Il gennaio 2017 è stato il terzo più caldo mai registrato. Quest’anno torna El Niño?

50% di probabilità di condizioni neutre nel secondo semestre 2017, per El Niño dal 35 al 40%.

[17 febbraio 2017]

Secondo il Goddard institute for space studies (Giss) della Nasa «Gennaio 2017 è stato il terzo più caldo gennaio» da  137 anni a questa parte, cioè da quando di raccolgono i dati globali sulle temperature.

Gli scienziati della Nasa, dicono che le temperature del  mese scorso sono state 0,20 gradi Celsius più fredde del caldissimo gennaio del 2016, ma ben 0,92 gradi Celsius più calde rispetto alla temperatura media dei mesi di gennaio  1951 – 1980.

Al Giss Nasa sottolineano che «Due dei tre principali anomalie della temperatura di gennaio sono state nel corso degli ultimi due anni. Il 2016 è stato il più caldo mai registrato: 1,12 gradi Celsius più caldo rispetto alla temperatura media di gennaio, seguito dal 2007 con 0,96 gradi Celsius più caldo. Il gennaio 2017 è al terzo posto».

L’analisi mensile dal team del Giss vene realizzata a partire dai dati disponibili pubblicamente,  acquisiti da circa 6.300 stazioni meteorologiche di tutto il mondo, da strumentazioni navali o da boe per la misurazione della temperatura della superficie del mare e dalle stazioni di ricerca in Antartide.

La moderna raccolta dei dati della temperatura globale  inizia intorno al 1880, perché le precedenti osservazioni non coprivano  l’intero pianeta. a volte, le analisi mensili vengono aggiornate quando si rendono disponibili dati aggiuntivi e  quindi i risultati sono soggetti a modifiche.

Intanto la World meteorological organization (Wmo) ha pubblicato il suo “El Niño/La Niña Update” dal a quale emerge che  nel gennaio 2017 « le temperature alla superficie del mare e la maggior parte dei campi atmosferici hanno ritrovato dei valori neutri. Durante questo periodo, nell’estremo Pacifico tropicale orientale, le temperature oceaniche erano al rialzo, raggiungendo a fine gennaio dei valori superiori di 1,5° C o più del normale, il che ha prodotto un episodio di El Niño di tipo costiero nell’occidente equatoriale dell’America del Sud».

La Wmo sottolinea che la maggior parte dei modelli di previsione dinamici e statistici prevedono che, nel primo semestre 20217, le temperature medie marine del Pacifico tropicale centro-orientale reteranno neutre, ma «Dopo maggio, varieranno molto, secondo i modelli utilizzati, tra delle condizioni neutro-fredde e lo sviluppo di un episodio di El Niño. Nell’insieme, la probabilità di condizioni neutre durante il secondo semestre 2017 è intorno al 50%,mentre quella di un Niño e dal  35 al 40 %. L’arrivo di un nuovo El Niño potrebbe essere favorite in una certa misura dalle temperature ancora elevate del Pacifico alla periferia della zona equatoriale, risultanti dal potente  EL Niño del 2015/16, così come dall’attuale fase positiva dell’Oscillazione decennale del Pacifico. Infine, i modelli concordano nel dire che la probabilità di un ritorno de La Niña è bassa».

Un ritorno così rapido di El Niño, che sostituirebbe  una Niña molto debole ed effimera,  che avrebbe dovuto “rinfrescare” il nostro pianeta sempre più bollente, sarebbe qualcosa di davvero eccezionale e di molto preoccupante.

Ma già i dati forniti da Nasa e Wmo dimostrano che la mutazione climatica indotta dall’uomo è in corso, probabilmente sta accelerando ed è molto più complicata e meno “lineare” di quel che si credeva.