Apple green? Nuovi fornitori gli eco-scettici fratelli Koch

[10 settembre 2013]

I fratelli Charles e David Koch, le bestie nere del movimento ambientalista, finanziatori ed ispiratori di tutti i peggiori think thank eco-scettici, nemici giurati di Barack Obama, munifici amici del Tea Party e i lobbysti pro-repubblicani più generosi in tutte le elezioni e nel Parlamento Usa, diventeranno i fornitori della Apple che così, dopo le disavventure con le sue fabbriche cinesi, rischia di sputtanare una volta per tutte la sua già appannatissima immagine “progressista” e green.

Per la misteriose Kokh Industries, non quotate in borsa e note per l’opacità delle loro operazioni, si tratta dell’ingresso nel salotto buono dell’informatica dopo aver fatto montagne di dollari con petrolio, industria pesante, prodotti chimici e packaging, cercando sempre ed in ogni modo di eludere o contrastare le normative sull’inquinamento e le emissioni di gas serra.

I fratelli Koch  hanno trovato il loro cavallo di Troia tecnologico nell’acquisizione per 7,2 miliardi di dollari della Molex, una company di Lisle, nell’Illinois, che produce componenti di elettronica e soprattutto i connettori utilizzati dal produttore di iPhone e iPad. Come scrive oggi il Mondo: «Per l’anno fiscale conclusosi lo scorso 30 giugno, le vendite ad Apple hanno rappresentato il 14% dei 3,62 miliardi di dollari di ricavi. L’azienda ha 41 stabilimenti in 15 Paesi e il 57% della sua capacità produttiva è in aree a basso costo come Cina, Polonia e Messico».

I fratelli Kokh negli Usa come patrimonio vengono solo dopo Bill Gates e Warren Buffett e quindi Wall Street si è dimostrata ben felice di ignorare la loro idiosincrasia per la borsa e di fregarsene della loro brutta fama antiambientalista, così a New York il titolo della Molex è schizzato ad un  +31,7%, raggiungendo i  38,62 dollari. I Koch hanno accettato di pagare 38,50 dollari per azione, con un premio del 31% sulla chiusura del titolo Molex del 6 settembre.

“Koch brothers dirty money”  è lo slogan spesso urlato da Greenpeace Usa, ma evidentemente per Wall Street  resta ancora valido l’antico “pecunia non olet”, visto che solo nel 2011 una clamorosa indagine di Bloomberg Markets aveva rivelato che le Koch Industries avevano «Compiuto decine di atti criminali in tutto il mondo negli ultimi trent’anni». Uomini dei fratelli Koch sono stati colti in flagrante mentre pagavano tangenti per assicurarsi contratti in Francia, Algeria, Egitto, India, Marocco, Nigeria e Arabia Saudita mentre violavano l’embargo Usa sugli cambi commerciali con l’Iran e soprattutto mentre ignoravano le leggi ambientali e le norme per garantire la sicurezza dei lavoratori. Ora aspettiamoci su iPhone e iPad una app “global warming hoax”, magari con il simbolo di una bufala affiliata ai climate change deniers finanziati dai fratelli Koch.

Videogallery

  • The Koch Brothers & Their Amazing Climate Change Denial Machine