Harry Potter e i maghi della finanza: il nuovo cortometraggio contro gli speculatori

[18 febbraio 2014]

La tassa sulle transazioni finanziarie non è di quelli strumenti che, come la bacchetta magica di Harry Potter, potrebbero forse riuscire in un sol colpo a guarire quel moloch malato che è diventata la speculazione sui mercati finanziari. E’ piuttosto quel granello di sabbia che, per dirla con le parole dell’economista che ne ha ispirato la nascita – il premio Nobel James Tobin – della speculazione aiuterebbe a frenare gli ingranaggi, impedendole di continuare ad essere quello strumento di guerra economica come oggi è.

Attorno alla tassa sulle transazioni finanziarie si gioca una partita politica estremamente delicata, nella quale è necessario coinvolgere più pienamente i cittadini, spesso tenuti alla larga dalla complessità del tema. Per rendere più allettante il messaggio oggi è stata lanciato oggi un cortometraggio da parte della Campagna ZeroZeroCinque e da Oxfam. A firmarne la regia è stato chiamato un nome noto a Hollywood, quel David Yeats che è stato il regista degli ultimi 4 capitoli della saga di Harry Potter.

Una sorta di notiziario dal futuro (siamo nel 2024) che con ironia aiuta il pubblico a immaginare come sarebbe celebrare il decimo anniversario dall’adozione della ‘tassa miracolosa’ in un talk televisivo in cui intervengono rappresentanti della finanza europea. Nel video Francia, Italia, Spagna e Germania hanno pienamente beneficiato dell’introduzione della tassa, utilizzandola non solo per attenuare i tagli ai già indeboliti servizi pubblici, ma anche per  combattere a livello globale la povertà e i cambiamenti climatici. «Ho accettato la regia del film perché la Ttf – spiega il regista di Harry Potter – è un’idea semplice ma geniale. Dobbiamo imparare dalla crisi finanziaria e assicurarci che banche e hedge fund lavorino per l’interesse della società e non viceversa».

Il video (con sottotitoli in italiano), che riportiamo in coda all’articolo, è disponibile sul sito www.robinhoodpetition.org, e sullo stesso sito si può firmare la 1 Million Petition rivolta ai capi di stato e di governo degli 11 Stati Membri dell’Ue coinvolti nel negoziato europeo (cooperazione rafforzata). La scelta della data odierno per il lancio del video non è casuale. Sono giorni convulsi: oggi c’è un importante vertice Eecofin e si parlerà di Ttf, mentre domani ci sarà un summit bilaterale franco-tedesco e si attende un posizionamento congiunto di Hollande e Merkel sullo schema dell’imposta continentale – un’ulteriore spinta propulsiva per arrivare a un compromesso definitivo tra i paesi cooperanti.

Dalla fantasia alla realtà, dunque. Il cortometraggio, sottolineano i promotori, viene lanciato nel quadro delle iniziative della Campagna ZeroZeroCinque, alla vigilia della bilaterale franco-tedesca di Parigi, in una fase delicata dell’iter di approvazione in Europa di questa piccola tassa  sugli strumenti finanziari – azioni, obbligazioni e derivati – che potrebbe generare fino a 37 miliardi di euro all’anno.

«Siamo a un potenziale punto di svolta – sottolinea Leonardo Becchetti, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque – Con 11 Paesi membri, tra cui l’Italia, impegnati nei negoziati per l’adozione della TTF, abbiamo l’opportunità di scrivere un pezzo di storia europea compiendo un primo importante passo verso la riforma della finanza. Ecco perché è importante che tutti i cittadini si sentano chiamati in causa e firmino la petizione per arrivare ad essere un milione e far sì che questa  tassa diventi realtà. In questo contesto si colloca la lettera pubblica in cui indichiamo al Governo quelli che per noi sono elementi essenziali per assicurare un modello efficace di tassa»

La lettera internazionale (firmata da 290 organizzazioni europee) inviata da ZeroZeroCinque e federate europee la scorsa settimana a Letta e Saccomanni condensa un testo che invita il nostro esecutivo ad adottare come schema d’imposta della Ttf europea quello (piuttosto progressista) proposto dalla Commissione Ue e di non difendere il velleitario modello nazionale insieme alla richiesta di impegnarsi per la “socialmente giusta” destinazione del gettito della tassa.

«L’uso speculativo del denaro – conclude Becchetti – è un’attività che si pone in netta antitesi agli sforzi di settori produttivi che determinano un reddito stabile e duraturo nel tempo. Avallarne gli effimeri benefici vuol dire creare pericolose illusioni che spingono singoli ed istituzioni finanziarie a mettere a rischio il benessere di famiglie, comunità ed interi Paesi».

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