Concluso il RomeSymposium 2017

Gorbachev, contro cambiamento climatico e armi nucleari «siamo a un punto di svolta»

«O si arriva a trovare dei valori comuni e a lavorare insieme per risolvere i problemi esistenti oppure torneremo al punto di partenza che ci ha portato gli orrori dell'ultima guerra mondiale»

[8 maggio 2017]

Oltre 15 tra scienziati ed esperti internazionali si sono riuniti per due giorni nella sede dell’Agenzia spaziale europea (Esa) all’interno del RomeSymposium 2017 sui cambiamenti climatici (‘The world at a turning point’), organizzato dalla Fondazione Italiani e dal New Policy Forum di Mikhail S. Gorbachev, con l’obiettivo di arrivare a proporre soluzioni concrete per renderle disponibili a chi ha la responsabilità di salvare la Terra dalla deriva climatica.

«Il nostro Pianeta è minacciato da due pericoli – ha osservato l’ex presidente dell’Urss e premio Nobel Mikhail Gorbachev – Il primo: l’arma nucleare e la nuova corsa agli armamenti. Il secondo: il cambiamento climatico globale. A questo proposito, gli accordi di Parigi hanno fatto molto, ma deve essere fatto di più per la sopravvivenza del Pianeta. Siamo a un punto di svolta: o si arriva a trovare dei valori comuni e a lavorare insieme per risolvere i problemi esistenti oppure torneremo al punto di partenza che ci ha portato gli orrori dell’ultima guerra mondiale, sprecando 70 anni di pace e prosperità. Una guerra terribile dovrebbe essere una lezione duratura dobbiamo agire di proposito e senza ritardi al fine di preservare il nostro mondo, eliminando l’ingiustizia sociale e lo scontro. Il tema del cambiamento climatico globale copre tutti questi problemi ed è una chiave efficace per lavorare insieme ed per trovarne le risposte adeguate. Nessun paese da solo può risolvere i problemi globali, abbiamo bisogno di nuove alleanze per il miglioramento del mondo».

Secondo il Manifesto redatto dagli esperti internazionali in questa direzione “il mondo si muove verso caos, in diverse parti del globo a causa di crescenti livelli di deprivazione, insicurezza alimentare, migrazioni, conflitti, povertà”. E anche se l‘accordo di Parigi è stato un importante passo avanti bisogna fare di più: “Al centro della crisi c’è il nostro modello di sviluppo economico, così come il fallimento dei governi nel prendere adeguate contromisure. I nostri leader devono essere ritenuti responsabili per la loro inazione. Noi chiediamo una coalizione globale di leader illuminati di governi, aziende, religioni, istituzioni finanziarie, scienziati ed educatori, per un’azione contro l’emergenza climatica”. I punti su cui questi leader dovrebbero concentrarsi hanno il sapore delle politiche di sinistra: “lavoro, sicurezza, dignità ed equità”.

«È inevitabile ed urgente un’azione per il clima – ha concluso Martin Lees, direttore scientifico del RomeSymposium – le attività umane hanno ormai raggiunto una dimensione ed un’intensità tale che, se non ci sarà un’inversione, profaneranno la meravigliosa vita naturale da cui tutti dipendiamo. E le misure proposte dall’accordo di Parigi sono del tutto insufficienti per evitare le catastrofiche conseguenze dei cambiamenti climatici. Gli sforzi della comunità internazionale per scongiurare pericolosi cambiamenti climatici sono stati lenti e incerti, oltre che ostacolati da potenti interessi. È giunto il momento di chiedere ai nostri leader di garantire prospettive, sicurezza e speranze per le prossime generazioni».

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