I cambiamenti climatici stanno uccidendo il muschio dell’Antartide orientale (VIDEO)

I muschi stressati rivelano un clima più freddo, più ventoso e più secco che ha ripercussioni in tutto l’emisfero australe

[25 settembre 2018]

Lo studio “Rapid change in East Antarctic terrestrial vegetation in response to regional drying”, pubblicato oggi su Nature Climate Change e realizzato in 13 anni da un team di ricercatori australiani dell’Università di Wollongong (UOW), dell’Australian Antarctic Division e dell’Australian Nuclear Science and Technology Organization, fornisce la prima prova del fatto che i cambiamenti climatici stanno influenzando gli ecosistemi terrestri nell’Antartide orientale.

All’Uow fanno notare che «Mentre l’Antartide occidentale e la Penisola Antartica sono tra i luoghi a riscaldamento più rapido del pianeta, l’Antartide orientale non si è riscaldata allo stesso modo e sembra che finora sia sfuggita agli impatti più forti dei cambiamenti climatici».

Lo studio ha invece rilevato che «La vegetazione nell’Antartide orientale sta cambiando rapidamente in risposta a un clima più secco« I ricercatori sostengono che «L’Antartide orientale è diventata più fredda, più ventosa e più secca a causa degli effetti combinati del cambiamento climatico e della riduzione dell’ozono».

A partire dal 2000, il team australiano ha monitorato le antiche praterie di muschio vicino alla Casey Station australiana, un lussureggiante letto  strato di muschio verde, noto come il “Daintree of the Antarctic”, che è il più grande ecosistema vegetale nell’Antartide orientale.

La principale autrice dello studio, Sharon Robinson del Centre for sustainable ecosystem solutions della School of biological sciences dell’UOW ha detto che «Quando i ricercatori hanno iniziato a monitorare lo strato di muschio nel 2000, pensavano che qualsiasi cambiamento avrebbero visto sarebbe stato molto graduale. Siamo rimasti davvero sorpresi quando abbiamo visto quanto stava cambiando velocemente. Dopo uno studio pilota nel 2000, abbiamo attuato il monitoraggio dal 2003. Quando siamo tornati nel 2008, tutti questi letti di muschio verde erano diventati rosso scuro, a indicare che erano fortemente stressati. È stato un cambiamento drammatico».

Ricercando la causa dello stress, i ricercatori hanno trovato prove di un clima che diventa sempre più secco e  parte di queste prove venivano dal cambiamento della composizione delle specie presenti.

All’inizio dello studio, i prati di muschio erano dominati dallo Schistidium antarctici, una specie che può sopravvivere per lunghi periodi sott’acqua, condizione nella quale si trovano spesso i muschi di Casey durante la brevissima estate dell’Antartide. Ma entro il 2013, molte di quelle aree erano state invase da altre due specie di muschio che prosperano in condizioni più asciutte e sono meno tolleranti alla sommersione.

Un’altra autrice dello studio, Melinda Waterman, anche lei dell’UOW, ha detto di aver trovato anche dei germogli di muschio secchi, che, come gli anelli degli alberi, conservano i dati del clima del passato.

«Quando rintracciamo i nuclei di muschio, otteniamo queste firme che ci dicono quanto sia stato umido o secco mentre crescevano – spiega la . Waterman –  Alcuni dei muschi hanno centinaia di anni, quindi ci danno un dato climatico davvero buono per questa parte dell’Antartide. Per datare con precisione i nuclei di muschio, abbiamo utilizzato i radiocarbon bomb pulse – il picco della radioattività nell’atmosfera causato dai test delle armi nucleari che hanno raggiunto il picco nel 1965 – e abbiamo scoperto che ora molti dei muschi stanno crescendo in condizioni più asciutte che negli anni ’60. Dei 18 muschi che abbiamo campionato, la maggior parte mostrava segni di essiccazione e il 40% mostrava segni di essiccazione significativa. Solo tre non mostravano essiccazione».

I dati delle stazioni del Bureau of Meteorology australiano nell’Antartide orientale dimostrano che nello stesso periodo il clima nell’area è diventato più freddo e più ventoso.

Robinson  sottolinea: «Il fatto che sia più freddo durante l’estate significa che c’è meno acqua di disgelo:  lì non piove mai, quindi tutta l’acqua deve venire dalla fusione di neve e ghiaccio. Tutte queste diverse linee di evidenza ci dicono che è diventato più secco e che questo è collegato al cambiamento dei venti. al buco dell’ozono e al cambiamento climatico hanno avvicinato i venti occidentali all’Antartide, il che ha aumentato la velocità del vento e l’ha resa più fredda e secca. E’ la prima prova che le comunità dell’Est dell’Antartide sono state colpite dai cambiamenti climatici e dall’esaurimento dell’ozono».

Secondo Robinson, «Il messaggio più ampio dello studio  è che nessuna parte sulla Terra viene risparmiata dal le conseguenze dei cambiamenti climatici. Pensiamo all’Antartide come a una natura incontaminata, ma i cambiamenti climatici e l’impoverimento dell’ozono hanno un enorme impatto. Ciò che facciamo nel resto del mondo riguarda le piante e gli animali in Antartide».

Allo stesso tempo, ciò che accade in Antartide ha impatti sul resto del mondo: mentre i venti occidentali che circolano nell’Antartide si spostano verso l’esterno, stanno cambiando i modelli meteorologici in tutto l’emisfero australe.

Robinson  aggiunge: «Un altro messaggio che viene da tutto questo è che non preveniamo necessariamente le conseguenze di ciò che facciamo. Sapevamo che l’impoverimento dell’ozono avrebbe aumentato le radiazioni UV, ma era decenni prima che sapessimo che influiva sul clima. Questi venti mutevoli stanno colpendo l’Africa meridionale, il Sud America e l’Australia perché stanno trascinando tutte le fasce meteorologiche a sud. Alcune aree stanno diventando più umide, e le grandi aree più umide sono diventate molto più secche. Questo sta influenzando il modo in cui crescono gli alberi in Nuova Zelanda. Sta colpendo la punta meridionale del Cile, dove gli alberi stanno crescendo meno bene, le foreste si stanno contraendo e c’è meno acqua per le centrali idroelettriche».

Sostenuti dal Global Challenges Program dell’UOW , i ricercatori australiani continueranno a monitorare gli impatti dei cambiamenti climatici sull’Antartide e la Waterman conclude: «I nostri metodi di monitoraggio nell’Antartide orientale ci consentono di monitorare la risposta delle comunità di muschio a un clima che cambia. Sono parte integrante dei modi in cui le comunità near-shore e terrestri possono essere monitorate con un impatto minimo come parte dell’Antarctic Near-Shore and Terrestrial Observing System (ANTOS); un programma collaborativo internazionale a cui stiamo contribuendo con il nostro nuovo progetto interdisciplinare Global Challenges  ECO-Antarctica».

 

Videogallery

  • East Antarctic mosses reveal a windier, drier climate

    https://youtu.be/LF4p3ng0HRQ