Gli unici due laghi glaciali dell’Appennino non ci sono più, a causa della siccità

Già dopo il terremoto del 2016 c’è stato «un depauperamento della risorsa idrica»

[18 settembre 2017]

I laghi glaciali, gli unici dell’Appennino centrale, si sono completamente asciugati. Dopo il terremoto del 2016, i Laghi di Pilato hanno subito un depauperamento della risorsa idrica. Sono laghi di origine glaciale che si trovano a circa 1900 metri sul livello del mare e sono gli unici laghi glaciali dell’Italia peninsulare.

Attualmente i Laghi sono addirittura completamente asciutti per la grande siccità estiva e hanno subito un deficit idrico pari al 60 per cento rispetto agli anni precedenti. Gli scuotimenti di questa crisi sismica hanno prodotto una serie di frane di crollo, con grossi massi e detriti, che arrivando al fondo asciutto dei laghi lo hanno innalzato circa 1 metro rispetto a prima

In Italia abbiamo il rischio legato ai terremoti, alle alluvioni, ai vulcani. I terremoti nella zona del cratere di Umbria e Marche, del sisma 2016, hanno deformato molto i versanti, hanno deformato i fondovalle e noi dobbiamo creare una rete di monitoraggio costante. Solo attraverso il monitoraggio possiamo fare prevenzione e prevenire i disastri. A distanza di un anno i monitoraggi non sono stati per nulla fatti nella zona del cratere.

Siamo a rischio perché le falde acquifere sono cresciute, non si sa come si è compattato il materiale, notizie importanti invece per la ricostruzione. Creare una rete di monitoraggio è fondamentale. Non si ha idea di come si siano compattati i terreni, di come è cresciuta la falda acquifera e le conseguenze potrebbero essere molto ma molto rischiose. Per la ricostruzione occorre fare una rete di monitoraggio della zona del cratere.

di Gilberto Pambianchi, presidente nazionale dei Geomorfologi italiani