Piebalgs: «Migliaia di chilometri possono separarci, ma la nostra visione di un futuro low carbon ci unisce»

I piccoli Stati insulari vogliono un’economia blu e verde. Il summit Sids nelle Samoa

[2 settembre 2014]

Si è aperta ieri ad Apia, la capitale delle Samoa, laterza International Conference on Small Island Developing States (Sids), alla quale d fino al 4 settembre parteciperannoCapi di Stato, politici, imprenditori e rappresentanti della società civile  per confermare l’impegno ad aiutare i piccoli Stati insulari in via di sviluppo ad affrontare le sfide ambientali ed economiche uniche che hanno di fronte.

Con gli slogan “Island Voices, Global Choices,” e “genuine and durable partnerships” la conferenza vuole mettere al centro la necessità di rafforzare le iniziative insulari che possono dare un contributo a trovare soluzioni alle più pressanti questioni globali.

La conferenza è stata aperta dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon che ha detto: «Siamo qui per cercare un rinnovato impegno per i piccoli stati insulari in via di sviluppo concentrandosi su azioni concrete e partnership durature. Il mondo deve ascoltare le  piccole isole, dato che i loro problemi hanno conseguenze globali. Vedo i piccoli Stati insulari in via di sviluppo come una lente di ingrandimento. Quando guardiamo attraverso la lente, vediamo le vulnerabilità che tutti dobbiamo affrontare. Ed è affrontando i problemi che devono affrontare i piccoli Stati insulari che stiamo estendendo gli strumenti necessari per promuovere lo sviluppo sostenibile in tutto il mondo».

La conferenza è stata preceduta da due forum tematici: quello degli Stakeholders e quello della gioventù  ed ospita altri aventi come il forum sulle energie rinnovabili e un forum del settore privato, durante il quale l’Unep ha messo in luce l’importanza e la necessità di una transizione verso un’economia verde-blu, con particolare attenzione all’accesso alla tecnologia, gli  investimenti adeguati, all’accesso ai mercati e al sostegno alle piccole e medie imprese, fornendo posti di lavoro e utilizzando al meglio l’economia digitale.

La conferenza vera e propria si svolge con sessioni plenarie, eventi collaterali e sei Multi-stakeholder Partnership Dialogues su:  Sviluppo economico sostenibile; l cambiamento climatico e la gestione del rischio di catastrofi;  Lo sviluppo sociale nei Sids; La salute e le malattie non trasmissibili; I  giovani e le donne; Energia sostenibile; Oceani, mari e biodiversità; Acqua e igiene, sicurezza alimentare e gestione dei rifiuti.

L’United Nations environment programme (Unep) organizza tre eventi collaterali insieme al Secretariat of the Pacific regional environment  programme (Sprep): “Challenges and Opportunities for Sustainable Consumption and Production in SIDS”, che si occuperà di produzione e consume sostenibili; “SIDS Pathway to an Inclusive Green Economy and Poverty Reduction”, per una transizione verso società insulari inclusive basate sulla green economy; “The Last Straw: Preventing our Oceans from Becoming Dumps” sulle soluzioni innovative e le buone pratiche a basso costo nei Sids e per prevenire e gestire i rifiuti marini.

Già all’inizio di quest’anno, Unep, Sprep e ministeri delle risorse naturali e dell’ambiente, della salute e del turismo della Samoa hanno intrapreso una campagna per affrontare il previsto aumento di rifiuti prodotti  durante la Conferenza Sids, puntando a migliorare la gestione dei rifiuti, a partire dalle strutture turistiche e di accoglienza,  anche dopo il summit internazionale. Inoltre ai partecipanti al summit è stata data una nota orientativa che li invita a minimizzare i gas serra prodotti dai loro spostamenti e dalla partecipazione alle riunioni, utilizzando i mezzi pubblici, prodotti riutilizzabili e riciclati e compensando le emissioni di gas serra finanziando progetti di sviluppo sostenibile locale.

