Gli Hfc nel Protocollo di Montreal, nuovo successo climatico e -0,5 °C di riscaldamento globale (VIDEO)

Cosa prevede l’emendamento di Kigali. Soddisfatta l’Onu, un passo avanti anche per gli ambientalisti

[17 ottobre 2016]

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Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon si è complimentato per l’adozione da parte dei 197 Paesi riuniti a Kigali, la capitale del Rwuanda, di un emendamento al Protocollo di Montreal che sancisce l’eliminazione progressiva della produzione e dell’utilizzo degli idrofluorocarburi (Hfc).

Se il mandato di Ban, che scade il 31 dicembre, è stato avaro di successi geopolitici e se praticamente non è riuscito a bloccare nemmeno un conflitto e ne ha visto nascere altri, è stato invece prodigo di passi in avanti in campo ambientale e il Kigali Emendament  si va ad aggiungere allo storico Accordo di Parigi e ne rappresenta un importante tassello. Infatti, la 28esima Congferenza delle parti del Protocollo di Montreal metterà fine entro il 2050 agli Hfc, utilizzati ancora da molti Paesi in via di sviluppo, a cominciare dall’India che è stato il Paese a sollevare più problemi a Kigali, come refrigeranti per climatizzatori e frigoriferi.

Comunemente usati come sostituti delle sostanze nocive per l’ozono, gli Hfc sono presto diventati un nuovo problema climatico perché le loro emissioni in aumento fino al 10% all’anno sono un gas serra che intrappola  migliaia di volte più calore nell’atmosfera terrestre dell’anidride carbonica. Come ha ricordato il portavoce del segretario generale dell’Onu: «Gli Hfc sono un potente gas serra di breve durata che contribuisce al cambiamento climatico. Dato che gli Hfc sono anche i gas serra che aumentano più rapidamente la lotta contro il loro utilizzo permetterà di limitare il riscaldamento a breve termine del pianeta. L’emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal si basa sulla forte dinamica mondiale in termini di sforzi multilaterali miranti a lottare contro i cambiamenti climatici, compreso l’Accordo di Parigi, che ntrerà in vigore il 4 novembre, l’adozione la settimana scorsa di un meccanismo mondiale  fondato sul mercato per la riduzione delle emissioni dell’industria dell’aviazione internazionale e s di altri sforzi multilaterali nel quadro dell’ United Nations framework convention on climate change  (Unfccc)».

Secondo l’Onu, dopo 7 anni di negoziati, l’adozione dell’emendamento sugli Hfc porterà dei vantaggi considerevoli nei decenni a a venire, in particolare per gli Obiettivi dello sviluppo sostenibile: «In maniera significativa, l’eliminazione progressiva degli Hfc a livello mondiale potrebbe evitare fino a 0,5 gradi di riscaldamento climatico entro la fine del secolo, un grande vantaggio per gli sforzi per limitare l’aumento delle temperature ben al di sotto dei 2 gradi Celsius, come indicato nell’Accordo di Parigi, e perseguire gli sforzi  verso gli 1,5 gradi».

L’United Nations environment programme (Unep) spiega che I 197 Paesi a Kigali si sono impegnati a ridurre il consumo di Hfc entro il 2019 nei Paesi sviluppati (l’85% in meno rispetto ai valori medi annui nel periodo 2011-2013) e a congelarlo entro il  2024 in quelli in via di sviluppo come Cina,  Brasile e Sudafrica, mentre alcuni Paesi – Iran, Iraq, Pakistan e alcune economie petrolifere come Arabia Saudita e Kuwait –  cominceranno entro il 2028 per arrivare al minimo nel 2047.  Alla fine degli anni 2040, tutti i Paesi sono tenuti a consumare non più del 15 – 20% delle loro rispettive baselines.  L’Unep ribadisce che «L’emendamento al Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono approvata a Kigali è il singolo più grande contributo fatto al mondo per mantenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2 gradi centigradi». Il capo dell’Unep, Erik Solheim ha detto che «L’anno scorso a Parigi, abbiamo promesso di tenere il mondo al sicuro dai peggiori effetti dei cambiamenti climatici. Oggi, lo stiamo facendo con questo impegno. Questo è molto più dello strato di ozono e degli Hfc. Si tratta di una dichiarazione chiara da parte di tutti i leader mondiali che la trasformazione verde avviata a Parigi è irreversibile e inarrestabile. E dimostra che i migliori investimenti sono quelli nelle tecnologie pulite ed efficienti».

