No, è solo in pausa, nascosto sotto gli oceani

Il global warming si è fermato?

Dal 2000 ci sono stati 12 dei 14 anni più caldi mai registrati

[24 luglio 2013]

The Indipendent lo spiega con un esempio molto british: «Enormi quantità di calore, equivalenti all’energia di 150 miliardi di bollitori elettrici, vengono continuamente assorbiti dall’oceano profondo, il che potrebbe spiegare perché il global warming si sia “messo in pausa” negli ultimi 10 o 15 anni». Una conclusione che arriva dopo una serie di ricerche e tre rapporti Met Office britannico, con i quali gli scienziati cercano di spiegare perché il tasso di riscaldamento del nostro pianeta ha subito un rallentamento.

In realtà gli eco-scettici (e noi con loro) hanno poco da esultare: comunque le temperature medie globali sono più alte di quanto non siano mai state da quando sono cominciate le moderne misurazioni, anche se, dopo i rapidi aumenti delle temperature registrati negli anni ‘80 e ’90, dalla fine del ‘900 c’è stato un significativo rallentamento, portando i climate-change skeptics ad affermare che il global warming si è fermato. Secondo una valutazione scientifica del bilancio termico del pianeta realizzata dal Met Office, la spiegazione invece più probabile per la recente pausa del global warming sarebbe l’assorbimento continuo di energia termica da parte di quell’enorme “dissipatore” che sono le profondità oceaniche. Il caldo mancante sarebbe “parcheggiato” a  centinaia di metri sotto la superficie del mare.

La cosa non sorprende gli scienziati del clima che hanno sempre detto di aspettarsi periodi nei quali  il tasso di aumento delle temperature poteva stabilizzarsi per alcuni anni. Inoltre, nonostante il rallentamento, l’ultimo decennio è stato il più caldo mai registrato: 12 dei 14 anni più caldi si sono verificati dal  2000 in poi. Secondo la National oceanic and atmospheric administration Usa, gli anni più caldi mai registrati sono stati il 1998, il 2005 ed il 2010

Insieme al riscaldamento degli oceani profondi, nel rallentamento dell’aumento delle temperature hanno svolto un ruolo significativo anche altri fattori come il minimo solare del 2008/2009 e le eruzioni vulcaniche, compresa quella dell’Eyjafjallajökull in Islanda nel 2010 che eruttando cenere nell’atmosfera hanno un temporaneo effetto di raffreddamento.

Rowan Sutton, un climatologo dell’Università di Reading, ha detto a The Indipendent  che «In passato, le temperature si sono stabilizzate, l’ultimo esempio è negli anni ‘40 e ‘50 quando gli inquinanti al solfato del boom post-bellico della produzione industriale possono aver agito come uno scudo contro la radiazione solare in arrivo. Alcuni lo chiamano un rallentamento, alcuni lo chiamano uno iato, alcuni lo chiamano una pausa. La temperatura superficiale media globale non è aumentata notevolmente negli ultimi 10 o 15 anni. Gli scienziati climatici si aspettano assolutamente variazioni del tasso a cui salirà la temperatura superficiale…. ma questo non vuol dire che abbiamo capito tutti i dettagli degli ultimi 10 o 15 anni».

Il problema che si è posto il Met Office è proprio quello di spiegare perché il tasso di aumento della temperatura globale negli ultimi anni è diminuito, mentre le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera continuano ad accelerare. Gli eco-scettici sostengono che questo dimostra che non c’è nessun vero legame tra le due cose, mentre gli scienziati dicono che l’aumento delle concentrazioni di gas serra di origine antropica  sono in gran parte responsabili dell’aumento delle temperature globali.

Stephen Belcher, che dirige il Met Office Hadley Centre, spiega  che «Una pausa nel tasso di aumento delle temperature globali che dura così a lungo è insolita, ma non eccezionale, simili pause di circa 10 anni si prevedono in media due volte ogni secolo. La spiegazione più probabile per la pausa attuale è che l’eccesso di calore intrappolato dal biossido di carbonio nell’atmosfera venga trasferito dall’atmosfera agli oceani dove viene trasportato verso strati più profondi che non possono essere rilevati dai satelliti. Sembra che la Terra stia continuando ad accumulare energia, ma sembra che si stia “ri-arrangiandola” e nascondendola alla vista».

