Follie americane: festeggiare l’Earth Day con un concorso su quanto sono belli i combustibili fossili

Un concorso destinato ai bambini, bandito da un Think Tank finanziato dai fratelli Koch e dalla destra Usa

[11 aprile 2017]

Secondo l’Independence Institute, che si autodefinisce “action tank”, se c’è una cosa che manca nei festeggiamenti per l’Earth Day il 22 aprile è la celebrazione dell’importanza dei combustibili fossili.

Questa organizzazione del Colorado, che riceve soldi sporchi da molti noti finanziatori dell’estrema destra, spiega che «Gli ambientalisti lo celebrano piantando alberi ma non hanno mai celebrato i camion che trasportano gli alberi, o la benzina che alimenta quei camion, o i manici in plastica delle pale che utilizzano. La Madre Terra non dovrebbe essere ringraziata anche per aver reso possibile gli eventi dell’ l’Earth Day?».

Per farlo l’Independence Institute  – che si professa «agnostico sulle risorse energetiche» –  ha pensato bene di bandire un concorso per artisti in  erba, invitando i bambini statunitensi a inviare le loro opere originali entro il 21 aprile, con un tema principale: mostrare quanto sono buoni i combustibili fossili.

Esaltare le virtù di carbone, petrolio, gas sembra proprio uno strano modo per festeggiare l’unico giorno dell’anno dedicato alla consapevolezza ambientale e Kiley Kroh e Josh Israel, due reporter di ThinkProgress, si sono incuriositi  e sono andati a vedere cosa c’è  dietro l’Independence Institute, un’organizzazione esentasse anti-governo che ha un fatturato annuo che varia dai 2 a 3 milioni di dollari all’anno. l’Independence Institute  non è tenuto a  rivelare chi siano i suoi donatori, ma l’indagine della Kroh e  di Israel, basata sui registri pubblici, dimostra che «gran parte del loro denaro proviene da alcuni dei più famigerati donatori della destra nazionalista e dai movimenti negazionisti della scienza climatica».

Secondo i dati forniti a ThinkProgress da  Conservative TransparencyGuidestar e CitizenAudit, a partire dal 2001  i finanziamenti dell’Independence Institute comprendono: 146.000  dollari provenienti dalla Charles G. Koch Charitable Foundation e dalla  David H. Koch Charitable Foundation,  due fondazioni esentasse appartenenti ai miliardari petrolchimici Charles e David Koch, e dalla Claude R. Lambe Charitable Foundation  e dal Center to Protect Patient Rights, due organizzazioni strettamentelegate ai due fratelli plurimiliardari e noti per finanziare la destra e associazioni ecoscettiche. Altri  2.565.766 dollari vengono da  DonorsTrust e Donors Capital Fund, due fondi che incanalano le donazioni verso organizzazioni non governative che promuovono il limited government e la libera impresa.

Secondo il Center for Media and Democracy, i fratelli Koch e altri industriali ultra-ricchi con simpatie per l’estrema destra forniscono una quantità incalcolabile di donazioni ai politici conservatori, utilizzando questi fondi per superare le leggi sui finanziamenti ai partiti. Nel 2015 un’indagine dal Guardian rivelò che due organizzazioni segrete in tre anni avevano distribuito circa 125 milioni di dollari per diffondere disinformazione climatica ed ostacolare il Clean Power Olan dell’allora presidente Usa Barack Obama, quello che Donald Trump ha rottamato non appena è entrato alla Casa Bianca.

