Ambientalisti e associazione delle rinnovabili scrivono a Renzi: «Subito al lavoro per salvare il clima»

Il ministro Galletti ci ripensa: «Nucleare tema chiuso»

[26 febbraio 2014]

Dopo che greenreport.it aveva ricordato i sui trascorsi nucleari, dopo le preoccupazioni espresse dagli Ecodem, le bordate di Beppe Grillo e i “paletti” energetici messi dal premier Renzi, il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti mette fine alla polemica sul suo conclamato filonuclearismo con uno stringato messaggio sul suo profilo twitter: «Sul nucleare c’è stato un referendum. Gli italiani non lo hanno voluto. Il tema è chiuso. Bene così!».

Chissà come la prenderanno i pasdaran nuclearisti dei “Circoli dell’Ambiente” che esultavano per la nomina di Galletti e della sua collega (anche filo-nucleare) allo sviluppo economico Guidi che si sarebbero sicuramente resi «Impermeabili ai condizionamenti che verranno dal mondo dell’ambientalismo fondamentalista»?

Intanto proprio quegli ambientalisti, Comitato Si alle Energie Rinnovabili No al Nucleare, Greenpeace, Legambiente e Wwf, e Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) e Kyoto Club, hanno inviato oggi al presidente del Consiglio Matteo Renzi,  scrivono al Presidente del Consiglio Renzi all’indomani del suo insediamento a «Per evidenziare il rilievo e l’urgenza degli impegni che attendono il nostro Paese, già nelle prossime settimane, in materia di contrasto ai cambiamenti climatici»”.

Le principali associazione ambientaliste italiane, insieme al più ampio coordinamento di associazioni e imprenditori dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, chiedono al nuovo governo di «Rappresentare l’Italia, nell’Ue, con un impegno forte e ambizioso in materia di politiche per la salvaguardia del clima».

Il 28 febbraio  e associazioni saranno davanti a Montecitorio alle 11.30 per chiedere «All’Unione Europea e all’Italia di assumere un ruolo realmente incisivo nella lotta al cambiamento climatico ma anche di cambiare prospettiva di sviluppo puntando verso innovazione e green economy».

Infatti, il 20 e 21 marzo si riunirà il Consiglio europeo per decidere sui target europei al 2030 su clima ed energia. Il  3 e  4 marzo Guidi parteciperà al Consiglio Ue dei ministri per l’Ambiente e dell’energia per discutere il futuro dell’Unione nella sfida ai cambiamenti climatici.

Ambientalisti ed imprese delle rinnovabili sottolineano che «Saranno, questi, passaggi decisivi per scegliere la strada giusta per l’Ue. L’Italia – si legge nella lettera – con il precedente esecutivo, ha già espresso il suo impegno (insieme a Germania, Francia, Danimarca e altri quattro Stati) in favore della definizione di tre target ambiziosi e vincolanti per il contenimento delle emissioni di gas serra e lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. (…)Gentile Presidente, le chiediamo di confermare l’indirizzo sin qui espresso dall’Italia e di fare ancora di più».

Ambientalisti ed associazioni delle rinnovabili «Rigettano gli obiettivi individuati dalla Commissione UE e chiedono al Governo italiano di partire dall’orientamento del Parlamento europeo (riduzione del 40% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990; produzione di almeno il 30% del consumo finale complessivo di energia da fonti rinnovabili; incremento dell’efficienza energetica del 40%) come soglia minima di confronto con gli altri governi europei».

La richiesta che viene fatta a Renzi (e Galletti e Guidi) è quella di «Puntare più in alto e contribuire a definire una politica comunitaria ambiziosa in materia di contrasto ai cambiamenti climatici. Target ambiziosi di contenimento delle emissioni di gas serra, così come di sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, sarebbero in grado – come confermano numerose ricerche – di sostenere l’Europa fino a trainarla fuori dalla recessione; e sono imprescindibili per decarbonizzare l’economia del continente, tornando a posizionare l’UE come avanguardia, sullo scacchiere internazionale, nella lotta al global warming».

La lettera si conclude auspicando che «La volontà di radicale innovazione da Lei più volte indicata come tratto essenziale del suo impegno di Governo, possa trovare traduzione concreta anche in politiche ambiziose per la salvaguardia del clima e lo sviluppo di un sistema energetico sostenibile. Le associazioni attendono lo stesso impegno anche in politica nazionale: chiedono al nuovo esecutivo, con questa nota, di esprimere fin da subito, in materia di energia, un indirizzo politico radicalmente opposto a quello del recente decreto Destinazione Italia, con cui il governo Letta ha ulteriormente finanziato le energie fossili e indebolito la crescita dell’energia pulita nel nostro Paese».