Ma qualcosa che riesce a “vedere” quel che fa il nostro pianeta vivente nelle sue profondità esiste: centinaia di boe che galleggiano negli oceani rilasciate negli ultimi 10 anni, che vanno alla deriva e scendono a profondità fino a 2.000 metri e che hanno raccolto dati che dimostrano che enormi quantità di calore si stanno trasferendo dalla superficie del mare verso le profondità oceaniche, con conseguenze sconosciute per la l’ambiente e che preoccupano molto gli scienziati. Secondo Sutton «E’ necessaria più ricerca sugli effetti del riscaldamento degli oceani profondi, dato che le osservazioni delle temperature oceaniche profonde sono state effettuate dettagliatamente solo negli ultimi 10  anni e ne sono necessari di più. Le temperature più elevate potrebbe avere un effetto devastante non solo sulla vita marina, ma potrebbero anche contribuire a un aumento dei livelli del mare, dato che l’acqua marina si espande».

Il rapporto del Met Office sottolinea: «In sintesi, le osservazioni del contenuto di calore dell’oceano e di aumento del livello del mare suggeriscono che il sistema Terra ha continuato ad assorbire l’energia termica nel corso degli ultimi 15 anni, e che questo calore supplementare è stato assorbita nell’oceano».

La pausa che secondo gli ecoscettici sarebbe la prova che il global warming non esiste quindi è improbabile che cambi le previsioni sul futuro corso del riscaldamento globale.  Gli aumenti delle temperature previsti per il 2015 subiranno un ritardo tra i 5 ed i 10 anni, un battito di ciglia per i tempi del nostro pianeta, ed il trend delle temperature medie della superficie terrestre punta ad n aumento di 2 gradi entro questo secolo, con ulteriori aumenti previsti per la fine del secolo, esattamente quello che i governi dicono di voler evitare ma che avverrò se non si fa nulla per ridurre davvero le emissioni di CO2.

Non si può spiegare il rallentamento del riscaldamento della superficie terrestre osservando esclusivamente la differenza tra quantità di calore ricevuta dal Sole e quantità di energia termica che viene persa dal pianeta: i calcoli dimostrano che il calore supplementare continua ad essere assorbita dalla Terra ad una velocità di 0,6 Watt per m2, pari a circa 300 miliardi di  resistenze elettriche da un KW  o a 150 miliardi bollitori distribuiti in tutto il pianeta.

In uno dei suoi tre rapporti sulla pausa del global warming il Met Office scrive che «Le osservazioni del contenuto di calore dell’oceano e dell’aumento del livello del mare suggeriscono che il calore supplementare proveniente dal continuo aumento delle concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica è stato assorbito nel mare e non si è manifestato come un aumento della temperatura di superficie. Il radiated forcing dei gas serra è continuato senza sosta; questo calore si inserisce nel sistema, ma non si manifesta come un aumento della temperatura superficiale media globale. Le osservazioni del contenuto di calore dell’oceano e dell’aumento del livello del mare suggeriscono che questo ulteriore calore sia stato assorbito dall’oceano».

All’inizio dell’estate, il Met Office aveva avvertito che la Gran Bretagna potrebbe essere entrata in un decennio di estati “washout”, come quelle degli ultimi 6 anni, a causa degli effetti dei cambiamenti climatici sui sistemi meteorologici  globali, anche a seguito delle variazioni di modelli dei venti causati dallo scioglimento dei ghiacci dell’’Artico. Le previsioni sembrano siano state azzeccate: c’è stato uno spostamento della corrente a getto nel sistema di circolazione dell’aria nell’Atlantico, dando origine a fronti atmosferici di alta pressione e un lungo periodo di costante tempo soleggiato inusuale in Gran Bretagna.