Germania: crescono le emissioni di CO2, e la colpa non è solo del carbone

Ancora una volta nel mirino i bassi prezzi delle quote Eu-Ets

[4 aprile 2014]

Secondo l’analisi “Trendentwicklung der CO2-Emissionen der 30 größten Kraftwerke in Deutschland”, pubblicata dall’Öko-Institut e.V., in Germania «le emissioni di CO2 sono aumentate di nuovo nel 2013. Solo i 30 impianti più grandi hanno emesso un totale di 239 milioni di tonnellate di CO2. Ciò corrisponde a una quota del 25% del totale delle emissioni di gas serra della Germania».

Rispetto al 2012, le emissioni delle 30 centrali elettriche più grandi della Germania sono aumentate di 11 milioni di tonnellate, quasi il 5%, e il rapporto dell’ dall’Öko-Institut sottolinea che «tra i 30 più grandi emettitori di CO2 sono 9 le centrali a lignite, che sono responsabili delle emissioni di 157 milioni di tonnellate di CO2 nel 2013. Nel 2013, solo le emissioni della centrale elettrica di Boxberg sono aumentate del 21% o 3,3 milioni di tonnellate di CO2». Nella classifica delle centrali elettriche più inquinanti seguono i siti della RWE Neurath e Niederaussem e Jaenschwalde di Vattenfall e Boxberg.

L’analisi Öko-Institut critica i bassi prezzi europei del carbonio e, riprendendolo, EnergyMarketPrice, spiega che «l’EU ETS (Emissions Trading Scheme dell’Unione Europea) è stato progettato  per ridurre la combustione del carbone, fissando un prezzo per le emissioni di carbonio e renderle commerciabili. Ma la sovrabbondanza di permessi ha mantenuto i prezzi del carbonio a livelli molto bassi e quindi le società non sono più spaventate».

E’ esattamente il pericolo denunciato da molte associazioni ambientaliste per quanto riguarda il mercato delle quote di CO2, un pericolo del quale si è alla fine accorto il Parlamento europeo e poi la Commissione Ue ed i governi europei, che hanno cominciato a cercare di capire come aumentare i prezzi del carbonio, eliminando temporaneamente i permessi dal mercato.

Öko-Institut  e EnergyMarketPrice concordano sul fatto che  «i prezzi bassi e i permessi di carbonio economici hanno incitato le centrali elettriche tedesche a bruciare più carbone».