Il Wwf apprezza l’operato del governo italiano e la leadership dei Paesi Ue

G7 e clima: Wwf e Greenpeace vedono il bicchiere mezzo pieno

Bene il sì all’Accordo di Parigi di 6 grandi Paesi, male il disimpegno Usa

[29 maggio 2017]

Nonostante l’insuccesso del vertice G7 di Taormina, le associazioni ambientaliste sembrano preferire guardare il bicchiere mezzo pieno, almeno per quanto riguarda la lotta ai cambiamenti climatici. Al termine del summit,  Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International, ha sottolineato che «Europa, Canada e Giappone hanno preso una posizione chiara, dimostrando di nuovo quanto Trump sia lontano dal resto del mondo sul tema dei cambiamenti climatici. Gli esiti del G7 confermano che la transizione energetica non è arrestabile, ma i leader devono adesso mantenere la determinazione e assicurarsi che il prossimo G20 segni maggiore ambizione dal punto di vista delle politiche climatiche. Il Presidente Trump deve ora tornare a Washington e fare la scelta giusta, per affrontare seriamente il tema dei cambiamenti climatici e prendere parte alla salvaguardia del clima con il resto del mondo».

Il problema è che, a quanto pare, Trump al suo ritorno a Washington farà la scelta sbagliata.

La situazione l’ha resa bene lo  stunt realizzato da Oxfam a  Giardini Naxos durante il G7: «Paolo Gentiloni, Theresa May, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Justin Trudeau e Shinzo Abe hanno fatto i bagagli e sono in partenza, direzione Parigi. Li attende l’Accordo sul clima da cui dipende il futuro di tutti noi e la sopravvivenza di decine di milioni di milioni di persone nei paesi poveri. Ma Donald Trump siede da solo in dispartesenza una chiara intenzione di unirsi agli altri».

Oxfam ricorda cosa sta succedendo per colpa del Cambiamento climatico: « A causa di una gravissima siccità  – che sta devastando i raccolti e decimando le scorte d’acqua –  13 milioni di persone sono sull’orlo della carestia. I 7 grandi devono agire adesso, assumendosi le proprie responsabilità, confermando in maniera chiara e forte, la loro volontà di rendere immediatamente pienamente operativo l’Accordo di Parigi».

Anche il Wwf punta sull’isolamento di Trump  e sul fatto che «sei delle maggiori economie mondiali hanno ribadito il loro sostegno all’accordo di Parigi e il proseguimento della sua implementazione. Al meeting hanno partecipato i leader di tutte i paesi membri del G7. Mentre i leader hanno raggiunto un accordo sulla necessità di sfruttare le opportunità economiche e la creazione di posti di lavoro offerte dalla transizione verso l’energia pulita e di fornire sostegno ai paesi in via di sviluppo, gli Stati Uniti hanno rinunciato ad annunciare la prosecuzione dei propri impegni sull’accordo sul clima di Parigi».

Manuel Pulgar-Vidal, leader della climate & energy practice mondiale del Wwf evidenzia che «I leader di sei delle più grandi economie mondiali hanno chiarito che i cambiamenti climatici rimangono una priorità globale e hanno dimostrato il loro impegno a portare avanti l’accordo sul clima di Parigi. Questo è incoraggiante anche se gli Stati Uniti sono ancora indecisi.  I benefici connessi alla transizione verso un futuro di energia pulita includono la creazione di posti di lavoro, le opportunità di innovazione e la crescita, e i leader del G7 oggi lo hanno compreso bene. Il loro impegno a sostenere i paesi in via di sviluppo è fondamentale per garantire che l riscaldamento globale rimanga al di sotto di 1,5° C. Devono portare questo spirito alla riunione del G20 che si terrà in Germania il prossimo luglio».

Gaetano Benedetto, direttore generale del Wwf  Italia, ha detto: «Riconosciamo alla Presidenza italiana, che prima che si aprissero i lavori di Taormina aveva incontrato il WWF insieme ad altre associazioni ambientaliste, e ai paesi dell’Ue la loro leadership e la loro determinazione: nel testo esistono importanti aperture, segno che sono stati in grado di presentare i fatti e le opportunità. È certamente positivo che sei su sette paesi, in modo fermo e determinato, abbiano confermato i loro impegni e siano pronti ad attuare l’Accordo di Parigi e accelerare l’azione sul clima. I cittadini di tutto il mondo sono preoccupati e parte della crisi del loro rapporto con la politica è la mancanza di visione e azione sui veri problemi e per questo è necessario ripristinare la fiducia e la leadership. L’impatto del cambiamento climatico è un problema più urgente che mai, agire immediatamente è indispensabile: speriamo che tutti i governi del mondo siano convinti a farlo, ma è chiaro che la responsabilità morale e concreta cade in ogni paese, comunque. Apprezziamo che la Presidenza italiana e altri paesi che sostengono l’Accordo di Parigi, pur assumendo uno spirito di collaborazione, non abbandonano i principi e la necessità di agire ora e ci auguriamo che gli Stati decidano presto e bene. Ora, chiediamo al governo italiano di mostrare più coraggio e determinazione che mai nell’azione climatica in Italia e nell’UE: è un dovere verso i cittadini e le generazioni future. Le scadenze future, dalla Strategia Nazionale dell’Energia alla Strategia di Decarbonizzazione, costituiranno ulteriori opportunità  per costruire autorevolezza anche a livello internazionale».

Ad essere molto preoccupato per quel che potrebbe combinare il suo Paese è Lou leonard, senior vice president climate change & energy del Wwf Usa, che ha dichiarato: «Durante il suo primo viaggio all’estero, il presidente Trump ha trovato un mondo – dalle sue principali economie a Papa Francesco – unito a sostegno dell’azione del clima e dell’accordo di Parigi. È profondamente preoccupante che gli Stati Uniti non si uniscano ai leader mondiali nel rendere efficace questo Accordo, in particolare alla luce del sostanziale sostegno a questo ultimo espresso dai principali attori dell’economia reale americana, tra cui oltre 1.000 piccole e grandi aziende statunitensi. È più evidente che mai il fatto che le imprese americane, gli stati, le università e le città abbiano fatto propria la leadership degli Stati Uniti sui cambiamenti climatici, mentre oltre 3 milioni di americani sono impiegati nell’economia dell’energia pulita e i lavori legati all’energia solare e all’eolico stanno crescendo di 12 volte il livello medio nazionale. In ogni modo, le soluzioni durature alle nostre crisi globali hanno sempre richiesto una chiara leadership politica e incoraggiamo fortemente l’amministrazione Trump a prendere provvedimenti per attuare pienamente la partecipazione statunitense all’accordo di Parigi. Il futuro dell’economia statunitense e della sicurezza globale non possono permettersi di veder tornare indietro gli Stati Uniti rispetto ai progressi che hanno già fatto».