Gas serra: i giganti dell’economia mondiale fanno grandi promesse

Le multinazionali si impegnano ad investire almeno 140 miliardi di dollari in tecnologie low-carbon

[28 luglio 2015]

multinazionali clima

13 multinazionali statunitensi hanno annunciato la loro adesione all’Act on Climate initiative del presidente Usa Barack Obama e  almeno 140 miliardi di dollari di nuovi investimenti low-carbon e l’installazione di oltre 1.600 megawatt (MW) in più di energie rinnovabili. L’annuncio è stato dato direttamente dalla Casa Bianca con un comunicato  che mette in fila gli impegni presi da Coca-Cola, Walmart, Apple, Google, Bank of America, Goldman Sachs ed altri giganti dell’economia mondiale – che fatturano e muovono più risorse di interi continenti  – e che con questo impegno vogliono mandare un chiaro messaggio alla Conferenza delle parti dell’Unfccc che si terrà a Parigi a dicembre:  anche la grande industria globalizzata sostiene la riduzione delle ewmissioni di gas serra tagliando le sue fonti fossili.

Nella dichiarazione, annunciata dal segretario di Stato Usa John Kerry lla Casa Bianca, si legge: «Ci rendiamo conto che ritardare l’azione sul cambiamento climatico sarà costoso in termini economici e umani, accelerare la transizione verso un’economia low-carbon produrrà molteplici vantaggi per quanto riguarda la crescita economica sostenibile, la salute pubblica, la resilienza alle calamità naturali  e la salute dell’ambiente globale».

La Casa Bianca ha detto che si tratta del primo di due impegni in programma per l’industria e che altre grandi imprese si aggiungeranno in autunno.

A impegnarsi sono multinazionali che rappresentano diversi settori:  tecnologia, banche, servizi di ristorazione, energia e trasporti.  Per esempio,  Apple ha detto che  realizzerà in tutto il mondo impianti per 140 MW di energia rinnovabile; la  Pepsi entro il 2017 incrementerà le sue  pratiche agricole sostenibili in mezzo milione di acri nel  Nord America e  lotterà per la deforestazione zero entro il 2020; Google continuerà il suo cammino per arrivare al 100% di energia rinnovabile e, nella sua sede in California, punta a diminuire del 30% il consumo di acqua potabile rispetto i livelli del 2013; Bank of America entro il 2025aumenterà gli investimenti verdi da 50 miliardi a 125 miliardi di dollari; Goldman Sachs, che ha investito 33 miliardi di dollari nell’energia pulita, aumenterà i suoi obiettivi di investimento fino ad arrivare al 100% del consumo di energia da fonti rinnovabili entro il 2020.

Se è vero che spesso si tratta di multinazionali che hanno grosse colpe per quanto riguarda il riscaldamento globalew, è anche vero che il finanziamento delle tecnologie pulite è una delle componenti più importanti per realizzare davvero un futuro a basse emissioni di carbonio.

Il dato politico importante è che, in piena campagna elettorale per le presidenziali Usa del 2016, i giganti dell’economia statunitenbse e mondiale si schierino apertamente con Obama (e con Hillary Clinton) che dicono che affrontare il cambiamento climatico è una priorità fondamentale. Ma se per qualche cuna di queste grandi imprese si tratta di portare avanti una linea già applicata, altre ci hanno sicuramente visto una nuova possibilità di fare grandi affari, soprattutto dopo gli accordi sottoscritti da Obama con Cina, Brasile e India per ridurre le emissioni e per mantenere l’aumento globale delle temperature sotto i 2° C, evitando così gli effetti più catastrofici del cambiamento climatico.

L’annuncio del multinazionali arriva qualche giorno prima che sia resa nota la versione definitiva del Clean Power Plan, il regolamento con il quale l’Environmental Protection Agency (Epa) limiterà i livelli delle emissioni di  carbonio delle centrali elettriche che sono responsabili di oltre un terzo delle emissioni di CO2 degli Usa, con quelle a carbone che ne emettono il 70%.

E’ quindi una buona notizia che la Berkshire Hathaway Energy, il braccio energetico di Warren Buffett, si sia impegnata ad eliminare il 75% delle sue centrali a  carbone in Nevada entro il 2019.

Va anche detto che per alcuni di questi colossi l’impegno non sarà particolarmente oneroso: ad esempio,  gli impianti statunitensi de Apple utilizzano già il 100% di energie rinnovabili. Ma, nella maggior parte dei casi, questi nuovi obiettivi rappresentano significativi tagli delle emissioni di CO2