-2020.

«Se riusciremo a realizzare la tranvia e i suoi prolungamenti – ha spiegato Rossi – ciò avrà un impatto positivo sulla vivibilità dell’intera area anche grazie alla previsione del parco della piana, un’area di 7.000 ettari nella quale impediamo che si producano altre edificazioni e che permetterà di dare impulso al verde e ad un agricoltura di qualità». Del resto – sottolineano dalla Regione – l’approccio integrato è quello che Charlina Vitcheva ha mostrato di voler privilegiare, e Sluijters ha sollecitato la costituzione di una cabina di regia capace di esercitare «una forte programmazione a monte».  Una richiesta che è stata prontamente raccolta dal presidente Rossi, che ha dato la disponibilità della Regione a creare e coordinare una cabina di regia «in grado di monitorare sia lo stato di attuazione delle opere, che di garantire l’integrazione tra le varie linee di finanziamento, tenendo tutto all’interno di un grande progetto strategico».

Le potenziali ricadute sono assai rilevanti anche sotto il profilo ambientale. A oggi la media giornaliera di passeggeri sulla tramvia si attesta intorno alle 45.000 unità con punte di 65.000, con una riduzione del ricorso alle auto private di 3.200 al giorno e una minore immissione in atmosfera di 2.000 tonnellate/anno di anidride carbonica. Completando le linee 2 e 3.1 si stima una possibile riduzione del traffico privato di almeno 5 milioni di auto all’anno, con un abbattimento della produzione di Co2 di oltre 13mila tonnellate, mentre estendere l’infrastruttura fino a Sesto Fiorentino potrebbe aggiungere altri 10 milioni di passeggeri ogni anno, e ridurre l’emissione di Co2 di circa 8.871 tonnellate all’anno.