La più grande riunione di negazionisti climatici e anti-scienza? Il nuovo Congresso Usa  

[9 gennaio 2015]

A Washington si apre la nuova legislatura ed il Congresso statunitense accoglie nei suoi ranghi 71 nuovi parlamentari, con una maggioranza repubblicana in entrambe le Camere ed un’impressionante infornata di negazionisti climatici e di anti-scienza. Come rivelano nell’indagine “The Anti-Science Climate Denier Caucus: 114th Congress Edition”  Tiffany Germain  e Kristen Ellingboe, due ricercatrici del Center for American Progress Action (Cap Action), «Oltre il 56% dei repubblicani nel 144° Congresso negano o mettere in discussione la scienza dietro i cambiamenti climatici causati dall’uomo».

Anche se a New York fa freddissimo, il 2014 è stato l’anno più caldo della storia ela CO2 nell’atmosfera ha raggiunto livelli mai visti, eppure ben 131 deputati – il 53% del “caucus” repubblicano alla Camera – negano la responsabilità delle attività umane nel riscaldamento globale  ed al Senato il 72% dei repubblicani – 39 senatori –  la pensano allo stesso modo.

Anche se il 97% degli scienziati climatici di tutto il mondo è convinto che il cambiamento climatico sia in atto e che sia determinato dalle attività umane, diversi nuovi membri della 114° Congresso Usa affermano il contrario. Solo qualche giorno fa il senatore dell’Illinois Mark Kirk ha detto all’E&E Daily che non sono le emissioni di gas serra a provocare il cambiamento climatico e che la scienza del clima è solo politica.

Durante la campagna elettorale per le elezioni di mezzo termine del novembre 2014 diversi candidati repubblicani hanno cercato di far passare le considerazioni dei negazionisti come parte del dibattito scientifico sul cambiamento climatico. Il senatore dello Iowa Joni Ernst ha detto: «Non conosco la scienza dietro i cambiamenti climatici. Non posso dire in un modo o in un altro quale sia l’impatto diretto, se si tratti di qualcosa di artificiale o no. Ho sentito gli argomenti di entrambe le parti».

Durante il dibattito tra i candidati alle primarie repubblicane del North Carolina per il Senato, alla domanda del moderatore «Il cambiamento climatico è un fatto?», tra le risatine del pubblico, tutti i 4 candidati, compreso quello poi risultato vincitore, Thom Tillis, hanno risposto semplicemente «No».

Naturalmente molti sono negazionisti per convenienza politica e per beccarsi i finanziamenti delle grandi imprese petrolifere e carboniere, quindi il ritornello più in voga tra i candidati repubblicani durante la campagna elettorale del 2014 è stato «Non sono uno scienziato». Tra questi “non scienziati” ci sono anche il nuovo presidente della Camera Usa John Boehner e il leader della maggioranza repubblicana al Senato Mitch McConnell, che si sono subito precipitati a presentare progetti di legge anti-ambientalòisti e favorevoli alle compagnie petrolifere.

«La risposta – sottolineano Germain  ed  Ellingboe – ha rappresentato una forma di evasione unica ed ha innescato una reazione significativa contro il rifiuto dei politici di riconoscere un fatto scientifico. Durante tutto l’anno, gli scienziati hanno continuato a esprimere crescente allarme per la mancanza di azione per affrontare il cambiamento climatico, con l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) dell’Onu che ha pubblicato ancora una volta un suo brutale avvertimento: o si tagliano sostanzialmente le emissioni di carbonio o c’è il rischio di impatti “gravi, pervasivi e irreversibili per le persone e gli ecosistemi”».

Tra gli impatti che già stanno sperimentando gli Usa ci sono le catastrofi climatiche che non hanno risparmiato nessuno Stato, La Federal Emergency Management Agency dice che dal 2011 negli Usa ci sono state  500 dichiarazioni di calamità nazionali legate al clima.

Una realtà difficile da ignorare ma che molti governatori e parlamentari repubblicani “superano” distorcendo i fatti e producendo una politica negazionista molto pericolosa. Secondo l’analisi di Cap Action «Il 68%  della leadership repubblicana sia in Senato che alla Camera nega il cambiamento climatico causato dall’uomo. A livello di commissioni, 13 dei 21 membri repubblicani dell’ the House Committee on Science, Space and Technology, o il 62%, rifiutano la scienza dietro il riscaldamento globale causato dall’uomo, uniti al 67%  cento, o 21 su 31 membri repubblicani, dell’ House Energy and Commerce Committee».

Uno dei maggiori esponenti negazionisti climatici del Congresso, il senatore dell’Oklaoma James Inhofe sarà probabilmente il nuovo presidente del Environment and Public Works Committee, è lo stesso tipo che durante un’audizione al Senato nel 20914 disse che non era vero che le temperature della Terra siano aumentate negli ultimi 15 anni. E’ in buona (o forse cattiva) compagnia, visto che 10 repubblicani su 11 eletti nella commissione che presiederà hanno detto il cambiamento climatico non è reale e che comunque non è di origine antropica.

Nella Cap Action analysis Germain  ed  Ellingboe sottolinea che «I membri del 114° Congresso che hanno pubblicamente travisato la scienza che sostiene il riscaldamento globale hanno accettato la loro giusta quota di contributi da parte dell’industria dei combustibili fossili. I 39 climate deniers del Senato hanno preso 28.152.466 dollari in donazioni da parte delle industrie del carbone, petrolio e gas», Per quanto riguarda la Camera, «I 131 climate science deniers hanno preso 35.702.245 dollari di contributi dall’industria dei combustibili fossili».

E’ chiaro che un Congresso controllato dai repubblicani non ha alcuna intenzione di dare priorità d’azione per aiutare combattere il cambiamento climatico e che questo avrà pesanti ripercussioni sia sui colloqui internazionali sul clima che sul risultato della cruciale Conferenza delle parti dell’Unfccc di Parigi, ma anche sul recente accordo climatico tra Cina ed Usa.