Forse è già troppo tardi per mantenere l’aumento delle temperature entro 1,5° C

Un innovativo studio rivela che potremmo non essere in grado di rispettare l’Accordo di Parigi

[3 agosto 2017]

Con l’Accordo di Parigi, 195 Paesi, Usa compresi, si sono impegnati a mantenere l’innalzamento della teperatura globale a meno di 3,5 gradi Fahrenheit (2 gradi centigradi) rispetto ai livelli preindustriali e a perseguire gli sforzi per contenere l’aumento delle temperature entro i 3° F (1,5° C) entro il 2100. Ma ora  lo  studio “Committed warming inferred from observations” pubblicato su  Nature Climate Change da Thorsten Mauritsen, del MaxPlanck-Instituts für Meteorologie (Mpi-M), e Robert Pincus dell’University of Colorado – Boulder e del Noaa Earth system research Lab, rivela che anche se gli esseri umani potessero far cessare immediatamente tutte le emissioni di gas serra, entro la fine del secolo la Terra continuerebbe a riscaldarsi di circa 2 gradi di Fahrenheit. Questa sofisticata analisi aggiunge che se le emissioni attuali continueranno  ci sono buone probabilità che tra 15 anni il pianeta avrà già raggiunto circa 3° F di riscaldamento, cioè la prima soglia “prudenziale” di 1,5° C prevista dall’Accordo di Parigi.

Pincus spiega che «Questo ” committed warming ” è fondamentale da capire, perché può dire a noi e ai responsabili politici quanto tempo abbiamo, ai livelli di emissioni attuali, prima che il pianeta si riscaldi fino a determinate soglie».

La nuova valutazione di Pincus e Mauritsen, finanziata da Max-Planck-Gesellschaft e  Dipartimento dell’energia Usa, è unica perché non si basa sulle simulazioni di computer model,  ma sulle osservazioni del sistema climatico del passato,  per calcolare l’impegno climatico della Terra. Lo studio presenta la capacità degli oceani di assorbire carbonio e l’inerzia termica degli oceani, così come il tempo di permanenza della CO2 in atmosfera, dati dettagliati sul disequilibrio energetico del pianeta e sull’influenza rilevante sul clima del particolato fine nell’atmosfera e altri fattori.

Tra i risultati dello studio  Pincus e Mauritsen, evidenziano: «Anche se tutte le emissioni di combustibili fossili cessassero nel 2017, è molto probabile che nel  2100 il riscaldamento raggiungerebbe circa 2,3° F (range: 1,6 -4,1°) o 1,3 gradi C (range: 0,9 – 2,3°). Gli oceani potrebbero ridurre di poco questo dato. Il carbonio catturato e immagazzinato naturalmente nell’oceano profondo potrebbe tagliare il riscaldamento effettivo di 0,4 gradi F (0,2 grado  C).  C’è qualche rischio che il riscaldamento in questo secolo non possa essere mantenuto a 1,5 gradi C oltre le temperature preindustriali. Infatti, c’è una probabilità del 13% che siamo già  avviati verso un riscaldamento  1,5° C entro il 2100.

Mauritsen conclude: «  “Le nostre stime si basano su cose già accadute, cose che possiamo osservare e considerano la parte del riscaldamento futuro che è già ipotecata dalle emissioni passate. Le future emissioni di anidride carbonica aggiungeranno un ulteriore riscaldamento a quello così già ipotecato».