Forbes: investire ignorando i cambiamenti climatici è come bruciare denaro

La ricchezza in fumo negli incendi della California e gli investimenti futuri

[13 novembre 2018]

Forbes non è certo un giornale per «ambientalisti da salotto che non vogliono tagliare gli alberi dentro gli alvei dei fiumi», come direbbe qualche vicepremier italiano», ma la bibbia del capitalismo ha appena pubblicato un articolo di un suo noto collaboratore, Erik Kobayashi-Solomon. direttore di training and research di Framework Investing, che confessa di essere rimasto scioccato dai mega-incendi che stanno devastando la California, come il Camp fire  che ha raso al suolo la città di Paradise e che è già l’incendio boschivo più distruttivo mai registrato.  5 dei 10 incendi più distruttivi della california, in base agli edifici distrutti, si sono verificati dal 2015 ad oggi e attualmente le squadre di vigili del fuoco stanno affrontando altri due mega-incendi il  Woolsey e l’Hill nella California meridionale.

Il capo dei vigili del fuoco di Los Angeles, Daryl Osby,  è convinto che il cambiamento climatico stia aumentando l’intensità degli incendi in California e gli scienziati dicono che le prove che sia così sono sempre più evidenti. 5 dei maggiori 10 incendi sui sono verificati negli ultimi3 anni, dopo la grande siccità del 2012-2015.

Lo studio “Multicentury Evaluation of Recovery from Strong Precipitation Deficits in California” pubblicato su  AMS da un team di ricercatori del National Centers for Environmental Information della Noaa e dell’università delle Hawaii – Manoa  guidato da Eugene Wahl, hanno trovato le prove del fatto che gli effetti della recente siccità sulle aree della California meridionale e della Central Valley erano probabilmente le più estreme sperimentate dal 1571. La siccità è finita solo grazie alle piogge portate dal El Niño nel 2015-2016, ma le piogge hanno aiutato più la California settentrionale che quella meridionale e secondo lo studio il recupero ambientale del sud potrebbe richiedere decenni.

Kobayashi-Solomon  avverte: «Potreste  pensare che questo studio sia una curiosità puramente accademica, che serve  solo a litigare nelle conferenze scientifiche. Vi sbagliereste». Infatti si sta parlando di una delle regioni del mondo con la più alta produttività economica: «Se le aree metropolitane di Los Angeles e San Diego formassero insieme un Paese indipendente, il suo Pil sarebbe il quindicesimo più grande al mondo: tra Spagna e Messico – spiega  Kobayashi-Solomon  su Forbes – Per quanto riguarda la Central Valley, secondo l’ Us Geological Survey,  questa regione produce un quarto di tutto il cibo negli Stati Uniti e due quinti della frutta, noci e del cibo da tavola: colture per un valore stimato di 17 miliardi di dollari all’anno». Inoltre, la Central Valley è straordinariamente produttiva, anche se rappresenta solo l’1% del totale dei terreni agricoli statunitensi.

Per Forbes ci sono alcuni punti fermi: la California del sud e la Central Valley rappresentano le regioni chiave della creazione di ricchezza e della fecondità agricola nella nostra nazione e queste aree sono già ecologicamente compromesse dalla siccità, i cui effetti possono  colpire le prossime generazioni.

Per Kobayashi-Solomon basta dare uno sguardo alle foto dell’incendio  Woolsey, «che ha raso al suolo le case in una delle zone residenziali più esclusive del mondo» per convincersi che «i cambiamenti climatici stanno già iniziando ad avere un effetto sul valore delle attività reali e finanziarie», bisogna solo capire se e quando questi rischi si riflettono sui prezzi di mercato o meno.

«Molti potrebbero leggere questo articolo e pensare che mi sto concentrando solo sul rischio degli scenari ribassisti – scrive  Kobayashi-Solomon – Ma nella mia mente, gli scenari al rialzo sono più avvincenti e infinitamente più eccitanti. Piuttosto che preoccuparsi del rischio che si presenta per le fattorie, possiamo investire nella tecnologia richiesta per un nuovo paradigma agricolo ( vedi il mio articolo del 31 ottobre ). Piuttosto che preoccuparsi della distruzione delle comunità presenti e della conseguente diminuzione dei valori immobiliari e delle basi fiscali municipali, possiamo investire nella tecnologia necessaria per costruire e mantenere comunità sostenibili».

Kobayashi-Solomon  conclude: «Il cambiamento climatico è reale. I suoi effetti sono, a questo punto, inevitabili. Investire in un modo che riconosca questo fatto non è solo un imperativo morale, ma è l’unica strada sensata per chi cerca di creare o mantenere ricchezza intergenerazionale».