Alla Conferenza di Apia l’Unione europea, che con 3,5 miliardi di euro in aiuti allo sviluppo tra il 2007 e il 2012 è il maggiore partner economico e donatore per i Sids, è rappresentata dal Commissario Ue allo sviluppo, Andris Piebalgs che, intervenendo in plenaria, ha detto: «io sono qui oggi per assicurarvi che continueremo a sostenere i vostri sforzi. Mentre ora stiamo concentrando i nostri aiuti bilaterali sui paesi più poveri, quasi tutti i Sids continueranno a beneficiare dei programmi di cooperazione regionali e tematici. Vorrei anche sottolineare che le considerazioni sulla vulnerabilità hanno svolto un ruolo importante nelle decisioni di allocazione delle risorse».

Poi il commissario europeo ha sottolineato: «Per l’Ue ed i Sids è  giunto il momento di spostare in avanti  il nostro tradizionale rapporto donatore-ricevente, verso una più completa relazione tra pari. Fare questo significa lavorare insieme su molte questioni difficili per i Sids nei loro sforzi per lo sviluppo sostenibile (…) Migliaia di chilometri possono separarci, ma la nostra visione di un futuro low carbon e resiliente ai cambiamenti climatici ci unisce. Ora dobbiamo rimanere uniti nei negoziati su un nuovo accordo globale sul clima. I Sids sono in prima linea nella battaglia contro i cambiamenti climatici, una battaglia che possiamo combattere e vincere insieme. Come ha dimostrato Samoa, è possibile mettere insieme le capacità necessarie per affrontare il cambiamento climatico e le altre sfide globali. Ma è un’azione globale che farà la vera differenza. Il prossimo vertice sul clima a New York sarà un test fondamentale della nostra capacità di accelerare i progressi verso un accordo globale sui cambiamenti climatici a Parigi nel 2015. Prima di Parigi dobbiamo anche fare rapidi progressi sul processo internazionale per considerare, comprendere e valutare i contributi delle parti. Abbiamo bisogno di sapere se i contributi sono giusti singolarmente  e collettivamente, sufficienti per tenerci sotto la barriera dei due gradi».

Piebalgs ha ricordato che per l’Ue l’energia «Ha una priorità molto alta come driver per lo sviluppo sostenibile. Abbiamo sostenuto diversi progetti energetici nei Sids. Qui nel Pacifico abbiamo lavorato attivamente con altri partner per promuovere strategie energetiche rinnovabili e l’efficienza energetica a livello nazionale e regionale. I nostri sforzi stanno sicuramente dando i loro frutti. Vorremmo quindi prendere in considerazione azioni simili in altre regioni. L’Ue è particolarmente attiva nell’iniziativa globale  Sustainable Energy for All. Cercheremo di catalizzare l’azione a sostegno delle riforme energetiche, di fornire maggiori opportunità per gli investimenti energetici ed ottenere risultati durante lal Decade of Sustainable Energy for All. Sono quindi lieto che 11 Sids abbiano scelto di puntare sulle energie nella loro cooperazione bilaterale con l’Ue. Lavoreremo con loro per aumentare la resilienza alle sfide dei cambiamenti climatici e per superare la povertà energetica».

Ma il commissario europeo ha anche sottolineato che «Mari ed oceani sani e produttivi sono essenziali per l’economia, la cultura e l’identità dei Sids. Quindi li dobbiamo proteggere. Grazie alla leadership di diversi stati – inclusisi Sids ed Ue –  a Rio+20 sono stati presi impegni importanti per gli oceani. E’ importante che dimostriamo ancora una volta la nostra a leadership nei prossimi negoziati internazionali. Lo stesso vale per la biodiversità. Milioni di persone dipendono dalla biodiversità per il loro sostentamento, soprattutto in molte nazioni insulari, dove le barriere coralline sono una fonte essenziale di benefici sociali, economici e ambientali. La prossima Conferenza delle Parti della Convention on biological diversity diversity deve pertanto affrontare le questioni prioritarie che interessano i Sids e ribadire l’importanza del mainstreaming della biodiversità in altri settori e politiche».

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