Ma non è finita: all’’Independence Institute sono arrivati anche 3.540.412 dollari donati da Adolph Coors Foundation, Castle Rock Foundation e PEMA Foundation, tre fondazioni legati alla famiglia dei birrai   Coors, da tempo nel mirino degli ambientalisti Usa. Altri 1.040.000 dollari sono arrivati dall Lynde and Harry Bradley Foundation, appartenete a due fratelli che hanno fatto la loro fortuna con sistemi per l’energia elettrica e che, grazie alla Fondazione, ogni anni finanziano con decine di milioni di dollari le cause conservatrici e anti-governative. All’’Independence Institute ha dato 437.500 dollari anche la potentissima National Rifle Association Foundation (Nra), nota per le sue attività pro-armi e per il suo appoggio a Trump e ai repubblicani, ma che ha un conto aperto con gli ambientalisti che vorrebbero proibire i proiettili di piombo per la caccia. 1.158.500 dollari vengono dalla Anschutz Foundation, fondata dal plurimiliardario  Philip Anschutz che ha fatto la sua fortuna con petrolio, speculazione immobiliare, intrattenimento e altre industrie inquinanti e che è anche noto per la sua militanza conservatrice e per essere l’editore del Weekly Standard.

All’’Independence Institute sono arrivati anche 394.463 dollari  dallo State Policy Network (Spn) il cui obiettvo è quello di costituire think tank di destra in ogni Stato Usa e sono state proprio le sue filiali locali a spingere per la rottamazione delle leggi climatiche di Obama. Nel 2013 un’indagine del Center for Media and Democracy rivelò gli  sforzi del Spn per  organizzare gruppi di estrema destra negli Stati  Usa e i suoi stretti legami con gruppi come l’American Legislative Exchange Council (Alec) e Americans for Prosperity, che ricevono finanziamenti dai fratelli Koch.

Il direttore ricerca del Center for Media and Democracy ,Nick Surgey, ha detto a  ThinkProgress che «La posizione dell’Independence Institute sulla lotta ai cambiamenti climatici è più o meno indipendente come il punto di vista di una volpe sulla protezione del pollaio. In realtà è un corporate-backed fake think tank con un passato record di opposizione alle sviluppo delle energie rinnovabili in Colorado».

Infatti l’Independence Institute ha sia sponsorizzato eventi che ospitato meeting contro il Clean Power Plan di Obama che Trmp d sta alacremente smantellando, applaudito dalla procuratore generale del Colorado, Cynthia Coffman, che aveva presentato ricorso contro il Clean Power Plan e che per la sua campagna elettorale ha ricevuto cospicui finanziamenti da organizzazioni della rete dei fratelli  Koch.

Amy Oliver Cooke, la vice presidente esecutiva e direttrice dell’Energy Policy Center dell’Independence Institute, ha criticato gli standard del Coloado per le energie rinnovabili, sostenendo che bisgna ampliare il concetto di fonti di energia pulita, per includere il “carbone pulito”, il gas, i grandi impianti di energia idroelettrica e il  nucleare. Alla fine del 2016 la Cooke era stata nominata da Trump nel team di transizione dell’Environmental protection agency (Epa) e non ha nascosto la sua felicità per la nomina di Scott Pruitt a direttore dell’agenzia ambientale Usa, che ha subito tagliato il bilancio Epa e rottamato le poliiche per combattere il cambiamento climatico.

Cooke ha detto a ThinkProgress che il concorso artistico per bambini dell’’Independence Institute sui combustibili fa parte della politica inclusiva della sua organizzazione: «I combustibili fossili sembrano essere stati lasciati fuori dalla celebrazione dell’Earth Day. Come femminista energetica – pro-choice per le fonti di energia – sento che è importante avere gli idrocarburi equamente rappresentati».

Per quanto riguarda i finanziatori dell’Indipendence Institute e il loro curriculum antiambientalista, la Cooke non ha esibito la stessa faccia tosta: «In generale, le persone e le organizzazioni ci sostengono per il lavoro che facciamo, compreso essere agnostici sull’energia. Incoraggiamo l’innovazione, invece della sovra-regolamentazione. E’ in realtà una specie di liberazione perché non siamo inscatolati nel paradigma di una cinica scelta aut-aut».  Ma la cinica scelta si è rivelata insostenibile quando Kiley Kroh e Josh Israel hanno chiesto alla Cooke cosa avesse fatto l’agnostico Indipendence Institute per favorire l’eolico e il solare: ha preferito non rispondere.