G7 di Taormina, blitz di Greenpeace: “Climate Justice now”

«Ogni anno oltre 21 milioni di persone migrano per disastri naturali, G7 intervenga per salvare il clima»

[25 maggio 2017]

Taormina è blindata da giorni per il G7, ma questo non ha impedito agli attivisti di Greenpeace,  di entrare oggi in azione alla vigilia del summit nella cittadina siciliana per aprire uno striscione di oltre 110 metri quadrati con il messaggio “Climate Justice now”.

L’organizzazione ambientalista chiede ai capi di governo riuniti in Sicilia di «mettere in campo azioni più ambiziose per contrastare i cambiamenti climatici, che già oggi impattano su milioni di persone».

Oggi Greenpeace ha pubblicato il rapporto “Climate Change, Migration and Displacement“, secondo il quale «ogni anno 21,5 milioni di persone sono costrette a lasciare le proprie case a causa di siccità, tempeste o alluvioni. Se prendiamo in considerazione il solo 2015, si tratta di un numero quasi doppio rispetto alle persone costrette a fuggire da guerre e violenza».

Il rapporto esamina il collegamento tra cambiamenti climatici, degrado dell’ambiente e migrazioni, e sottolinea «la necessità che i Paesi più industrializzati e i Paesi in via di sviluppo lavorino insieme per trovare soluzioni concrete, sia per affrontare direttamente questi fenomeni che per sostenere e proteggere chi non ha altra scelta che lasciare la propria casa».

Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, conclude: «L’intensificarsi di eventi meteorologici estremi costringe milioni di persone ad abbandonare le proprie case in cerca di sicurezza, soprattutto nei Paesi più poveri. Un’ingiustizia che peggiorerà se continuiamo a bruciare petrolio, carbone e gas, i maggiori responsabili dell’aumento della temperatura sulla Terra. Due anni fa, durante la COP21, i leader di quasi 200 Paesi si sono impegnati a contrastare i cambiamenti climatici e i Paesi del G7 devono ora mostrare a tutti la via da seguire, senza tollerare che nessuno venga meno agli impegni presi a Parigi. I Paesi del G7 devono mandare un forte messaggio al Presidente Donald Trump. E’ inaccettabile che gli Stati Uniti si sottraggano agli impegni assunti in fatto di politiche climatiche. Il futuro di milioni di persone che abitano aree vulnerabili alle conseguenze dei cambiamenti climatici è a rischio. Bisogna accelerare le politiche in difesa del clima e la transizione verso le energie rinnovabili. Molti Paesi si stanno già muovendo in questa direzione, il G7 deve assumere la leadership per guidare questo cambiamento».