I microbi erediteranno la Terra

Gli ultimi sopravvissuti sul Pianeta tra un miliardo di anni

[2 luglio 2013]

Il futuro della vita sulla Terra è legato a quello del Sole, con la nostra sella che diventerà sempre più luminosa e calda. Un team di scienziati delle università britanniche di St Andrews, Dundee ed Edimburgo hanno utilizzato questo dato di fatto per creare una previsione su come sarà l’ambiente futuro del nostro pianeta quando gli esseri umani non ci saranno più.

Per valutare il destino del nostro pianeta tra miliardi di anni hanno utilizzato un modello al computer, scoprendo che questa terra irriconoscibile, più luminosa e più calda, sarà ereditata dai microbi, i soli da essere in grado di far fronte alle condizioni estreme che i cambiamenti solari porteranno in quello che oggi conosciamo come un pianeta blu e vivente.

Presentando lo studio all’UK National Astronomy Meeting NAM2013 in corso in Scozia, Jack O’Malley James, dell’università di St. Andrews ha spiegato: «Non sarà presente molto ossigeno, quindi dovranno essere in grado di sopravvivere in ambienti a basso o zero ossigeno, alte pressioni ed alta salinità a causa dell’evaporazione degli oceani».

Infatti entro un miliardo di anni, il calore del Sole sarà così intenso che gli oceani iniziano ad evaporare. Uno dei ricercatori, James O’Malley, ha detto a Bbc News Science & Environment che «una volta che si arriverà a questo punto di non ritorno, ci sarà molta più acqua nell’atmosfera e, poiché il vapore acqueo è un gas serra, questo provocherà un effetto serra galoppante … e il tutto finirà con un riscaldamento della Terra fino a 100° C o più di quel che sperimentiamo oggi. Questo, combinato con il calo dei livelli di ossigeno, porterebbe alla rapida perdita delle piante e degli animali più grandi. Poco dopo, un gruppo di microbi chiamati estremofili sarebbero l’unica forme di vita rimasta».

Quindi, se non ci penserà rapidamente l’uomo con la sua folle corsa all’estinzione, sarà il lento ma inesorabile ciclo della vita planetaria ad estinguere gli animali dalla Terra, ma noi al quel punto non ci saremo più da un pezzo e forse avremo abbandonato il nostro pianeta morente come in una saga fantascientifica. Questi piccoli organismi che erediteranno il mondo vivono già sulla Terra e sono già in grado di prosperare in ambienti ostili che per noi sarebbero mortali.

Per gli scienziati britannici «sarebbero le uniche creature che possono sopportare il calore, l’aridità e l’atmosfera velenosa di questa terra futura. Potrebbero probabilmente raggrupparsi intorno le ultime gocce di acqua rimaste in profondità nel sottosuolo». Ma alla fine, quando le condizioni peggiorano, anche loro svaniranno e fra circa 2,8 miliardi di anni la Terra sarà priva di ogni forma di vita e l’esperienza della nostra altezzosa razza non sarà nemmeno più un segno nella polvere infuocata.

Ma i ricercatori dicono che da questi microbi potrebbe venire una speranza per l’umanità: «Studiare l’ascesa e la caduta della vita sul nostro pianeta potrebbe darci un’idea di come la vita potrebbe sopravvivere altrove nell’Universo». O’Malley ha detto alla Bbc: «Se si dovesse trovare un pianeta simile alla Terra e scattare un’istantanea nel tempo della vita che vive in superficie, è più probabile che si troverebbe vita microbica invece che la vita più complessa come la vediamo oggi sulla Terra».

I ricercatori sottolineano che «i microbi causano sottili cambiamenti nei rapporti dei gas nell’atmosfera, e questo potrebbe consentire un giorno agli astronomi di rilevare la loro presenza su altri pianeti simili alla Terra». Per O’Malley «Uno dei migliori candidati è il metano. Questo potrebbe essere usato per indicare la presenza di vita, anche se dipende da quanto ne viene prodotto e se si accumula ad un livello rilevabile in atmosfera. Se saremo in grado di raccogliere tutti questi sottili livelli di gas su pianeti remoti, forse potremmo individuare i microbi».

Insomma, il nostro pianeta sarà ereditato da chi ha costruito la prima rete della vita, forse il nume tutelare del Pianeta è un microbo che dall’alba dei tempi accompagnerà la Terra fino al suo infuocato tramonto.