Il presidente del Rwanda, Paul Kagame, ha detto ai delegati della Cop28 del Protocollo di Montreal: «Più veloce agiamo, minori saranno i costi finanziari e  più leggero il carico ambientale sui nostri figli. Quel che  inizia oggi è un chiaro segnale che il cambiamento è in arrivo e sarà presto disponibile. A tempo debito, nuove innovazioni e prodotti ci permetteranno di eliminare gradualmente gli Hfc in modo ancora più veloce, e ad un costo inferiore».

La rapida crescita degli Hfc negli ultimi anni è stata causata da una crescente domanda di raffreddamento, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, con una classe media in rapida espansione e climi caldi. L’emendamento Kigali prevede esenzioni per i Paesi con elevate temperature, ai quali verrà consentito di eliminare gradualmente gli Hfc d un ritmo più lento.

Il via libera è arrivato dopo l’accordo tra il ministro dell’ambiente dell’India Anil Madhav Dave e il segretario di Stato americano John Kerry, che si è dato molto da fare per arrivare all’emendamento di Kigali. Kerry è soddisfatto: «Non si ha spesso la possibilità di avere una riduzione di 0,5 gradi centigradi  facendo un solo passo insieme come Paesi, facendo ciascuno cose diverse, forse in tempi diversi, ma ottenendo un risultato. Se continuiamo a ricordarci l’alta posta in gioco per ogni Paese della Terra, la transizione globale verso un’economia dell’energia pulita sta per accelerare».

La Cop28 di Kigali ha anche approvato finanziamenti adeguati per la riduzione Hfc, il cui costo è stimato in miliardi di dollari a livello globale. L’importo esatto del finanziamento supplementare sarà concordata in occasione della prossima Cop, prevista  a Montreal, nel 2017 e il sovvenzionamento della ricerca e lo sviluppo di alternative agli idrofluorocarburi a prezzi accessibili sarà la priorità più immediata.

L’Unep spiega che «Le alternative agli Hfc attualmente in fase di esplorazione comprendono sostanze che non riducono lo strato di ozono e che hanno un minore impatto sul clima, come l’ammoniaca o l’anidride carbonica». Sono in fase di sviluppo tecnologie del raffreddamento super-efficienti ed efficaci a basso costo che  possono aiutare a proteggere il clima sia attraverso la riduzione delle emissioni di Hfc che utilizzando meno energia.

Postive le reazioni delle associazioni ambientaliste: David Doniger,  direttore del programma climate and clean air del  Natural resources defense council ha detto che «Questo è un importante passo avanti. Il mondo si è riunito per frenare  gli Hfc super-inquinanti  che distruggono il clima.  Questo è il passo più importante che potevamo fare  l’anno  dopo l’accordo di Parigi contro le minacce dell’estensione dei cambiamenti climatici. E portando gli Hfc sotto il Protocollo di Montreal si invia un segnale chiaro al mercato globale per iniziare a sostituire queste sostanze chimiche pericolose con una nuova generazione di alternative efficienti dal punto di vista energetico e climate-friendly».

Chandra Bhushan, vice direttore generale del Centre for science and environment di New Delhi. È d’accordo: «Quello che abbiamo ottenuto a Kigali è un inizio. Saremo in grado di costruire su questo successo e migliorare ulteriormente le azioni per il clima da parte dei Paesi in Protocollo di Montreal e in altri accordi sul clima, in particolare l’Accordo di Parigi».