Gas refrigeranti, l’Ue li frena e modifica il regolamento comunitario

Legambiente: «Soddisfazione per il compromesso ottenuto, ma tanto rimane ancora da fare»

[17 dicembre 2013]

Ieri a Bruxelles in un incontro tra le delegazioni degli stati membri dell’Ue è stato siglato l’accordo per regolamentare e frenare la diffusione dei gas refrigeranti, (Hfc o F-Gas), che entro il 2050 permetterà di tagliare  emissioni per 100 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti. Si tratta di un primo significativo passo nel cammino verso il bando degli Hfc e il prossimo appuntamento sarà l’approvazione della nuova normativa da parte degli Stati membri del Consiglio Europeo per poi giungere alla ratifica in Parlamento Ue nella primavera del 2014, prima della scadenza della  attuale legislatura.

Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente nazionale, ha accolto favorevolmente l’accordo: «Esprimiamo soddisfazione per il risultato ottenuto, soprattutto perché si è finalmente usciti da un impasse istituzionale che durava da troppo tempo. Adesso però, è prioritario che gli Stati membri si impegnino con decisione per l’applicazione corretta e reale della normativa e che, al contempo, si punti a raggiungere obiettivi più ambiziosi. In tal senso, è importante l’introduzione di una ecotassa, per chi ancora commercializza i gas refrigeranti sintetici, uno strumento utile per finanziare possibili ecobonus da utilizzare a beneficio di aziende e cittadini, che hanno già optato per l’utilizzo delle tecnologie green da tempo disponibili in questo campo. Non solo, chiediamo che ci si adoperi per mettere in piedi consorzi obbligatori per la manutenzione, la raccolta e lo smaltimento dei F-Gas ancora in circolazione e che, ogni Stato membro, palesi le proprie politiche di gestione e sicurezza in questo settore. E’ fondamentale infatti che a livello europeo si lavori in maniera omogenea con il fine comune di accelerare il processo burocratico per la messa al bando definitiva di questi gas sintetici altamente inquinanti, a favore degli equivalenti naturali, che presentano un rapporto di costi- benefici ampiamente dimostrato».

Gli ambientalisti sanno che si tratta di una battaglia vinta, ma sono ancora delusi per la mancata messa al e al bando degli Hfc  nei condizionatori domestici, «Un settore dove già oggi si usano, con maggiore efficienza, i gas naturali – sottolinea Legambiente – Una partita ancora aperta, tra gli interessi delle grandi aziende produttrici che gestiscono il mercato e il coraggio e la lungimiranza di chi investe nelle tecnologie a minor impatto ambientale, il cui risultato sarà decisivo per il raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni, un traguardo che in nessun caso può essere messo in secondo piano».